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Ilha do Pico, la 2 isola delle Azzorre. Tra il Monte Pico e i vigneti UNESCO

Pico, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Seconda isola delle Azzorre per estensione, Ilha do Pico (o più semplicemente Pico) fa parte del cosiddetto “Grupo Central”, il gruppo situato un centinaio di miglia a nord-ovest di São Miguel che individua il cuore dell’arcipelago lusitano. Osservandola dall’alto, Pico denota una forma tozza, leggermente più affusolata verso l’estremità orientale, mentre chi la guarda dal mare non può fare a meno di notare la sagoma imponente del vulcano Pico Alto (2.351 m), la cima più elevata non solo dell’arcipelago ma di tutto il Portogallo. Da qui, nei giorni limpidi, la vista a 360° è mozzafiato e consente di ammirare non solo le vicine Faial e São Jorge, ma anche Graciosa, Terceira e talvolta la lontanissima São Miguel.

La storia antica di Pico è piuttosto frammentaria, ma qualcuno è pronto a giurare che i primi a visitare l’arcipelago siano stati addirittura i Cartaginesi, parecchi secoli prima della nascita di Cristo; altri ancora associano le Azzorre al mito greco della civiltà di Atlantide, il mondo sottomarino al di là delle colonne d’Ercole, ma quel che è certo è che a scoprire le isole fu una nave al soldo del sovrano portoghese Enrico il Navigatore nel 1427. Col passare degli anni la presenza europea divenne via via più massiccia non solo a Pico ma in generale in tutte le Azzorre, dove oltre ai portoghesi si stabilì una nutrita colonia di origine francese. Dopo la guerra civile, che nel 1820 ebbe gravi ripercussioni sulla cittadinanza, l’arcipelago fu suddiviso in tre distretti governati da altrettante città poste rispettivamente a Terceira, Faial e São Miguel. Solo molti anni dopo, nel 1976, le Azzorre proclamarono la propria autonomia con l'istituzione della Região Autónoma dos Açores e la definitiva soppressione dei distretti.

Lajes, capoluogo dell’isola, è anche l’unico insediamento degno di questo nome. La cittadina si affaccia sulla costa meridionale dell’isola e conta poco più di un terzo dei 15.000 abitanti complessivi di Pico; il centro è piuttosto pittoresco e vanta alcune attrattive che descrivono parte delle cultura locale quali il piccolo Museu Regional dos Baleeiros (Museo delle Balene), la cappella di São Pedro e la chiesa di Nossa Senhora da Conceição. Ciò nonostante, il fascino di Pico risiede essenzialmente nel suo ambiente naturale incontaminato, nelle sue coste rocciose e frastagliate, nei vitigni che si estendono a perdita d’occhio facendo risaltare il verde delle foglie contro la terra scura di origine vulcanica.

Per godere a pieno di queste bellezze paesaggistiche non c’è niente di meglio che dotarsi di un’auto e partire alla scoperta dell’isola. In molti scelgono di iniziare il proprio itinerario dai cosiddetti “lajidos”, i campi di origine vulcanica che ricoprono ampie aree dell’entroterra, non a caso punteggiate dai vigneti. Questi ultimi formano il Paesaggio della Coltivazione della Vigna dell’Isola di Pico, uno scenario esteso tra le frazioni di Lajido da Criação Velha e Lajido de Santa Luzia insignito addirittura del titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2004. Per gli appassionati di vino, il vitigno più diffuso è il “verdelho”, un bianco piuttosto secco esportato in tutto il mondo e trapiantato anche in Australia.

Molti di questi vigneti si estendono ai piedi del gigante di Pico, il mitico Pico Alto. Stiamo parlando del terzo vulcano più alto dell’Atlantico, caratterizzato da una serie di fumarole perenni che ne palesano l’origine a dispetto delle relativa quiete vissuta negli ultimi decenni. Durante l’ascesa è possibile raggiungere i 1.250 metri di quota con la macchina, ma chi vuole arrivare in cima deve proseguire a piedi lungo un sentiero tutt’altro che semplice. Tra le attrattive da non perdere figurano il pittoresco cono lavico chiamato “Piquinho” e soprattutto la Gruta das Torres, la grotta vulcanica che si estende per oltre 5 km nel sottosuolo attraverso spettacolari concrezioni calcaree, stalattiti e stalagmiti.

Per gli appassionati di geoturismo c’è solo l’imbarazzo della scelta dinanzi all’ampio ventaglio di alternative offerte dall’isola. L’attrattiva più conosciuta sono gli Arcos do Cachorro, le spettacolari formazioni rocciose di Porto Cachorro, sulla costa di nord-ovest, nei pressi dell’aeroporto, mentre un gradino sotto si collocano le Furna di Frei Matias, le grotte vulcaniche che formano un tunnel lungo 650 metri costellato di pozzi di luce. Sempre di origine vulcanica sono le grotte di Montanheiros e quelle di Silveira, non lontano da Lajes, così come i laghi do Capitão, do Caiado e do Paul. Infine, lungo la costa, ci sono alcune spiagge dove trascorrere qualche ora di relax al sole quali Praia da Barca e Praia do Cabrito.

Grazie alla loro posizione, Pico e le Azzorre presentano un clima temperato oceanico, caratterizzato da un’escursione termica molto ridotta tra estate e inverno. Nella fattispecie, la prima presenta valori medi particolarmente gradevoli, intorno ai 23°C, mentre d’inverno, tra dicembre e febbraio, il freddo è relativo e la media si attesta a 14°C. A determinare tali condizioni concorrono influenze diverse, anzitutto quella della Corrente del Golfo, ma anche dell’aliseo di nord-est specialmente durante l’estate. Proprio a causa delle tante correnti che la sorvolano, Pico è contraddistinta da cambiamenti metereologici piuttosto frequenti e improvvisi, anche se tendenzialmente risulta una delle isole meno piovose (quantomeno lungo le coste) dell’arcipelago.

Per quanto concerne i trasporti, i collegamenti aerei da/per il continente sono garantiti dalla compagnia portoghese Tap-Air Portugal, con voli quotidiani tra la capitale Lisbona e Terceira o São Miguel; atterrati alle Azzorre, si può prendere un volo interno per giungere a destinazione o, in alternativa, imbarcarsi per un’ultima parte di viaggio più lunga ma anche più emozionante. Per muoversi a terra la soluzione migliore è noleggiare un’auto, con la quale imboccare la strada litoranea che compie il periplo di Pico o tagliare trasversalmente l’isola grazie al collegamento tra São Roque, sulla costa settentrionale, e Silveira, a due passi da Lajes.
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 Pubblicato da - 22 Settembre 2015 - Riproduzione vietata

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