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Plovdiv: la Firenze Bulgara, storica capitale della Tracia

Plovdiv, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Seconda città della Bulgaria dopo Sofia, Plovdiv è la storica capitale della Tracia, dove è conosciuta anche come la “Firenze Bulgara” per via del suo splendido centro in stile Rinascenza, ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio XIX secolo. Attraversata dal corso del fiume Marica, Plovdiv riscatta le ampie distese di poco attraenti quartieri moderni grazie ad una piccola ma incantevole città vecchia, solcata da stradine acciottolate che si snodano tra innumerevoli case e palazzi d’epoca. Si tratta probabilmente del quadro architettonico più caratteristico dell’intera Bulgaria, da godere gironzolando tra i negozi di artigianato, sostando nei tanti caffè o gustando l’ottima cucina locale dei ristoranti.

L’importanza di Plovdiv risale all’età antica e più precisamente al IV secolo a.C., quando fu conquistata dal re di Macedonia Filippo II che la ribattezzò Philippopolis. Dopo la caduta dell’impero macedone, l’insediamento riprese il ruolo di capitale degli odrisi, mentre nel 46 d.C., dopo un’aspra battaglia condotta dall’imperatore Claudio, cadde in mano romana. Traiano la restaurò completamente e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana, cingendo di mura i tre colli centrali. I secoli successivi furono segnati dai numerosi tentativi di assedio da parte di svariate popolazioni barbare, che culminarono nell’812 con la caduta di Philippopolis a vantaggio dei bulgari del khan Krum che la ribattezzarono Paldin. Solo alla fine del X secolo i bizantini vi fecero ritorno, mentre nel 1364 furono i turchi a mettere le mani sulla città, che conobbe un periodo di grande prosperità fino all’invasione russa del 16 gennaio 1878, seguita pochi anni più tardi dalla definitiva unione alla Bulgaria.

L’area monumentale di Plovdiv è ricca di spunti molto interessanti. Plostad Sveta Nedelja, ovvero la piazza situata ai margini orientali del centro storico, raggiungibile anche in automobile, rappresenta il punto di partenza ideale per la visita, necessariamente pedonale, della città vecchia. All’angolo nord-occidentale della piazza, tra svariati reperti di epoca romana, sorge la carkva Sveta Nedelja, una chiesa interamente in legno costruita nel 1832, eccezion fatta per il campanile che risale al 1905; l’interno, suddiviso in tre navate, ospita una grande iconostasi in legno intagliato opera di maestri della scuola di Debar, con alcune icone eseguite da Dimitar Zograf.

Dalla piazza di Sveta Nedelja si raggiunge comodamente la kasta na Nikola Nedkovic, la casa-museo del 1862 che custodisce interni decorati splendidamente conservati nelle preziose fattezze originali. Anche il successivo palazzo del 1848, la kasta na Dimitar Georgiadi, ospita un’esposizione: si tratta dell’Istoriceski muzej, dedicato alla rinascenza nazionale con tanto di interni ornati di legno intagliato e affreschi, oltre a migliaia di documenti riguardanti il lento risveglio della cultura bulgara avvenuto tra XVIII e XIX secolo. Nelle vicinanze ci sono anche i più imponenti e meglio conservati resti delle mura antiche, costruite tra il V e il VI secolo, sulle quali poggiano ancora le vecchie case; successivamente si può passare sotto la Hisar Kapija, la porta il cui nome, di matrice turca, ricorda l’originaria funzione di ingresso della cittadella.

Sempre per quanto riguarda i musei, tra quelli da non perdere spicca l’Etnografski muzej, ospitato nei saloni del magnifico kasta na Agir Kujumdzioglu, un ricco palazzo del 1847 che incarna a meraviglia il classico stile della rinascenza, con tanto di splendidi soffitti lignei intagliati. Distribuita su due piani c’è una ricca collezione etnografica costituita da materiale proveniente esclusivamente dalla regione di Plovdiv, con sezioni relative agli antichi mestieri ed ai costumi tradizionali, ma anche ai più curiosi strumenti musicali. Proseguendo lungo la stessa via, la ulica Comakov, si giunge all’Arheologiceski kompleks Nebet Tepe, un parco archeologico che vanta resti di mura della romana Trimontium e da cui si gode un mirabile panorama sulla città ed i suoi monti.

Tra le bellezze di carattere architettonico più significative di Plovdiv ci sono due magnifici palazzi: il kasta ne Stepan Hindlijan ed il kasta Balabanova. Il primo, un edificio ottocentesco a due piani appartenuto ad un commerciante di origine armena, mostra tutte le caratteristiche tipiche delle case signorili dell’epoca ma con due peculiarità: il bagno posto al pianterreno, realizzato in stile orientale, e, nel cortile, una piccola costruzione nella quale erano tenuti i soldi ed i beni più preziosi. Il kasta Balabanova, invece, apparteneva ad un ricco mercante e presenta la particolarità di non essere simmetrico come quasi tutti gli altri palazzi ottocenteschi bulgari, ma bensì dotato di un grande prust al piano terra, ovvero un cortile dove le merci venivano controllate e caricate sui carri per essere trasportate altrove. Il piano superiore è invece quello di rappresentanza, con uno spazioso salone centrale coperto da un soffitto ligneo inciso con motivi tipici della scuola di Trjavna circondato dalle altre stanze riccamente decorate e ornate da dipinti che illustrano i luoghi frequentati dal mercante Balabanov.

Segnalata dall’alto campanile a cinque piani addossato al muro di cinta, la Carkva sveti Konstantin i Elena, ovvero la chiesa dedicata ai Ss. Costantino e Elena, sorge nel luogo dove già nel IV secolo si trovava un tempio cristiano, successivamente distrutto dai turchi. La realizzazione dell’edificio attuale, avvenuta tra il 1832 ed il 1840, segnò una delle prime fondamentali tappe per la rinascita dell’arte bulgara, con l’esonartece e l’interno a tre navate riccamente decorati che rappresentano un capolavoro in stile rinascenza. Nelle vicinanze della chiesa c’è l’Ikonna galerija, che espone immagini religiose dipinte verso la metà dell’Ottocento da svariati artisti tra cui Hristo Dimitrov, Zahari Zograf e Stanislav Dospevski, mentre più avanti si arriva alla Postojanna Ekspozicija, che presenta opere donate alla città natale dal pittore Zlatju Bojadziev, tra i più conosciuti artisti bulgari del Novecento.

Per quanto riguarda le testimonianze romane, la più interessante è senza dubbio l’antico teatro, riportato alla luce casualmente negli anni ’70 del XX secolo ed in buona parte restaurato. Il complesso, situato in un’infelice posizione all’ingresso meridionale della galleria stradale del boulevard Car Boris III, fu eretto tra il 114 ed il 117 da Traiano, come risulta da un’iscrizione scoperta in un angolo della cavea, formata da quattordici gradinate in grado di ospitare dai 5.000 ai 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era diviso l’insediamento, mentre i resti della scena e del proscenio testimoniano la ricchezza decorativa che doveva contraddistinguere l’edificio. Interessante è anche il foro romano, raggiungibile da piazza della Moschea tramite la pedonale ulica Knjaz Aleksandar Batenberg, che risale al III secolo e rappresentava il cuore economico, politico e culturale della città. Di forma quadrata, misurava 148 x 136 metri ed era circondato da un portico colonnato; su tre lati sorgevano magazzini, mentre a nord si trovavano gli edifici più importanti, solo in parte riportati alla luce.

Nella parte moderna di Plovdiv si possono visitare il Trakart e la Chiesa cattolica di San Luigi dei Francesi. Il primo è un centro culturale inaugurato nel 2004 nel Podlez Arheologiceski, il passaggio aperto sotto il boulevard Car Boris III, all’interno del quale troneggiano diversi mosaici del III secolo, notevoli per dimensioni e stato di conservazione, rinvenuti in loco negli anni ’80 del Novecento scavando tra i resti di una grande casa ricostruita dopo la devastazione gota del 251. La chiesa, invece, eretta in stile barocco all’inizio del XX secolo, racchiude la tomba di Maria Luisa di Borbone-Parma (1870-1899), prima moglie di Ferdinando I, madre del re Boris III (1894-1943).

Per chi visitasse la città durante il periodo estivo, non perdetevi il refrigerante Aquapark.

Il clima è temperato, caratterizzato da un’escursione termica notevole tra estate e inverno. In luglio, infatti, le temperature oscillano in media tra 32 e 16 gradi, con massime che possono anche superare i 35 gradi, mentre tra dicembre e febbraio i valori sono mediamente compresi tra 6 e -3 gradi. Durante l’inverno, quando si possono verificare anche abbondanti nevicate, la città è spesso avvolta da un fitta coltre di nebbia, con un tasso di umidità generalmente piuttosto alto e talvolta fastidioso. Le precipitazioni non sono abbondanti nell’arco dei dodici mesi dell’anno, durante il quale cadono in media 500 mm d’acqua, e tendono a verificarsi con maggior frequenza e intensità soprattutto tra maggio e giugno.

Per quanto riguarda i trasporti, la città è servita dal Plovdiv International Airport, uno scalo situato in località Krumovo 5 chilometri a sud-est della città vecchia. Il sistema di trasporto pubblico comprende numerose linee di autobus che raggiungono anche la prima periferia, oltre naturalmente a tutte le principali attrattive del centro cittadino, mentre dalla stazione ferroviaria partono frequenti collegamenti con le maggiori città bulgare.
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