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Drenthe, la provincia dei Paesi Bassi di Assen ed Emmen

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  • Emmen
  • Assen
  • Riserva Paesaggistica Nazionale del Drentsche Aa
  • hunebedden Drenthe
Non si può certo dire che la provincia del Drenthe sia una meta classica dei Paesi Bassi. Sono pochi i visitatori che scelgono di avventurarsi nel cuore agricolo dell’Olanda, e benché la presenza di turisti non sia sempre una garanzia positiva, in questo caso bisogna ammettere che i viaggiatori ci hanno visto giusto: nel Drenthe, è il caso di dirlo, le attrazioni non sono innumerevoli. Perlomeno rispetto ad altre zone dei Paesi Bassi, dove le città d’arte si sprecano e i capolavori architettonici convivono con una vivacità contagiosa. Eppure anche il Drenthe, provincia bucolica non sfiorata dal mare, può stupire proprio per il suo animo solitario e tutt’altro che commerciale, regalando agli amanti della natura e del relax qualche gita rigenerante nel verde.

Qui gli appezzamenti coltivati si alternano ai fitti boschi. Gli osservatori più attenti potranno cogliere qua e là interessanti resti preistorici, ma anche piccoli villaggi dimenticati in cui le tradizioni locali sopravvivono piene e autentiche. Le città principali, come Emmen e Assen, non risultano particolarmente affascinanti, benché contengano qualche museo in cui passare un pomeriggio piacevole: molto meglio armarsi di bicicletta o scarpe comode e optare per un’escursione in aperta campagna, magari sulle tracce della piccola Anna Frank.

Infatti, 10 km a sud di Assen, sorge il tristemente famoso sito di Kamp Westerbork. Per capirne l’orrore si deve fare un salto indietro nel tempo, agli anni del regime nazista, quando oltre 100 mila ebrei olandesi furono deportati: per molti di loro il viaggio verso la fine cominciò in questa terra, accanto al piccolo borgo di Hooghalen. Voluto dal governo locale per poter accogliere, nel 1939, gli ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania di Hitler, il campo cadde però nelle mani nemiche: una volta invasa l’Olanda, nel 1940, i nazisti trovarono in Kamp Westerbork un luogo di passaggio ideale per chi doveva essere condotto ai campi di sterminio. Tra questi Anna Frank, cui è dedicata una mostra molto interessante nel museo che si trova all’ingresso del campo: attraverso immagini e testimonianze scritte, come alcune pagine del suo diario, si ricordano i giorni in cui la bambina viveva nel campo tedesco di Bergen-Belsen.

Testimonianze storiche più antiche e meno tristi sono i cosiddetti hunebedden, dei monumenti funerari che assomigliano per forma e stazza ai colossi di Stonehenge. Non si sa con certezza da dove arrivino questi megaliti da 25 tonnellate ciascuno, ne chi fossero esattamente i loro costruttori, ma sicuramente si trattava di una popolazione preistorica molto devota al culto dei defunti, che seppelliva i morti con i loro oggetti personali in modo che potessero servirsene nell’aldilà. Nel Drenthe, e anche nella vicina provincia del Groningen, si possono ammirare 54 gruppi di hunebedden. Il punto nevralgico del loro studio è a Borger, a pochi chilometri da Emmen: qui c’è l’Hunebedden Centrum, con mostre a tema e cartine per pianificare il proprio tour.

Il territorio del Drenthe è in gran parte occupato da Parchi Nazionali, come la Riserva Paesaggistica Nazionale del Drentsche Aa, che nei suoi 10 mila ettari abbraccia le immancabili coltivazioni, gli ormai noti hundebedden, parchi, distese fiorite e sentieri immersi nella campagna. Il modo migliore per apprezzarla è muoversi in bicicletta, magari percorrendo la pista ciclabile nazionale LF14. Indispensabile una cartina, perché in questa terra selvaggia non ci sono servizi e non è sempre facile orientarsi. Merita un’escursione anche il Parco Nazionale di Dwingerveld, una vasta brughiera umida con zone paludose e ciuffi di foresta, attraversata da numerosi sentieri da percorrere a piedi o con le immancabili due ruote.
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Dopo una full immersion nella natura ci si può concedere qualche tappa nei centri abitati del Drenthe. Assen, la capitale, non possiede capolavori architettonici di rilievo, ma vale la pena di visitare il Drents Museum, con la sua collezione di opere d’arte, arredi e reperti antichi. Emmen, con 109 mila abitanti, è la città più popolosa della provincia, a vocazione prettamente industriale: tappa obbligata per chi arriva nei Paesi Bassi dalla Germania lungo l’autostrada A37, è un buon punto di partenza per delle lunghe pedalate.
Infine merita un accenno Orvelte, un minuscolo paesino a 17 km da Assen, la cui amministrazione si impegna a preservare l’atmosfera tipica di un borgo ottocentesco. Nessuna automobile e nessun’architettura che possa alterare l’illusione di un salto nel passato: sono queste le regole osservate dai cittadini, che si dedicano ai mestieri tradizionali e alla cura dell’orto.

Per raggiungere la provincia l’aeroporto di riferimento è quello di Amsterdam, che dista circa 200 km da Assen (raggiungibile mediante l’A28 o l’A6 e l’A7) e da Emmen (A2 e A28). I collegamenti ferroviari della regione sono efficienti e consentono di raggiungere comodamente le principali città olandesi ma anche tedesche; Assen si trova lungo la linea Zwolle-Assen-Groningen.

Il clima del Drenthe è quello tipico di tutti i Paesi Bassi, mitigato dall’influsso benefico del mare, con precipitazioni frequenti in ogni stagione ma temperature sempre miti. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno infatti da un minimo di 1°C a un massimo di 5°C, mentre quelli di luglio e agosto variano tra i 12°C e i 25°C.
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