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Cognac, in Francia nella cittÓ della famosa acquavite

Si dice “Cognac” e si pensa a un’acquavite pregiata, conosciuta in tutto il mondo. Meno nota è l’omonima città francese in cui viene prodotta, nella regione del Poitou-Charentes. Cognac è prima di tutto una località incantevole, dove storia e cultura si intrecciano lungo le strade lastricate, tra chiese romaniche e fresche cantine in cui degustare l’emblematico prodotto. Situata tra Angoulême e Saintes, lungo la N 141, ha circa 20 mila abitanti e si sviluppa intorno alla Place François I, che divide la città vecchia, detta Vieux-Cognac e posizionata lungo le rive della Charente, dai nuovi quartieri.

Proprio Vieux-Cognac rappresenta la zona più interessante della città. Sarà per quell’aria antica e saggia, per le pietre bianche e i ciottoli che hanno resistito ai secoli e pretendono rispetto, o forse per le innumerevoli cantine in cui grandi e piccoli possono assistere alla preparazione del Cognac: certo è che il centro storico ha in serbo un piccolo tesoro di architetture e scorci notevoli. Per scoprire il centro a piedi sarebbero sufficienti un paio d’ore, da godere in tutta calma, ma Cognac può intrattenere i suoi ospiti per giorni senza temere la noia, proponendo eventi culturali, visite guidate e un’ottima cucina.

Il quartiere antico è accessibile mediante la Porta di St-Jacques, risalente al Quattrocento, caratterizzata da due torri massicce con caditoie. Da qui si arriva sulla rue Grande, che in passato rappresentava la maggiore arteria cittadina, con la sua cornice di case quattrocentesche e la bella fontana del Rinascimento. Nella vicina Rue d’Isle-d’Or continua la schiera di dimore tardo-medievali, mentre la Rue Saulnier si differenzia parecchio dalla rue Grande: qui prevalgono gli edifici rinascimentali di Cinque e Seicento e sopravvive l’antico fondo stradale sconnesso, su cui transitavano i carri dei commercianti del sale.

Tra le chiese più belle c’è l’Eglise de St-Léger, fondata nel Millecento ma profondamente modificata nel tempo. La facciata a capanna colpisce per semplicità e rigore, impreziosita com’è dal rosone quattrocentesco in stile fiammeggiante. L’archivolto del portale principale è decorato con sculture che rappresentano i segni zodiacali e i mestieri, come secondo la tradizione medievale, e sulla destra dell’ingresso se ne sta il chiostro del Settecento, da cui si raggiunge la biblioteca. All’interno della chiesa si veda l’Assunzione della Vergine di Jacques Blanchard, realizzata nel XVII secolo. Un secondo chiostro del 1031 merita una visita. Ex edificio di culto e attuale luogo di ritrovo è il Convento dei Récollets, la cui sala elegante con volte ogivali ospita conferenze e appuntamenti culturali.

I musei e le mostre sono numerose. Da vedere il Museo di Arte e Storia, allestito nell’ottocentesco palazzo Dupuy d’Angeac, nel parco del municipio. Vi sono conservate le raccolte municipali a partire dal 1925, e c’è una sezione dedicata alle arti e al folclore locale, dove è stata ricostruita una tipica tenuta rurale e si può sperimentare la giornata di un viticoltore del XIX secolo, con tanto di costumi tradizionali. Nell’ala dell’archeologia potrete ammirare una grande piroga monossila (ricavata da un unico pezzo di legno) risalente a ben 3000 anni prima di Cristo; nella sezione della ceramica troverete pezzi realizzati a partire dal neolitico, mentre sculture, quadri e mobili pregiati costituiscono il tesoro della parte dedicata alle arti decorative.

Con lo stesso biglietto avrete accesso al Museo delle Arti del Cognac, consacrato all’acquavite, alla sua storia e ai processi di produzione. La sede è moderna, ma incastonata tra le mura seicentesche e il cinquecentesco palazzo Perrin de Boussac: un edificio nuovo per illustrare una tradizione antica, presentata attraverso dimostrazioni pratiche, proiezioni, e l’esposizione di alambicchi e attrezzi che attireranno l’attenzione dei più piccoli. Ai grandi spettano gli assaggi, da replicare nelle tante cantine di Cognac.
(Per maggiori informazioni sui musei: www.ville-cognac.fr).

Noi abbiamo provato la cantina della Maison Camus, forte di una location da favola e una lunga storia. Fu Jean-Baptiste Camus, nel 1863, a fondare la distilleria “La Grande Marque”, passata ai suoi discendenti di generazione in generazione, fino a diventare una delle cinque case produttrici di cognac più importanti del mondo, in espansione anche in Asia e soprattutto in Corea e Giappone. La produzione, di altissima qualità, spazia dal classico cognac a diversi vini, champagne e caffè; tra i cognac più pregiati c’è l’acquavite de l’Ile de Ré. L’attuale detentore dei segreti di famiglia è Cyril Camus, che ha rimodernato gli interni della maison con luci colorate e oggetti di design, pur nel rispetto di una nobile tradizione. Imperdibili le visite guidate, proposte dal 2005 e accolte dal pubblico con entusiasmo: il tour comprende la visita all’antica distilleria, la degustazione olfattiva, lezioni di cucina con ricette rigorosamente a base di cognac e, ovviamente, gli assaggi. Se vi sarete innamorati della Maison Camus, un vero e proprio castello principesco immerso tra i vigneti, potrete soggiornarvi per qualche notte o anche solo trattenervi nel ristorante.
Per maggiori informazioni www.camus.fr.

Anche la visita alle Cantine Otard è ben più di una degustazione: è prima di tutto l’esplorazione del Castello di Cognac, che oggi ospita la prestigiosa casa ma in passato appartenne a Francesco I e al Conte d’Artois. L’architettura è di per sé interessante, con saloni eleganti e decorazioni dettagliate in ogni angolo, ma ancor più suggestivo è l’allestimento con manichini in costume e colonna sonora a tema. Guide esperte vi accompagneranno alla scoperta del castello e dei sapori e dei profumi del Cognac.

Ogni cantina ha la sua particolarità, e varrebbe la pena visitarle tutte. Le cantine Hennessy si raggiungono dopo una breve traversata del fiume in motovedetta; le cantine Martell sono le più antiche tra i produttori del cognac e vantano acquaviti ultrancentenarie, conservate nelle sale del “purgatorio” e del “paradiso”; e ancora le cantine Rémy Martin e le cantine Prince Hubert de Polignac.

A dicembre il cognac e i viticoltori sono protagonisti della rassegna “Les Bonnes Chauffes de Décembre”, ma in città ci sono anche tante manifestazioni di altro tipo. In giugno si svolge il Festival del film poliziesco, con le premiazioni del miglior cortometraggio e del miglior lungometraggio poliziesco; a fine luglio c’è il Festival Blues Passions e il primo weekend di settembre è la volta del Coup de Chauffe à Cognac, dedicato agli artisti di strada.

Nei dintorni di Cognac visitate Saint Brice, le fortificazioni di Logis de Garde-Epée, il Dolmen di Garde-Epée e la chiesa di Châtre, sul fondo di una valle boscosa, con facciata romanica e il portale decorato.

Una cinquantina di chilometri a est di Cognac c’è l’aeroporto di Angouleme-Cognac, e la città è dotata di una propria stazione ferroviaria con treni frequenti per Angouleme. Dall’aeroporto in auto si percorre l’autostrada N10 e si imbocca la N 141 in direzione Cognac; in città i parcheggi di Place Camille-Godard, di Place Charles de Gaulle e di Place Gambetta sono gratuiti.

Il clima di Cognac è piuttosto mite, con inverni non troppo rigidi e estati gradevoli. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C, e quelle di luglio e agosto vanno da una minima di 14°C a una massima di 26°C. Le precipitazioni sono diffuse in maniera abbastanza uniforme, ma dicembre è il mese più piovoso, con una media di 17 giorni di maltempo.
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 Pubblicato da - 04 Giugno 2012 - ę Riproduzione vietata

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