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Montbard (Borgogna): la cittą, l'abbazia e il castello di Bussy-Rabutin

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  • Castello di Bussy-Rabutin
Chi pensa che per vivere un giorno da favola si debba viaggiare nel tempo, o ci si debba avventurare tra le pagine di un libro, si ricrederà imbattendosi in Montbard e, in generale, nelle meraviglie che costellano il dipartimento francese della Côte-d'Or, nella regione della Borgogna. Il comune di circa 6.500 abitanti è un concentrato affascinante di storia e cultura, e tutt’intorno si ergono castelli principeschi, fortezze imponenti e abbazie dall’eleganza severa. All’UNESCO non sono sfuggiti simili gioielli, tanto che diverse architetture sono entrate a far parte del Patrimonio dell’Umanità, come l’abbazia cistercense di Fontenay.

L’abbazia ci porta a soffermarci su un personaggio celebre del Settecento, che decise di acquistarla: si tratta del naturalista Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, nato proprio a Monbard nel settembre del 1707. Già a quel tempo – e a dire il vero da molto tempo prima - la città era un dedalo pittoresco di stradicciole e piazze, il cui nucleo antico se ne stava alla sommità di una morbida collina, dominata dal magnifico Parc Buffon. Ancora oggi il parco, polmone verde di Montbard, abbraccia le vestigia del Castello dei Duchi di Borgogna.

Curato nel XVIII secolo da Leclerc in persona, il parco è un giardino di grande valore storico, e del castello rimangono tuttora alcune porzioni di mura, la torre di St. Louis e la torre de l’Aubespin del XIV secolo, la cui mole di ben 40 metri domina la valle del Brenne. Il naturalista aveva fatto posizionare il suo laboratorio sulla terrazza più alta del parco, ed è qui che concepì gran parte della sua opera, ma oggi l’oasi verde non è solo materia di studio. Si tratta piuttosto di una cornice amena in cui rilassarsi e meditare, passando dai giardini alla francese a quelli all’inglese, sino ai tipici giardini all’italiana.

Tra i dettagli più originali del parco c’è l’Orangerie, che ricopre una superficie di 300 mq e ospita un interessante museo, dedicato al lavoro di Leclerc e del suo collaboratore Daubenton, vissuto tra il 1716 e il 1800, ricordando il fermento culturale e scientifico del Secolo dei Lumi. Oggetti tecnici e attrezzature sofisticate, ma anche opere d’arte e animali impagliati regalano uno spaccato veritiero degli studi settecenteschi. Vi si trova anche uno spazio espositivo per mostre temporanee, generalmente dedicate a temi scientifici o artistici contemporanei.

Nei dintorni di Montbard continuano le sorprese: chi esplora la regione si imbatte spesso in architetture sontuose, che portano l’immaginazione a un tempo leggendario in cui i cavalieri, i re e le dame di corte scrivevano la storia della Francia. Da non perdere il Chateau de Montfort dell’XI secolo, dalle linee architettoniche piuttosto originali, ricostruito parzialmente nel XIII secolo. Le rovine maestose erette su uno sperone di roccia dominano la strada che corre tra Montbard e Semur, mostrando l’antica cinta difensiva, la splendida facciata e le tre torri semi-ottagonali. Ogni dettaglio sopravvissuto è un testimone prezioso per ricordare le famiglie potenti, nobili e regali, che si succedettero in questi luoghi prima della Rivoluzione.

... Pagina 2/2 ...Un altro castello degno di nota, situato a breve distanza da Montbard, è quello di Bussy-Rabutin. Incastonato in una piccola valle folta di alberi, il maniero è circondato da un paesaggio idilliaco e contiene alcune perle storico-artistiche di valore notevole, come una vasta collezione di ritratti creata da un cortigiano di re Luigi XIV. Oltraggioso, scandaloso e incontenibile: così si può definire questo personaggio, Roger de Bussy-Rabutin, il bizzarro padrone che ristrutturò e detenne il castello nel Seicento.

Colto in flagrante più volte mentre si beffava del sovrano o di altre personalità di spicco, inventando rime pungenti o esibendosi in spettacoli poco ortodossi, Roger fu esiliato e imprigionato a più riprese, per poi essere confinato nel suo stesso castello. Qui visse i suoi ultimi anni, circondandosi di cimeli e costruendosi una sorta di gabbia dorata, collezionando ritratti delle amanti del re di Francia. Ancora oggi il castello offre interessanti spunti sulla decadenza del regno del Re Sole.

Infine i visitatori di Montbard non possono trascurare le occasioni di festa che vengono organizzate in città. Coloratissimo, vivace e divertente è il carnevale, con i suoi spettacoli irriverenti, le sfilate dei carri e le musiche chiassose. Interessante anche la rassegna “Eté des Arts”, che si svolge tra giugno e agosto e prevede tanti appuntamenti dedicati all’arte in ogni sua forma, ogni anno riguardanti un tema diverso e fantasioso.

A circondare l’atmosfera festosa c’è un clima sempre piuttosto gradevole, caratterizzato da inverni freddi ma non rigidissimi e estati miti, non eccessivamente calde. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -1°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più caldi, si va dai 13°C ai 24°C.

Raggiungere Montbard è agevole con ogni mezzo e da qualunque direzione si provenga, grazie alle sue fermate ferroviarie del TGV e alla vicinanza con l’Autostrada A6. In treno occorre poco più di un’ora da Parigi, 2 ore e 15 minuti da Lille e appena mezz’ora da Dijon. L’aeroporto di Parigi si trova a 230 km circa.
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