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Le foto di cosa vedere e visitare a Binche

Binche (Belgio), la cittą e il famoso carnevale patrimonio UNESCO

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Cittadina vallone di 30.000 abitanti, Binche è un centro medievale che vanta numerose attrattive di carattere storico e culturale. Oltre alle mura dell’XI secolo, i numerosi palazzi antichi, le chiese e i musei, la città è conosciuta in tutta Europa per il suo fastoso Carnevale, inserito dall’UNESCO tra i capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità nel 2003. Durante le celebrazioni, che culminano il giorno di martedì grasso, l’intera popolazione si veste a festa indossando costumi tradizionali e alti copricapi a piume di struzzo per poi radunarsi in centro dove si scatena una parossistica battaglia a colpi di arance. Il consiglio è di trascorrere almeno un paio di giorni a Binche, magari durante il tragitto che si compie viaggiando da Mons a Charleroi, entrambe distanti una ventina di chilometri.

Lo sviluppo di Binche avvenne durante il Medioevo grazie alla cosidetta “chaussée Brunehault”, un importante asse di comunicazione che un tempo collegava gli insediamenti di Colonia e Bavay. In questo periodo furono costruite le mura perimetrali e buona parte dell’odierno tessuto urbano, all’interno del quale sono incastonati palazzi davvero molto belli. Binche raggiunse il proprio apogeo in concomitanza con l’occupazione spagnola del Belgio, per poi divenire luogo di residenza di Maria d’Asburgo (1505-1558), anche nota come Maria d’Ungheria e sorella di re Carlo V. La stessa Maria d’Asburgo fu promotrice delle festose celebrazioni organizzate per la prima volta nel 1549 ed oggi comunemente chiamate Triomphes de Binche (Trionfi di Binche).

La piazza principale è Grand’ Place, che si apre nel cuore del centro storico circondata da alcuni edifici meravigliosi. Tra questi ricordiamo l’Hotel de Ville, un fabbricato medievale ritoccato da Jacques Du Broeucq nel 1554 e successivamente arricchito da un beffroi, una “torre civica”, inserita dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità. All’interno del palazzo si potranno ammirare i lussuosi arredi settecenteschi, nonché la dovizia di dettagli e finiture per ciò che riguarda le decorazioni delle stanze.

Altrettanto affascinante è l’ex collegio degli Agostiniani, da qualche anno sede del Museé International du Carnaval et du Masque, un allestimento che illustra la storia e le tradizioni civili e religiose che hanno come protagonista maschere rituali, oltre naturalmente alle diverse declinazioni del Carnevale nel mondo, con un occhi di riguardo al Belgio e più in generale all’Europa. A sud di Grand’ Place si erge la collegiale St-Ursmer, una chiesa risalente al XII secolo quasi del tutto ristrutturata tra il XV e il XVI secolo. Al suo interno, sotto l’organo, si possono ammirare l’antico jubé, ovvero il tramezzo del coro, un calvario borgognone del 179 ed un magnifico tesoro che comprende reliquiari a smalti e filigrane della seconda metà del Duecento.

Nei dintorni di Binche, appena 4 chilometri a sud del centro, si può visitare l’Abbaye de Bonne-Espérance, un grande complesso premonstratense fondato nel 1127 e due volte ristrutturato, nel XVII secolo e alla fine del XVIII da Laurentius Benedicks Dewez. L’aspetto esteriore è vagamente barocco, eccezion fatta per la torre, il cui stile è riconducibile al periodo compreso tra il XIII e il XV secolo, e la Sala Capitolare, realizzata in forme medievali. L’abbazia, l’unica del vallone dell’Hainaut ad essere risparmiata dalla Rivoluzione Francese, è stata trasformata in un collegio, ma nei fine settimana estivi è possibile visitarla ed assaggiare la rinomata birra locale all’interno del Moulin de l’Abbaye.
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Dalla parte opposta rispetto a Binche, lungo la strada N563, si arriva a Morlanwelz, un tranquillo borgo circondato dal Domaine de Pachy, un immenso parco di quasi 160 ettari, e dal Domaine de Mariemont, di dimensioni inferiori ma comunque di 50 ettari. Quest’ultimo peraltro custodisce le rovine dell’Abbaye de l’Olive, un’abbazia duecentesca, ed il famoso chateau de Mariemont, realizzato nel 1546 da Du Broeucq per Maria d’Asburgo, distrutto e più volte ricostruito. L’edificio attuale, terminato nel 1836, è stato trasformato in un museo, anche se un grave incendio occorso nel 1960 ha comportato l’ennesimo intervento di restauro, oltre all’edificazione di un nuovo moderno complesso.

Da non perdere anche la vicina La Louvière, città di notevoli dimensioni al centro della regione carbonifera del Bassin du Centre distante appena 7 chilometri da Morlanweltz. Tra le cose da fare in centro ricordiamo le gite guidate in battello sul Canal Historique du Centre, lungo il quale si possono superare i dislivelli fino a 17 metri del canale mediante quattro ascensori idraulici per barche progettati a cavallo tra XIX e XX secolo; a conferma del valore ingegneristico dell’opera, l’UNESCO ha inserito gli ascensori tra i beni Patrimonio dell’Umanità nel 1998. Inoltre si possono visitare la Cantine des Italiens, che vanta un piccolo Museo dell’Emigrazione italiana, e l’interessante Ecomusée, un museo a cielo aperto allestito presso il sito carbonifero di Bois-du-Luc all’interno del quale sono raccolti gli antichi edifici industriali, le case degli operai, l’ospedale del campo e la chiesa.

Il clima è contraddistinto da un elevato numero di giorni di pioggia, sia d’inverno che d’estate, a causa delle frequenti perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico. In particolare, i mesi più piovosi dell’anno sono luglio e agosto, quando in media cadono quasi 100 mm di pioggia ciascuno, ma anche tra febbraio e aprile, il periodo generalmente più asciutto, le precipitazioni sono abbondanti. Per quanto riguarda le temperature, i valori medi oscillano tra i 2 gradi di gennaio, durante il quale le minime sono sotto lo zero e può cadere la neve, e i 17 di luglio e agosto, caratterizzati da massime intorno ai 30 gradi.

Binche è comodamente raggiungibile atterrando all’Aeroporto Internazionale di Charleroi-Bruxelles Sud, il secondo scalo aereo per importanza e traffico passeggeri del Belgio, servito da diverse compagnie low cost; l’aeroporto si trova 22 chilometri ad est della cittadina, nella periferia settentrionale di Charleroi. Una volta a terra ci si può spostare in autobus o noleggiando un’automobile, così da essere più autonomi. Per quanto riguarda i trasporti urbani, date le dimensioni ridotte della cittadina, non c’è niente di meglio che girare a piedi per il centro, mentre un’alternativa divertente per scoprirne i dintorni è noleggiare una bicicletta.

 Pubblicato da - 21 Gennaio 2012 - © Riproduzione vietata

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