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Le foto di cosa vedere e visitare a Kavala

Viaggio a Kavala: cosa sapere, cosa vedere

All'inizio come Neapoli, poi come Christoupoli, la città di Kavala e le zone limitrofe furono il pomo della discordia fra molti conquistatori e occasione di contesa fino alla seconda guerra mondiale. Gli Ateniesi favorirono lo sviluppo di Neapoli considerandola di grande importanza strategica per il suo porto, ma anche data la breve distanza dai giacimenti d'oro del monte Pangéo. Filippo, Il re dei Macedoni sfruttò le miniere del Pangéo e diede il suo nome: Filippi alla città di Dato che si ingrandì dopo la battaglia tra i triumviri Ottaviano e Antonio e gli uccisori di Cesare nel 42 d.C., battaglia che segnò per Roma la fine della repubblica. Anche il monte Pangéo ebbe un ruolo determinante nella storia del luogo. Tucidide era proprietario di ricchi giacimenti (d'oro) sulle falde di esso e si dice che là scrisse la Storia della Guerre Peloponnesiache.

Kavala, agli inizi dell'VIII secolo era canosciuta come Christoupoli. Nel 1185 fu incendiata dai Narmanni. Dopo la riconquista della capitale dell'impero bizantino da parte di Michele VII Paleologo, rientrò sotta il dominio di Costantinopali fino all'accupaziane di quest'ultima da parte degli Ottamani nel 1387. La staria di questa zona con il name Kavala è iniziata nel XVI secolo. Lo sviluppo fu rapidissimo. Fu castruito l'acquedatto (camares) che castituisce una dei punti più rappresentativi della città. Qui nel 1769 nacque il fondatore della dinastia reale egiziana Mahamet Ali (Mehmet Ali) e la casa in cui visse si trova in buona stota di conservaziane. Nel 1817 fece castruire l'Imaret, uno splendido edificio esempio di architettura islamica gran parte del quale si conserva ancora nella sua forma originaria, mentre il resto è stato ricostruito e funziona oggi come albergo di lusso. Nel 1850 cominciò a svilupparsi il cammercio del tabacco tonta che la fama di Kavala oltrepassò i canfini della Grecia. Agli inizi del XX secolo fecero la loro camparsa gli enormi depositi per l'essiccaziane del tabacco, mentre per gli edifici imponenti e le case lussuase Kavala si meritò all'epoca, l'appellativo di megalapoli. Nel 1922, dopo la catastrofe dell'Asia Minore, si insediarona nella zona 25.000 profughi pravenienti dall'Asia Minore e dal Ponta i quali contribuirono notevolmente allo sviluppo del commercio, dell'economia e delle arti.

Cosa visitare durante il nostro soggiorno? Il rione di Panagia: la città vecchia di Kavala dove è bello girare per le strette viuzze, sostare presso il Faro da dove lo sguardo può vagare all'infinito sul mar Egeo. Il Museo Comunale allestito in un edificio neoclassico in cui si può ammirare la sala con le opere dello scultore Polignotos Vagis di Théssos, nonchè altre dedicate alla storia della città. Il Museo del Tabacco nel quale sono esposti: raro materiale fotografico, documenti che testimoniano il commercio di tale prodotto e macchinari d'epoca per la lavorazione del tabacco. Il palazzo del Municipio e gli edifici neoclassici della città disegnati da grandi architetti europei, tutte costruzioni che testimoniano ancor oggi la ricchezza della città nell'epoca d'oro del commercio del tabacco. Il Museo Archeologico dove si possono ammirare collezioni di ritrovamenti di epoca preistorica, nonchè quelle di reperti provenienti dagli scavi archeologici di Neapoli e di Anfipoli. Da visitare nel resto della provincia: la meravigliosa e pittoresca cittadina di Eleftheroupoli con gli edifici signorili, nonchè i paesi, altrettanto pittoreschi, di Nikissiani, Messoropi e Moustheni. Il Museo Archeologico di Filippi dove sono esposti i reperti provenienti dall'insediamento preistorico di Dikili Tas (Orthio Lithari) e dalla città prima ellenistica, poi romana e infine paleocristiana di Filippi. I numerosi castelli: il castello di Kavala con fortificazioni sia originali che di epoche successive, l'Acropoli di Filippi che si erge al di sopra del sito archeologico offrendo una vista unica, il castello bizantino di Paleohori (Vranocastro) che, dal monte Pangéo, scruta lontano il mondo, l'Anaktoroupoli bizantina di Nea Peramo e la Torre di Apollonia che offrono una vista impressionante sull'orizzonte e sul mar Egeo.

Il monte Pangeo, con i suoi 1956 metri di altezza, rappresenta un'ottima scelta per chi è interessato alla mitologia e alla storia. Da qui Alessandro il Grande estrasse gran parte dell'oro necessario per organizzare la grande spedizione verso l'Asia. Molti preferiscono le escursioni organizzate in montagna che partono da Nikissiani, Avli, Moustheni e Messoropi per vivere da vicino la bellezza dei boschi di castagni, di faggi e di querce. Una strada asfaltata porta alla pista di sci in cima al monte dove è in funzione anche un rifugio. A metà strada si trova il Dasiko Horio, meta ideale per gite di alcuni giorni e per il fine settimana. Nella provincia di Kavala si trova anche uno dei cinque più importanti idrobiotopi d'Europa: il delta del fiume Nestos, ineffabile angolo di paradiso allietato dai colori degli aironi, dei cormorani e dei fenicotteri. La grande foresta di Koza Orman è uno dei pochi esempi rimasti di bosco con vegetazione impenetrabile ricco di rara flora e fauna. Le acque termali di Eleftheres curano disturbi reumatologici e ginecologici e costituiscono un luogo di richiamo per migliaia di visitatori. Nella zona, il turismo termale ha a disposizione anche un'altra possibilità di scelta interessante: i fanghi termali di Krinides, miracolosi per patologie ortopediche, renali, delle vie respiratorie e ginecologiche. Fonte: Prefettura di Kavala
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