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Le foto di cosa vedere e visitare a Sète

Sète (Francia), la località balneare e i tornei di giostre della Languedoc

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In una sola cittadina possono nascondersi innumerevoli identità: quella da località di mare mediterranea, da porticciolo suggestivo che ricorda tanto certe isolette italiane, da centro culturale vivace e da polo commerciale importante, secondo porto della Francia per importanza. Sète, nella regione francese della Linguadoca-Rossiglione, è una ridente meta vacanziera del dipartimento dell’Herault, popolata normalmente da 44 mila abitanti che diventano però molti di più nella bella stagione.

Il suo nome, curiosamente, è cambiato varie volte col passare dei secoli. Quello definitivo deriva dalla forma del monte St-Clair, che di lontano sembra una grande balena arenata lungo la battigia: ecco allora che la cittadina più vicina è stata chiamata Ceta (dal latino cetus: balena), ma per un periodo, con la costruzione di una grande fortezza voluta dal Duca di Montmorency, il toponimo cambiò in Montmorencette. Tanta indecisione portò alla Sète di oggi, graziosa e ospitale, capace di far sentire a casa ogni visitatore.

In particolare si sentono a casa propria i turisti italiani, perché molti immigrati del XIX secolo provenivano proprio dallo stivale. I primi italiani ad arrivare a Sète vi giunsero nel 1843: un censimento del Novecento ne rilevava circa 500, ma nei decenni successivi la loro presenza crebbe ancora e col tempo, in maniera sempre più naturale, le tradizioni del Belpaese incontrarono quelle francesi e si sposarono con esse, dando vita a un patrimonio culturale inimitabile. Anche le famiglie d’origine di Paul Valéry – scrittore - e Georges Brassens – cantante -, illustri cittadini di Séte, venivano dall’Italia.

In più il cuore stesso di Sète ricorda Venezia, con un dedalo magico di canali che riflettono i bagliori del sole: abbarbicata lungo un fianco del Monte St. Clair, incastonata tra il Mediterraneo e lo stagno di Thau, la cittadina vanta un paesaggio marittimo particolarissimo e accoglie il mare, coi suoi profumi, proprio tra le strade e le piazze del centro. Non a caso la città è famosa per la sua varietà di ostriche ed è tra i maggiori porti di pesca del Mediterraneo, ma negli anni ha saputo mantenere quell’atmosfera intima che caratterizza i vecchi borghi costieri.

Lungo il molo se ne stanno allineati numerosi ristoranti, in cui i pescatori portano le reti cariche di bottino. Nei tavolini all’aperto, disposti sulla banchina, si possono assaggiare le ricette tipiche del sud della Francia, e vi si riconoscono molti sapori italiani. Imparentata col gusto napoletano, la cucina locale comprende delle ghiotte specialità come le cozze marinate, i calamari ripieni e gli involtini di seppia, ma anche i tipici piatti della “Bourride de baudroie”, la “bouillabaisse”, la “macaronade” e la “tielle”.

Tra gli scorci più celebri di Sète c’è il Cimitero Marino, affacciato sulla cosiddetta Corniche e sull’azzurro del mare. Anche Paul Valéry immortalò con i suoi versi questo luogo malinconico e dolce allo stesso tempo, grandioso e amaro, che ospita tra le altre la tomba di Jean Vilar. A vegliare su di esso c’è la mole rassicurante del Mont Saint Clair: i pellegrini si arrampicano fin sulla cima per pregare nella cappella di Notre Dame de la Salette, o semplicemente per apprezzare un panorama mozzafiato. Che sia quieto o in tempesta, plumbeo o turchese, il Mediterraneo da qui è sempre un capolavoro.
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Ma l’attrattiva più valida di Sète è forse rappresentata dalle spiagge, ideali per chi vuole rilassarsi, abbronzarsi, divertirsi o mantenersi in allenamento con qualche sana nuotata. Ben 12 km di litorale sabbioso offrono spiagge per tutti i gusti, ampie o raccolte, tranquille o festaiole, alternandosi alle antiche saline e fondendosi con la campagna che comincia poco lontano, con i suoi vigneti e i suoi rilievi dolci.

Il divertimento continua nel cuore vero e proprio della cittadina, grazie all’organizzazione nei vari periodi dell’anno di eventi e manifestazioni appassionanti. Per tutta la stagione estiva, da giugno a settembre, tra i canali argentei di Sète si disputano i famosi tornei di giostre della Languedoc, con i partecipanti vestiti di bianco, i piedi nudi ben piantati sulle barche, forniti di scudo per ripararsi e di lancia di legno per colpire. In particolare gli animi si infiammano nel giorno del patrono San Luigi (Saint Louis), alla fine di agosto, quando si elegge il vincitore assoluto destinato ad essere una vera e propria celebrità per tutto l’anno successivo.
Altre manifestazioni cui vale la pena di partecipare sono il Festival della Poesia e il Festival del Jazz, entrambi nel mese di luglio.

Il clima, grazie alla posizione geografica a dir poco idilliaca, è piacevolissimo e invita a trascorrere lunghe giornate all’aria aperta. Di tipo mediterraneo, sempre mite e generalmente soleggiato, regala inverni dolci e estati fresche: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto vanno da 16°C a 29°C. Le precipitazioni, scarse nei mesi estivi, toccano il picco massimo nel mese di ottobre, con una media di 7 giorni di pioggia.

Raggiungere Sète non è difficile, trattandosi di uno dei maggiori porti francesi e di una meta piuttosto turistica, scelta ogni anno da moltissimi visitatori. L’autostrada A9, che ricalca la linea costiera francese, corre a pochi chilometri dalla città, e a 5 minuti d’auto dal centro è presente una stazione ferroviaria da cui si raggiungono comodamente Parigi, Roissy e altre località nazionali e non. L’aeroporto di Montpellier è a una ventina di minuti d’auto.

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