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Cheverny, visita allo château (castello) lungo la Loira

Cheverny, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Divenuto famoso in tutto il mondo grazie alla magnificenza del suo castello, Cheverny è un microscopico comune francese di neanche 1.000 abitanti situato nel cuore del paese, all’interno del dipartimento di Loir-et-Cher nella regione del Centro. Situato a 15 chilometri da Blois e a 18 da Chambord, il Castello di Cheverny è un’attrattiva che richiama ogni anno decine di migliaia di turisti da ogni angolo d’Europa e non solo, la maggior parte dei quali rimane letteralmente esterrefatta dinanzi alla bellezza degli interni, alla collezione di arredamenti ed alla facciata interamente in pietra da taglio. Particolarmente suggestivo è anche il parco all’inglese nel quale si erge il castello, una grande distesa di verde dove spiccano magnolie, cedri giganti e sequoie.

La costruzione del castello risale agli anni compresi tra il 1624 ed il 1630, quando Philippe Hurault commissionò la costruzione dell’edificio all’architetto-scultore francese Jacques Bougier, addestrato presso l’atelier di Salomon de Brosse, il cui stile ricorda molto quello di Palais du Luxembourg. Nei successivi due secoli la proprietà del castello passò di mano in mano, fino a ritornare alla famiglia Hurault nel 1824. Dopo un ulteriore secolo di quiescenza durante il quale il castello non subì sostanzialmente modifiche architettoniche, nel 1914 il Castello di Cheverny fu uno dei primi ad essere aperto al pubblico.

L’accesso all’area del castello avviene attraverso quello fu il Grande Cortile, trasformatosi nel corso dei secoli in una sorta di immensa aiuola alla francese. Durante la stagione di caccia i boschi circostanti ospitano battute di caccia al cervo, mentre nelle vicinanze del canile, la Sala dei Trofei propone ai visitatori i trofei degli animali cacciati, oltre ad una splendida vetrata di Jacques Loire che raffigura una partenza per la caccia con il Castello sullo sfondo.

Il segreto del fascino magnetico esercitato dal castello è la perfetta complementarietà che è stata raggiunta tra costruito e ambiente circostante, con le linee rinascimentali e classiche dell’edificio che si sposano perfettamente con le curatissime aiuole del parco. I paramenti esterni del castello sono stati interamente costruiti in blocchi di tufo calcareo bianco, la cosiddetta “pietra di Bourré”, che tende ad indurirsi e ad assumere una colorazione sempre più bianca con il passare del tempo. La facciata principale è decorata con dodici busti romani posti all’interno di altrettante nicchie arrotondate, un’usanza piuttosto diffusa nel Rinascimento, mentre i grandi padiglioni ad angolo sormontati da cupole posti alle due estremità dell’edificio rappresentano una novità per l’epoca. Tra gli elementi maggiormente significativi spicca la scala d’onore, una grande rampa in pietra decorata da una serie di pannelli di pietra scolpiti per rappresentare frutta, fiori e armi. Molto bella è anche la sala da pranzo, il cui stile si ispira agli arredi del XVII secolo, mentre l’ambiente più grande è l’armeria, che ha conservato per intero la decorazione originale del XVII secolo; di particolare interesse è l’arazzo posto esattamente di fronte al camino sul quale è illustrato il celebre episodio omerico del rapimento di Elena di Troia. Altre sale di notevole interesse artistico sono: la camera del re, particolarmente sfarzosa per via degli arazzi e degli arredi in stile Luigi XIII e Luigi XIV; la biblioteca, che conserva 2.000 testi antichi ed una grande scrivania firmata Jacob, uno dei più noti fornitori di Napoleone; il salone degli arazzi, rivestito da cinque arazzi seicenteschi provenienti dalle Fiandre; e l’Orangerie, un salone settecentesco riservato ai ricevimenti che nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha ospitato alcune opere facenti parte del patrimonio artistico dello Stato tra cui la Gioconda.

Il clima è continentale, freddo e piovoso d’inverno, caldo e umido d’estate. Il mese più freddo è gennaio, durante il quale le minime sono stabilmente sottozero e le massime non superano quasi mai i 4/5 gradi; in questo periodo può fare capolino la neve, i cui depositi al suolo non sono quasi mai ingenti, ma che conferisce ulteriore fascino al castello ed al parco circostante. In luglio e agosto le massime pomeridiane superano i 30 gradi, mentre le minime difficilmente scendono sotto i 17/18; ad acuire la sensazione di calore c’è il tasso di umidità, spesso molto alto, anche se nei pomeriggi più caldi non è raro assistere a brevi ma violenti temporali che se non altro tendono ad allentare per qualche ora la morsa dell’afa.

Per quanto riguarda i trasporti, Cheverny dista appena 15 chilometri da Blois, una cittadina di discrete dimensioni ottimamente servita dai treni e comodamente raggiungibile in automobile percorrendo l’autostrada A10 che mette in comunicazione Parigi con Bordeaux. Una trentina di chilometri a sud-est si incontra il comune di Romorantin-Lanthenay, anch’esso dotato di efficienti infrastrutture legate ai trasporti.

Foto wikipedia, cortesia: Patrick Giraud, Manfred Heyde
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 Pubblicato da - 01 Marzo 2010 - © Riproduzione vietata

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