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Hoorn (Paesi Bassi), antica sede della Compagnia Olandese delle Indie Orientali

  • Rode Steen
Persino dall’altra parte del mondo c’è un richiamo a Hoorn, città dei Paesi Bassi situata nella provincia del Noord Holland, che in passato si è arricchita con i commerci e i viaggi via mare: l’estrema punta meridionale dell’America Latina, Capo Horn, si chiama così proprio in onore della località olandese, battezzata nel 1616 dall’esploratore Willem Schoutens, nato e cresciuto tra mulini e tulipani. Popolata, oggi, da circa 70 mila abitanti, ha alle spalle un passato ricco e affascinante, fatto di marinai, commercianti, navi grandiose e avventure leggendarie, ancora tangibili nel centro storico.

Un tempo Hoorn era la capitale della Frisia occidentale, molto ricca grazie ai traffici marittimi e alla presenza della flotta mercantile olandese. Seppe affermarsi anche come potenza militare, entrando a far parte della Lega delle Sette Città d’Olanda e partecipando alla liberazione dagli Spagnoli, che avevano invaso il territorio nella seconda metà del Cinquecento.

Arrivando in città in treno si ha subito la possibilità, rapidamente e col solo aiuto delle proprie gambe, di scoprire alcune delle zone più interessanti, concentrate a breve distanza dalla stazione. Come il quartiere vecchio, la strada pedonale dei negozi e la bella piazza centrale, Rode Steen. Il nome della piazza, che si può tradurre ‘Pietra Rossa’ o ‘Fortezza Rossa’, allude alle sanguinarie pene capitali che venivano eseguite sotto gli occhi dei cittadini, a mo’ di monito, nei secoli passati. Oggi il custode della piazza è Jan Peterszoon Coen, fondatore della Compagnia delle Indie Orientali rappresentato da un’imponente statua bronzea.

La piazza di Hoorn è ricca di edifici e testimonianze storiche eloquenti, prima fra tutte l’antica pesa pubblica, il Waag, realizzata nel Seicento ed impreziosita da un unicorno intagliato che ormai è stato assunto a simbolo della città. Ma anche la vecchia sede dello Staten-College, il ‘Consiglio degli Stati’, da cui si governava la Lega delle Sette Città dell’Olanda Settentrionale, composta da Alkmaar, Enkhuizen, Medemblik, Edam, Monnickendam e Purmerend, oltre alla nostra Hoorn. La sede ammalia i turisti con la facciata ricca, in cui campeggia lo stemma degli Oranje-Nassau, che vennero chiamati a governare l’Olanda dopo la dipartita di Napoleone Bonaparte.

Il palazzo ospita attualmente il museo Westfries, custode di una bella collezione pittorica, con quadri soprattutto a soggetto storico. L’esposizione, aperta tutti i giorni e gratuita per i bambini –accessibile a 5 euro per gli adulti- nel 2005 ha fatto gola a qualche ladro appassionato d’arte, che ha pensato di sottrarre una ventina di opere per un valore complessivo di 10 mila euro, mai ritrovate. Questo non significa che la galleria sia rimasta vuota, tutt’altro: da vedere ci sono molti capolavori, come i quattro ritratti delle guardie civiche di Jan A. Rotius, dipinti nel Seicento.

I musei di Hoorn non finiscono qui. Su un isolotto, all’interno dei vecchi magazzini per il formaggio, è stato allestito il Museo del XX secolo, che celebra la modernità di certe invenzioni novecentesche ma contiene anche semplici oggetti della quotidianità, magari caratterizzati da un design o una storia particolare. Tutt’altro che tradizionale è anche il Museum Stoomtram: non si tratta di un edificio contenente un’esposizione, bensì di una vera locomotiva che corre dalla stazione di Hoorn a quella di Medemblik, a una ventina di chilometri di distanza. La tratta può essere completata con una bella gita in battello, alla scoperta del percorso soprannominato ‘Triangolo Storico’: una volta giunti a Medemblik si prosegue in barca fino ad Enkhuizen, per poi fare ritorno ad Hoorn nuovamente in treno.

Ma per gustare la bellezza e l’ospitalità di Hoorn basta passeggiare con calma lungo i suoi viottoli, per lo più piccoli e ricchi di angoli pittoreschi. Non è difficile innamorarsi dei palazzi signorili di varie epoche, dal Cinque al Novecento, oppure del porticciolo che pare uscito da un dipinto, vibrante com’è di colori e di luci. Sulle case svetta l’antica porta difensiva eretta nel 1532, la Hoofdtoren, che in passato scoraggiava i malintenzionati con la sua aria austera, ma oggi ospita un ristorante.

Per ammirare una Hoorn particolarmente vivace si consiglia di visitarla durante il mercato, che per tutto l’anno si svolge il sabato e da giugno ad agosto anche il mercoledì mattina. Qui si possono acquistare oggetti, prodotti e pietanze di ogni tipo, ma la specialità mangereccia della zona è certamente il pesce: da provare l’anguilla affumicata, onnipresente sulle tavole della città.

Anche il clima sembra incoraggiare le passeggiate, con le sue temperature medie sempre miti, che in gennaio variano tra 1°C e 5°C e in agosto vanno dai 15°C ai 22°C. Unico inconveniente le piogge, che possono colpire inaspettatamente anche in estate, benché si concentrino soprattutto in autunno e in inverno.

Hoorn è servita dalla strada ciclabile nazionale LF21, dall’autostrada A7 e da una buona rete ferroviaria, che la collega a varie città come Enkhuizen, Alkmaar e Amsterdam. Il viaggio in treno dall’aeroporto Schiphol di Amsterdam dura circa 40 minuti, così come il percorso in auto lungo la A7.
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