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Le foto di cosa vedere e visitare a Petrovac

Petrovac na Moru: vacanza tra mare, spiagge e storia

Gli antichi romani dimostrarono di sapere il fatto loro quando realizzarono le loro ville sull’incantevole baia di Petrovac, senza dubbio uno dei tratti più suggestivi del litorale montenegrino. Purtroppo la stessa idea è stata portata avanti anche dalle nuove generazioni di imprenditori che, a differenza dei loro avi, hanno dimostrato di avere molto meno buon gusto, costruendo spesso in maniera del tutto sregolata. Tuttavia, una volta scesi sul lungomare, dove lussureggianti piante mediterranee profumano l’aria e una fortezza veneziana del XVI secolo fa da guardia al piccolo porticciolo in pietra, le aberrazioni compiute sulla collina si intravedono appena.

Come già accennato in precedenza, la storia di Petrovac ebbe inizio in epoca romana, quando vi si stabilirono soprattutto famiglie agiate. Successivamente il piccolo insediamento cadde in mano slava, sotto cui rimase fino all’arrivo dei veneziani, che espansero notevolmente i loro domini sulla costa adriatica tra il XV e il XVI secolo. Nonostante vanti una storia millenaria, l’insediamento ha stabilito il proprio nome attuale solo all’inizio del XX secolo, in onore del Re Pietro I Karadordevic. Durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi sbarcarono nelle vicinanze dell’insediamento con l’obiettivo di stabilire un contatto con i partigiani jugoslavi in quella che è passata alla storia come l’Operazione Hydra.

La maggioranza dei visitatori che parte alla volta di Petrovac ha intenzione di dedicare buona parte della giornata al relax e al turismo balneare. Nei mesi di luglio e agosto, infatti, potrete ritenervi fortunati a trovare qualche centimetro di spazio sulla bella distesa di ciottoli rossastri della spiaggia cittadina, ma se vi sposterete verso sud avrete la fortuna di incontrare la spiaggia di Lucice, orlata da cipressi e oleandri e dotata di uno scivolo acquatico per i bambini. Proseguendo lungo il verdeggiante promontorio per altri 30 minuti scorgerete la distesa lunga quasi due chilometri e mezzo della spiaggia di Buljarica, non ancora del tutto colonizzata dal turismo di massa.

A parte le spiagge, l’attrattiva più interessante di Petrovac è anche la più trascurata. Nel 1902, in un uliveto nella parte settentrionale della città, furono rinvenute le fondamenta di un edificio romano decorato da splendidi mosaici che però oggi versano in uno stato di conservazione precario, tanto che una parte di esso raffigurante un motivo con tre pesci legati l’uno all’altro risalente probabilmente al IV secolo è già quasi del tutto scomparsa. Se non vi disturba avventurarvi in mezzo alla campagna, imboccate il sentiero che attraversa una serie di terreni privati di fronte alla Crkva Sv. Tome, la “Chiesa di San Tommaso”, non certo in ottimo stato di conservazione, ma custode di alcuni begli affreschi. Fatevi strada tra gli arbusti e gli ulivi fino al sito archeologico, facendo attenzione a dove mettete i piedi. Come la Chiesa di San Tommaso, anche la Crkva Sv. Ilije, la “Chiesa di Sant’Elia”, risale al periodo a cavallo tra XIV e XV secolo.

Proprio di fronte alla spiaggia cittadina si scorge quello che sembra un semplice affioramento roccioso sovrastato da una chiesa e un piccolo bosco, ma che in realtà individua le due isolette di Katic e di Santa Domenica. La leggenda racconta che la Crkva Sv. Nedjelje, ovvero la “Chiesa di Santa Domenica”, sia stata costruita in segno di gratitudine da un marinaio greco naufragato nelle vicinanze, anche se l’attuale edificio è una copia del precedente andato distrutto dal terremoto nel 1979. Kastio, la piccola fortezza veneziana nei pressi del porto, consente di ammirare incantevoli scorci sulla spiaggia e sulle pittoresche stratificazioni delle scogliere calcaree che si fondono con le acque turchesi sottostanti. Sempre sul lungomare si incontra la Crvena Komuna, “Casa Museo della Comune Rossa”, che celebra la prima comune dell’Adriatico fondata proprio in questa zona; all’interno del fabbricato potrete visitare una galleria d’arte moderna e un piccolo museo dedicato alla rivoluzione.

Il calendario degli eventi e delle manifestazioni è piuttosto ricco, anche se la maggior parte degli appuntamenti è concentrata durante la stagione estiva, da giugno a settembre. Si comincia con il Programma Mediterraneo, durante il quale gruppi folkloristici e bande musicali danno sfoggio delle loro abilità ogni mercoledì estivo sul lungomare di fronte alla Casa Museo della Comune Rossa, per poi indossare gli scaldamuscoli e lanciarsi nell’International Aerobics Weekend, una manifestazione che si tiene tra luglio e agosto e comprende un mini campionato mondiale di calcio e una competizione di beach volley. Verso la fine di agosto non si possono perdere la Petrovac Night, una serata a base di pesce, vino e birra gratis, condita da spettacoli e sfilate danzanti, ed il Petrova Jazz Festival, un trittico di serate all’insegna dei classici del jazz.

Il clima è mediterraneo, caratterizzato da estati calde, inverni miti e più di 230 giorni di sole all’anno. Il mese più freddo è gennaio, durante il quale si registra una temperatura media di 8 gradi, mentre quello più caldo è luglio, quando la media è di 29 gradi. D’estate anche la temperatura dell’acqua è particolarmente gradevole, dato che tende a mantenersi costante intorno ai 24/25 gradi, mentre d’inverno scende fino a 18/19 gradi. Le precipitazioni si verificano principalmente tra ottobre e aprile, risparmiando perciò i mesi di maggio e settembre che rappresentano alternative molto valide ai più caotici luglio e agosto.

Essendo praticamente equidistanti (30 km), gli aeroporti internazionali di Tivat e Podgorica sono entrambi comodi per raggiungere Petrovac, situata 20 chilometri a nord di Bar e del suo porto, importante porta di accesso al Montenegro soprattutto per chi proviene dall’Italia. La stazione degli autobus è situata nella parte più alta della città e presenta collegamenti abbastanza frequenti da/per Budva e Bar, distanti entrambe una trentina di minuti. In alternativa, per muoversi al di fuori del centro urbano, si può prendere un taxi, ma è opportuno contrattare la tariffa in anticipo, dato che non tutti i mezzi sono dotati di tassametro.
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 Pubblicato da - 03 Settembre 2011 - ę Riproduzione vietata

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