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Saint-Sauveur-le-Vicomte (Francia): il castello e il villaggio in Normandia

Saint-Sauveur-le-Vicomte, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nell’area che affaccia sulla Manica, la Normandia mette in fila una serie di località molto belle da vedere. Saint-Sauveur-le-Vicomte è di certo una delle più interessanti, adagiata laddove si perdono a vista d’occhio paludi, foreste e colline tipiche del cuore del Cotentin, attraversato dal fiume Douve ch’è l’unico corso d’acqua della zona.

Storia

Chi si approssima al borgo vedrà da lontano quello che si configura come il suo personale simbolo storico, il Castello feudale, uno dei castelli più belli della Normandia, strategicamente e militarmente fondamentale per le dinamiche portanti della feroce e logorante Guerra dei Cent’anni. Il passato di Saint.Sauveur-le-Vicomte fu però precedentemente segnato dalle invasioni scandinave avvenute fra IX e X secolo, occupazioni che scalzarono le azioni promulgate da monasteri e conventi di marca ecclesiastica a beneficio di nuove infrastrutture militari ampiamente adatte allo scopo bellico. La Normandia, d’altronde, è stata sempre una regione crocevia di popolazioni e migrazioni.

Con l’avvento di Filippo Augusto nel 1204, tutto il territorio andò incontro a prosperità e relativa ricchezza economica, ma l’incombere della guerra pose un sensibile freno alla crescita fino all’allontanamento progressivo del conflitto dal suolo normanno, circa dal 1450. Da questo momento, il feudo si fece portatore di incisivi progressi in ambito agricolo ma anche architettonico, trovando nel ‘600 l’epoca d’oro della fioritura urbanistica e altresì delle campagne circostanti.

Di tale felice parentesi si riscontrano testimonianze valenti rappresentate dai castelli di Desmaires e Bréholles nonché da elementi intra-villaggio quali i vicoli costeggianti grandi cortili interni e case di matrice rurale. I maggiori sconvolgimenti arrivarono non con la Rivoluzione Francese, in verità in grado solo di scalfire lievemente la vita quotidiana della popolazione locale, quanto con lo sbarco alleato del 1944 che provocò - date le conseguenze previste nello scontro con i Tedeschi - distruzioni ovunque e danni irreparabili a molti vecchi edifici poi crollati.

Il Castello di Saint-Sauveur-le-Vicomte

Oggi Saint-Sauveur-le-Vicomte si presenta ben disposta ad accogliere turisti da ogni dove, è divenuta una località presente in moltissimi itinerari e forte di attrattive che trascendono l’esigua superficie occupata dall’abitato. In tal caso le dimensioni proprio non contano ma i monumenti sì, come il Castello ch’è un vero cimelio architettonico di una delle più cruente tenzoni fra eserciti, ovvero la già largamente citata Guerra dei Cent’anni.

Il maniero aveva la nomea di fortezza inespugnabile e fu attaccata dalle truppe di Carlo V nel 1375 per smentire questa ingombrante fama. Il fortilizio ricoprì diversi ruoli, da quartier generale militare a prigione voluta dai signori del ducato. Nel complesso la struttura è classica dei castelli più soliti a vedersi, con pianta rettangolare, imponenti bastioni e torri residenziali.

Visita al centro, cosa vedere

Su sponda religiosa, la messaggera del tempo è l’Abbazia benedettina fondata nel 1080 da Neel III, una costruzione che presenta una chiara semplicità realizzativa e una navata romanica notevole che la fa assomigliare (e ci sono diverse analogie) all’Abbazia di Lessay.

La Parrocchiale di Saint Jean Baptiste risale al XII secolo, trova ubicazione lungo il sentiero diretto a Portbail ma non si pone più come edificio emblematico in quanto sequenziali restauri ne hanno fin troppo alterato l’aspetto allontanandolo considerevolmente dal periodo della fondazione.

La sua rielaborazione in stile gotico fiammeggiante è tuttavia un evidente motivo di visita: le cappelle presenti all’interno coprono nell’insieme tre secoli di storia, poi ci sono da osservare con attenzione i tantissimi arredi, le fonti battesimali in pietra, le magnifiche statue fra le quali spicca quella raffigurante il Cristo nella delicata fase dell’Ecce Homo. La Sainte Marguerite è in legno policromo, esattamente come le statue di San Giovanni Battista e San Michele che incorniciano lo stupendo altare maggiore provvisto di pala. Colpiscono le vetrate installate dal maestro Paul Bony, vetrate che presentano i simboli dei sacramenti cristiani.

La Chiesa di Saint Claude si ammira entro i confini del villaggio di Selsoif, invece la Chiesa di Saint Georges si colloca a Hautmesnil. Da visitare a Saint-Sauveur-le-Vicomte il Museo Barbey di Aurevilly. Per il suo cospicuo bagaglio culturale, la località è inscritta dal 2001 nel circuito delle Città e Paesi d’Arte e Storia.

Come arrivare

L’Autostrada A13 prolunga nella N13 che giunge in paese; in aereo si predilige lo scalo a Jersey, da qui partono i traghetti che in pochissimo tempo sbarcano a Portbail, collegata tramite autobus extraurbani alla località.

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