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Île de Bréhat, viaggio tra le isole del piccolo arcipelago della Francia

Ad appena dieci minuti di tragitto in barca dalla terraferma si trova l'Isola di Bréhat (Île-de-Bréhat in francese), che è in realtà il nome dell'intero arcipelago situato nel Canale della Manica composto da 87 tra isolotti e rocce che affiorano dall'acqua. Nota fin dall'antichità (sono state trovate tracce d'insediamento risalenti al Neolitico, ma fu successivamente abitata anche in epoca gallo-romana), l'isola divenne fin dal Medioevo un luogo strategico di controllo del litorale e di accesso alla Manica; a più riprese fortificata e rasa al suolo dalle guerre che imperversavano, fu sempre oggetto di contesa tra le opposte fazioni.

L'ultima contesa vissuta sulla propria pelle fu la Seconda Guerra Mondiale: i tedeschi infatti occuparono l'arcipelago e non l'abbandonarono fino all'agosto del 1944. Attualmente la sua situazione amministrativa la rende un comune del dipartimento della Côtes d'Armor, in Bretagna, separata da appena due chilometri di oceano dalla Pointe de l'Arcouest e dalla famosa Costa di Granito Rosa.

Le dimensioni ridotte dell'isola – la superficie complessiva supera di poco i trecento ettari – e la numericamente scarsa popolazione – vi dimorano meno di cinquecento abitanti in maniera stabile – ne fanno un posto quasi incantato, un paradiso libero da stress e traffico (per le sue strade è consentita solamente la circolazione a piedi ed in bicicletta, mentre sono banditi i veicoli a motore); a completare l'immagine idilliaca del luogo ci pensa il microclima portato in dote dalla Corrente del Golfo, che offre le condizioni ideali per lo sviluppo di una flora rigogliosa e variegata, tanto da valerle l'appellativo di “isola dei fiori”: a vincere la gara di bellezza della fioritura a Brehat è l'agapanto, che durante i mesi estivi riempie le strade di colore donando un'aria magica all'arcipelago.

Tra i principali punti d'interesse del luogo – oltre alla sua bellezza naturale e selvaggia – si segnala la Chapelle Saint-Michel, costruita sul punto più “alto” dell'isola, ad appena 33 metri sul livello del mare. Il Mulino Birlot (Moulin Birlot) è situato invece nella zona sud-occidentale dell'isola e rappresentò per lungo tempo un'importante risorsa per gli abitanti, in quanto era l'unico luogo nel quale venisse macinato il grano per ricavarne la farina; si tratta quindi di una raro esempio di mulino di marea, cioè azionato dalle correnti del flusso tidale tra le condizioni di bassa e alta marea. A partire dal 1920 questa iniziò ad essere importata dal continente ed il suo lavoro, come quello di moltri altri mulini di marea, cessò. Dopo aver rischiato di crollare su se stesso per lo stato di abbandono nel quale si trovava, il consiglio comunale locale ha finalmente deciso di acquistarlo e ristrutturarlo per donargli lo splendore di un tempo.

Un'altra attrazione “classica” di Bréhat è il Faro del Paon (Phare du Paon), costruito nel 1860 nel punto più settentrionale dell'isola e distrutto dalle truppe d'invasione tedesche durante il secondo conflitto mondiale; ricostruito nel 1952 in granito rosa, il faro è oggi completamente automatizzato. A quanti si spingono fino a qui si segnala che dall'area adiacente alla struttura si può godere di un'affascinante veduta d'insieme sul Canale della Manica.

Questo non è tuttavia l'unico faro presente nell'arcipelago: se ne contano infatti almeno quattro, ognuno dei quali ha subito la stessa sorte del Pahare du Paon per mano dei tedeschi durante la guerra. Prontamente ricostruiti nell'immediato dopoguerra, hanno ripreso tutti la loro normale funzione; il Phare des Héaux, in particolare, è comparso anche nella pellicola francese “Un long dimanche de fiançailles”. Un luogo che suscita molto interesse sono le Vetrerie di Bréhat (Verreries de Bréhat), un laboratorio artigianale di lavorazione del vetro creato negli anni Novanta all'interno del vecchio forte di Vauban, particolarmente rinomato per la produzione di maniglie (di vetro, ovviamente) per le porte.

Nei mesi estivi migliaia di turisti sbarcano sull'isola in cerca di pace e tranquillità; molti di loro scelgono come meta giornaliera la principale spiaggia sabbiosa che si trova nella costa sud-orientale di Bréhat: stiamo parlando di Guerzido, particolarmente comoda e sicura perché protetta dalle correnti marine che qui imperversano ovunque. L'unico villaggio locale è chiamato Le Bourg ed è il luogo dove si trovano i principali servizi dell'isola e l'ufficio turistico; è un piccolo borgo situato sulla costa orientale dell'isola ed è costruito attorno ad una piazzetta dove sorgono bar, negozi e ristoranti. Poco distante da qui, nella spiaggia del paese, il giorno di ferragosto si tiene annualmente un'animata festa che è l'evento clou dell'estate isolana.

Per raggiungere l'Île de Bréhat – ricordando che non sono ammessi veicoli a motore – la maggior parte dei visitatori si affida ai traghetti che partono da Pointe de l'Arcouest, a nord di Paimpol, che collegano il continente al porticciolo di Port Clos, nel sud dell'isola. Le corse sono frequenti (ce n'è una ogni mezz'ora) e veloci (la traversata dura appena dieci minuti) e il biglietto costa all'incirca dieci euro in alta stagione.

Per recarsi a Paimpol, la località più grande nelle immediate vicinanze sulla terraferma, si può optare per un qualunque mezzo di trasporto comune: in auto seguendo l'autostrada A 11 da Parigi (da cui dista circa 500 km) o la N12 da Rennes, mentre in treno, sempre da Parigi, con il TGV si può giungere a Guingamp e successivamente prendere un treno regionale (TER). E' possibile anche spostarsi in traghetto da Saint Malo o Roscoff, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Dinard e Rennes.
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