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Le foto di cosa vedere e visitare a Asco

Asco (Corsica): la visita alle gole e al ponte genovese

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Asco (in corso Ascu) è l'unico villaggio, situato a circa 600 metri d'altitudine e di appena 125 anime, situato nella parte alta dell'omonima valle nel dipartimento dell'Alta Corsica, un territorio che ha diverse cose da offrire al turista che ama uscire dai percorsi più battuti. Da sempre questa valle, ora facente parte del Parco Naturale Regionale della Corsica, è considerata una delle più belle dell'isola francese, primato che si gioca con la vicina valle della Restonica.

Incastonato tra il Monte Dent d'Asco, una delle Guglie di Popolasca, e le zone di pascolo dei mufloni attorno al Monte Padro, a dispetto delle sue ridotte dimensioni attuali, Asco in passato è stato un centro di una certa rilevanza e ha una storia particolare alle spalle, legata all'estremo isolamento in cui ha vissuto fino all'altro ieri. Il villaggio venne costruito nel XI secolo ma nel XVI l'area contava circa 3500 abitanti - quasi 30 volte la popolazione odierna – ed era veramente difficile da raggiungere, unita com'era al resto dell'isola solo da alcuni sentieri risalenti all'epoca medievale che sfruttavano i pochi “ponti genovesi” locali, gli unici che permettevano di attraversare gli irruenti corsi d'acqua di queste terre scoscese.

In un tale isolamento la popolazione sviluppò uno stile di vita completamente autarchico, con tanto di elezione di un saggio che guidava la comunità locale con regole uniche in tutta la Corsica, che tengono in considerazione la solidarietà e l'equità sociale, usanza che perdura tutt'ora. L'isolamento si è perpetuato fino al 1937, epoca della costruzione della prima strada.

Nel 1968 è stata realizzata l'altra strada, più spettacolare, che attraversa la gola del fiume Asco e la cui percorrenza potrebbe essere già motivo sufficiente per giungere fino al villaggio di Asco. Sulla D47, pochi chilometri dopo Moltifao se provenite dalla costa orientale, trovate sulla destra la D147 una strada stretta, in teoria riservata ai soli residenti perché non adatta ai mezzi di trasporto pubblico come gli autobus, che rende gli abitanti di Asco, a circa una dozzina di chilometri dal bivio, dipendenti dai propri mezzi di trasporto.

Le rocce granitiche rossastre sono punteggiate da antichi boschetti di ginepro dando quasi l'impressione di una area pre-desertica. In realtà la vita animale è decisamente vivace e molte sono le specie animali, anche piuttosto rare, che popolano questi boschi: mufloni, pipistrelli, picchi, rapaci e anfibi rari come il discoglosso e la salamandra della Corsica.

Nella vicina Moltifao vi è il Villaggio delle Tartarughe dove vengono protette le tartarughe di Hermann, di cui la Corsica è uno dei pochi habitat rimasti in Francia. A rischio estinzione a causa degli incendi, delle auto che le schiacciamo ma anche delle persone che le prendono e se le portano a casa, qui vivono in uno splendido lecceto. La visita, ideale se viaggiate con bambini al seguito, permette di conoscerne le abitudini e prenderle in mano. A ulteriore riprova della vivacità della fauna locale, vi sono anche le tante arnie che vedrete a bordo strada, soprattutto nel tratto che precede Asco: il miele di quest'area è considerato il migliore della Corsica. Nella parte finale, dopo il villaggio di Asco, la strada cambia riva e il paesaggio muta, con i larici che ingentiliscono le pendici di poderose rocce. La D147 termina in un cul-de-sac a piedi del Monte Cinto a 1422 metri d'altitudine.
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Il villaggio, austero come si conviene a chi è stato per così tanto tempo isolato ma non per questo meno bello, non ha monumenti di particolare interesse, avendo da offrire ai visitatori solo la modesta chiesa in pietra dell'Arcangelo San Michele, la cui piccola statua si trova in una nicchia sopra alla porta d'ingresso, e il prospiciente Memoriale di Guerra.

Ai piedi del villaggio, raggiungibile in auto con una stradina di un chilometro, vi è uno stupendo ponte genovese in pietra, risalente al XV secolo, dalla caratteristica forma a schiena d'asino, restaurato nel 1971 e dichiarato monumento storico. Proprio sotto al ponte vi è una splendida piscina naturale che invoglia a tuffarvici: potete farlo, dopo aver attentamente controllato che non ci siano rocce nascoste, che ci sia abbastanza acquaa e se non vi crea problemi la temperatura decisamente fresca della stessa. Il sentiero che parte da qui attraversa la valle della Pinara, ormai ritornata selvaggia.

Ma non solo le opere dell'uomo a spingere i turisti a visitare Asco, ma la natura che la circonda. Una volta qui si veniva anche a sciare ma dopo la chiusura della stazione invernale alla fine del secolo scorso, ora i visitatori vengono soprattutto perché questa è una delle zone più belle dell'isola francese per il trekking.

Da qui parte il sentiero GR20 che porta in un paio d'ore (una mezz'ora in più se si vuole raggiungere il laghetto sul versante nord-ovest), attraversando boschetti di larici e pascoli abitati da qualche solitaria muflone femmina, alla Cresta della Muvrella dalla quale si può godere una gran bella vista che spazia fino alla costa di Calvi. Più impegnativo, benché in parte attrezzato con corde fisse e pioli di ferro, è il tratto del GR20 che porta al rifugio di Tighiettu, che richiede circa 5 ore di cammino. La zona gode di una immeritata fama generata dalle disavventure di alcuni sciatori avventati che nel periodo invernale si erano persi e hanno impiegato alcuni giorni per ritrovare la via. In estate è zona rinomata anche per le escursioni in kayak e il torrentismo. La ferrata Manicella è la prima mai costruita nell'isola.

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