Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Sicilia

Escursione sull'Etna, tra eruzioni di lava e nevicate

Giù il cappello: ci troviamo dinanzi al più grande vulcano attivo d'Europa e al monte più alto delle isole e penisole mediterranee, 3323 metri. Orgoglio e incubo di Catania, che gli ha dedicato la sua via principale, l'Etna, dice il vulcanologo Terzieff, «non solo è uno dei più attivi del pianeta, ma è anche tra i meno pericolosi». Questo vale a tranquillizzare i siciliani della costa ionica? Forse a Acireale e Aci Trezza il vulcano non fa paura, ed anzi è un motivo di attrazzione turistica, ma le frazioni e i comuni posti più in alto come Nicolosi, Trecastagni e Zafferana Etnea regolarmente devono fare i conti con l'ira del Mongibello.

Nel mito dell'isola di Trinacria, le eruzioni dell'Etna erano un segno della rabbia brutale dei Titani, i figli di Urano condannati a restare inetemo nelle viscere della Terra per avere osato di ribellarsi a Zeus. Così la più inquietante realtà naturale siciliana cercava una giustificazione, e il terrore trovava dei colpevoli identificabili.
Una caratteristica dell'Etna è quella di presentare lungo i fianchi un gran numero di crateri avventizi riuniti in oltre duecento gruppi: il maggiore prende il nome di Monti Rossi, verso Nicolosi, nato durante la famosa eruzione del 1669. Questi coni secondari sono i più temuti, perchè le eruzioni ad alta quota tendono a entrare nella Valle del Bove, una depressione chiusa, che neutralizza la lava in un sebatoio naturale incolmabile, mentre i coni avventizi sgorgano dal nulla, improvvisi e a bassa quota, minando la tranquillità e sicurezza dei borghi etnei.

Per la prima volta nella storia dei vulcani, l'Etna è stato protagonista, nel corso dell'eruzione del 1983, del tentativo in parte riuscito di deviare ' la sua massa lavica con gli esplosivi. In realtà esiste un precedente: nel 1935 gli americani bombardarono con gli aerei le colate hawaiane.
L'Etna «vanta» un altro primato, il cratere più profondo di ogni altro vulcano. Dice Terzieff: «Per raccogliere dei gas, tendemmo un cavo da un versante all'altro del cratere numero uno e un secondo, sostenuto dal primo, fu calato nella gola. Era una corda d'acciaio lunga mille metri. Il cratere più profondo fino allora misurato, quello del Nyragongo , in Africa, raggiungeva i 435 metri. Ma mille metri non bastarono a toccare il fondo dell'Etna».

E grazie a queste dimensioni colossali, l'Etna vince il caldo del Mediterraneo e la sua vetta s'imbianca durante l'inverno e la primavera, regalando possibilità di sciate con vista...sul mare! Ma gli impianti di risalita, come lo stesso rifugio Sapienza, devono fare i conti con la rabbia dei Titani che, ogni tanto, vincendo l'atavico torpore pensano bene di sabotare gli impianti e le strade d'accesso, in una eterna lotta tra l'uomo e la potenza della natura.

  •  
loading...
close