Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Florac

Florac, Sud della Francia: tra storia e natura nel parco delle Cevenne

Pagina 1/2

Nessun posto è affascinante quanto le terre di confine, i luoghi di passaggio, le vie di transito: quei posti sospesi tra varie realtà, indecisi se appartenere a un animo o a un altro, racchiudono spesso un intreccio magico di destini e di storie. Forse per questo Florac, nel sud della Francia, è così graziosa, incastonata com’è tra i Grandi Altopiani, le Cevenne e il granitico Monte Lozère. Ma anche tra i corsi di vari fiumi – il magnifico Méjean, il Tarnon, la Mimente e il Tarn – e soprattutto tra aree culturali protestanti e cattoliche. Situata nel dipartimento francese della Lozère, nella regione della Linguadoca-Rossiglione, la cittadina di Florac se ne sta con i suoi 2 mila abitanti nel cuore del Parco Nazionale delle Cevenne, tra panorami selvaggi e località storiche.

Dell’antica Florac sono sopravvissute sino ad oggi le stradicciole pittoresche e tortuose, costeggiate di case dalle facciate alte e snelle, protese verso il cielo. Priva di monumenti architettonici eccezionali, sguarnita di costruzioni che possano davvero definirsi capolavori, Florac è tuttavia una meta ospitale che sa entrare in empatia coi visitatori, mettendo a loro disposizione divertimento, cultura e relax. È lo scenario perfetto per chi cerca un paesaggio verdeggiante da esplorare, un ampio ventaglio di sport e attività da praticare all’aperto, ma anche un cuore antico affascinante e un’ottima tradizione culinaria.

Nella stagione estiva i duemila abitanti stabili hanno compagnia, e la popolazione del borgo triplica. In pochi possono resistere al richiamo del Parco Nazionale delle Cevenne, dove ci si può mettere alla prova con l’escursionismo, le pedalate in mountain bike, le avventure in canoa o in kayak, i bagni rinfrescanti nel fiume e addirittura la speleologia. Da non perdere la Fonte del Pescatore, che nasce nel centro cittadino e se ne allontana formando cascate e specchi d’acqua.

La sede del Parco Nazionale si trova, dal 1976, in un imponente castello medievale. Il Chateau de Florac dipendeva, nel XIII secolo, dalla baronia di Anduze, ma alla fine del XIV secolo il signore di Florac cedette il titolo al signore di Ventadour, che apparteneva a una potente famiglia del Limosino. A metà del secolo successivo, e fino alla metà del XVI, la famiglia di Poitiers Valentinois – di cui fa parte Diane de Poitiers – prese possesso del villaggio per poi cederlo alla famiglia La Mark de Montmorency, che a sua volta lo avrebbe passato a Francois de Mirand, Tesoriere generale di Francia. Insomma, una catena infinita di proprietari diversi, che hanno consegnato a noi un’opera d’arte ammirevole: il castello, nella versione che oggi vediamo, venne costruito nel 1652 su uno sperone tufaceo, nel luogo in cui sorgeva un possente castello feudale. Dagli anni Settanta del Novecento, oltre ad ospitare la sede del parco, l’edificio contiene una esposizione permanente che s’intitola “Passagers du Paysage”, ovvero “Passeggeri del Paesaggio”, uno spazio scenografico moderno, interattivo e multilingue.

... Pagina 2/2 ...Un altro interessante edificio di Florac è l’antico convento, che è stato dichiarato Monumento Storico, sulla cui facciata è impressa la dicitura latina “multa renascentur quae iam cecidere”, che significa “molti di quelli che se ne sono andati rinasceranno”. Da vedere anche la chiesa di Saint Martin: in origine sorgeva qui l’antica chiesa del priorato di Chaise-Dieu, circondata da un piccolo cimitero. Ma tra il XIII e il XV secolo la storia di Florac fu segnata dai conflitti tra il potere del priorato e del Signore locale, e la chiesa venne abbattuta nel 1501, sostituita da un tempio che spiega la presenza di alcune colonne all’ingresso della chiesa attuale. L’edificio che si ammira oggi, del 1833, è di gusto neoclassico ed è suddiviso in tre navate.

Non solo la storia e la vocazione artistica, ma anche le tradizioni di Florac rivivono nel centro della cittadina. In particolare sono protagoniste delle manifestazioni e degli eventi che vi si svolgono durante l’anno, come la sfida equestre detta “Les 160 km de Florac”, il Festival della Zuppa che si svolge tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre - che consente di degustare oltre cento tipi di ricette differenti, provenienti da tutte le regioni della Francia – e l’allegra “Festas de Florac” del 15 di agosto.

Anche il clima, come la gente del luogo e i ritmi della quotidianità cittadina, è mite e solare. Qui gli inverni non sono mai troppo rigidi e le estati sono gradevoli, ideali per le passeggiate: le temperature minime di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 3°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si va dai 16°C ai 24°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano tra novembre e gennaio, quando piove mediamente per 12-13 giorni al mese.

Chi ha deciso di raggiungere Florac può contare tra diverse possibilità di trasporto e buone vie di comunicazione. La cittadina è attraversata dalla RN 106, che la collega alla RN 88, ed è all’incrocio tra le strade D998 (che l’unisce a Bédouès), D16 (che porta alle gole del Tarn) e D907 (che la collega a Vebron). Il centro è servito da una linea regolare di autobus e gli aeroporti più vicini sono quello di Nimes, a 120 km circa, e quello di Avignone, a 170 km.
close