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Salemi (Sicilia): la storia, il Castello Normanno e la visita alla cittą

Salemi, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un buon motivo per visitare Salemi? Il fatto che sia annoverato nel club de I Borghi più belli d’Italia rappresenta ben più di un mero incentivo in quanto dà l’idea della cifra estetica e dell’interesse suscitato dalla stupenda cittadina in provincia di Trapani. Culturalmente, storicamente e artisticamente rilevante, il centro storico di quasi 11.000 abitanti è un vivibilissimo contesto urbano che s’incastona in un territorio tempestato di vigneti e uliveti, tanti ce ne sono da perdere il conto.

Storia e Castello Normanno

Il panorama collinare reca ancora le evidenti tracce del passaggio di svariate civiltà, indi per cui Salemi possiede sul trono della Valle del Belice – alle pendici del Monte delle Rose - un chiaro imprinting arabo-medievale (il nome deriverebbe da Salam, ovvero “città salubre e sicura” o da Salem, che significa “pace”) migliorato ulteriormente dalla mano conquistatrice normanna.

Gli Aragonesi provvidero a fortificarla in previsione dell’invasione turca perpetuata fra il ‘400 e la fine del ‘600. I Borboni vi si insediarono a partire dal 1735, poi un salto temporale ci conduce negli scenari dello sbarco dei Mille guidati da Giuseppe Garibaldi e transitanti proprio da Salemi con l’estrema benevolenza della popolazione locale. C’è di più e ha del sensazionale, perché lo stesso Eroe dei Due Mondi proclamò nel 1860 la cittadina "Capitale d’Italia", titolo simbolico contestuale all’innalzamento sulla cima di una delle tre torri angolari (una cilindrica e due quadrate) del Castello Normanno-Svevo della bandiera tricolore. Si stava compiendo l’Unità d’Italia. La Rocca, datata 1077 e voluta da Ruggero il Normanno è divenuta un’attrazione turistica, molto frequentata e apprezzata in virtù del suo essere stata quasi per nulla rimaneggiata, a eccezione di un vecchio intervento imposto nel XIII secolo da Federico II di Svevia. La terrazza della torre cilindrica rappresenta il punto più alto della collina sulla quale sorge Salemi.

Cosa vedere a Salemi

Oggi l’abitato gode di un genius loci intelligente e disciplinato, il cui perno è costituito da Piazza Alicia, presa ad esempio in occasione di molteplici convegni (ultimo Piazze d’Europa) incentrati sulla progettazione e riqualificazione urbanistica nel mondo. Prima però di aggirarsi per strade, piazze e vicoli alla scoperta dei tanti tesori architettonici, vale la pena compiere un piccolo tour nell’hinterland, un vasto sito archeologico ricco di testimonianze riferibili all’antica Halicyae, antenata di Salemi. Normale poi affrettarsi per introdursi nel cuore stupendo di una località brulicante di palazzi storici in pietra campanella (o campanedda in dialetto siciliano), chiese (se ne contano in tutto 25, presiedute dall’Ex Chiesa Madre della Madonna degli Angeli, divenuta dal 1615 in poi Antico Duomo di San Nicola di Bari), monumenti e due caratteristici quartieri, quello ebraico della Giudecca e l’islamico del Rabato. Con la loro presenza, Salemi può ritenersi scrigno di ben tre religioni, cristiana, ebraica e musulmana, raro faro della libertà di culto.

A proposito di culto, il paese è conosciuto con il soprannome di “Città dei pani” per la meticolosa lavorazione dei pani devozionali serviti sugli altari votivi detti “cene” (strutture in legno rivestite di foglie d’alloro e mirto con addobbi di arance e limoni) nell’ambito di celebrazioni religiose importanti, la Festa di San Giuseppe, la Festa di Sant’Antonio Abate e la Festa di San Biagio. Insieme ai Cuddureddi e ai Cavadduzzi si possono gustare in queste occasioni gli sfinci, palline d’impasto dolci ricoperte di zucchero. Non finisce qui, perché altri pani sono confezionati ad hoc per celebrare ad aprile San Francesco di Paola, Lu fistinu di San Nicola di Bari (il Santo Patrono) e l’Immacolata Concezione.

La cultura si rispecchia dunque nelle tante meraviglie architettoniche e confluisce in un sistema museale corposo tassellato da eccellenze quali il Museo d’Arte Sacra, il Museo Archeologico, il Museo del Risorgimento, il Museo della Mafia, il Museo del Pane Rituale e le aree di Mokarta, Monte Polizo e San Miceli.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tradizione e folclore sono gli ingredienti con cui si issa lo stendardo goloso dell’estiva Sagra della Busiata, piatto tipico del luogo che deve accompagnarsi a diversi sughi. Tra le prelibatezze di Salemi si gustino le succulente olive schiacciate, le melanzane sott’olio, le sarde a beccafico e il formaggio di pecora a pasta filata Vastedda, e poi i dolci con la ricotta, le cassatelle e il buccellato, ciambella di pasta frolla farcita con fichi secchi, scorze d’arancia, uva passa e mandorle.

Come arrivare a Salemi

Per arrivare a Salemi bisogna percorrere l’Autostrada A29 Palermo – Mazara del Vallo e, una volta usciti a Trapani, proseguire sulla SS 188; i treni arrivano alla stazione ferroviaria di Salemi-Ghibellina; l’aeroporto di riferimento è il “Falcone Borsellino” di Palermo, ma ci si può altresì avvalere del “Vincenzo Florio" di Trapani, distante ca. 30 km da Salemi.

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