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Le foto di cosa vedere e visitare a Olomouc

Olomouc: la cittą e la perla: la grande colonna della Trinitą

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Alla confluenza del fiume Bystrice con la Morava, nel bel mezzo della pianura di Hana, si trova Olomouc, la più affascinante tra le città della Moravia. La successione di piazze disseminate attraverso quartieri storici, che si percorre come in una passeggiata a ritroso nel tempo, concludendo con il quasi millenario palazzo dei Premyslidi, è stata fino al 1990 regolarmente frequentata dai soldati della locale guarnigione sovietica, ultima traccia dell’importanza strategica della città posta a metà strada tra Vienna e Cracovia; negli ultimi anni, invece, il centro è stato riqualificato e riportato all’antico splendore, così che sono sempre numerosi i turisti che si aggirano per le strette stradine o che si rilassano seduti a un bar sorseggiando una delle piacevoli birre locali.

Citata su documenti cartacei a partire dal 1019, Olomouc affonda le proprie radici nel IX secolo, quando venne fondata come fortilizio del regno Grande-Moravo. I primi passi verso la successiva grandezza furono mossi nel 1021, anno in cui divenne sede amministrativa dei Premyslidi, e nel 1063, quando fu elevata a diocesi. Nel 1242 i Tatari giunsero sino alle porte dell’insediamento, ma la loro avanzata fu arrestata da Venceslao I. Nei secoli successivi, grazie anche alla forte componente germanica presente nella sua popolazione, la città restò fedele alla Chiesa romana contro la Riforma hussita, divenendo a partire dal 1566 un importante base per i Gesuiti, che tra l’altro vi organizzarono un collegio rimasto in funzione dal 1573 al 1778. Alla fine del Settecento risale anche la trasformazione in cittadella fortificata, peculiarità che rese Olomouc un sicuro riparo per la famiglia imperiale in fuga da Vienna nel 1848.

Il nodo principale della città storica è Horni namesti, la piazza superiore il cui centro è occupato dal radnice, il “municipio”, terminato nel 1378, ma poi più volte ristrutturato. Facendone il giro a partire dalla grande colonna della Trinità, inserita dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità, vi si notano l’orloj (orologio) astronomico, installato nel 1420 ma totalmente rifatto nel 1945, le scale e il loggiato rinascimentali del 1592 e, all’opposto lato maggiore, il coro sporgente a bow-window della cappella tardogotica di S. Gerolamo. Molto affascinante è anche la torre quattrocentesca che si staglia nel cielo per un’altezza di oltre 70 metri, mentre altri due elementi interessanti sono le fontane di piazza, sia quella posta a lato della colonna della Trinità che reca una statua di Ercole, che quella scolpita da Hans Georg Schauberger sovrastata da un’idealizzazione equestre di Giulio Cesare, che veniva considerato il protettore della città.

A nord di Horni namesti, cioè in direzione opposta a quella che si prende per accedere alla vicina Dolni namesti, si scorge facilmente la grande sagoma gotica della chiesa di S. Maurizio. Costruita a partire dal 1412 come maggior edificio di culto della cittadinanza, non se ne riuscirono mai a completare le torri fortificate in facciata, mentre l’interno presenta volte reticolate, un bel pulpito tardogotico ed in controfacciata l’organo barocco opera di Michael Engler, che con le sue 2.311 canne è il più popolare della Moravia. Ancora più a nord, all’angolo tra la Slovenska e la Sokoloska, si incontra un altro edificio di culto, il kostel Neposkvrneneho Panny Marie, un complesso di origini gotiche quattrocentesche arricchito dalla presenza di un ex monastero benedettino.

Su Namesti Republiky si affaccia la grande chiesa già gesuitica di Panna Maria Snezna, sorta tra il 1712 e il 1719 nel sito di un precedente edificio di culto e dedicata alla Vergine Maria della Neve. Al lato opposto della piazza, oltre i binari del tram, l’ex convento delle Clarisse ospita le collezioni storiche e naturalistiche del muzeum, mentre in mezzo troneggia la kasna tritonu, ovvero la “fontana dei Tritoni”, realizzata da Wenzel Render nel 1708. Di tutt’altro genere è Vaclavske namesti, un’area appartata e verdeggiante che prende il nome dalla cattedrale di sv. Vaclav (S. Venceslao), voluta dal quinto vescovo cittadino Jindrich Zdik nella prima metà del XII secolo. Inizialmente romanica, la chiesa divenne gotica nel 1265 in seguito alla costruzione del coro a proseguimento delle navate originarie, per essere infine rimaneggiata verso la fine dell’Ottocento secondo i dettami neogotici allora imperanti. A fare angolo con la cattedrale è la chiesa di sv. Anna, alla sinistra della quale si hanno edifici, ora barocchi, sorti come capitolo della stessa cattedrale.
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Uscendo dai pressi di Vaclavske namesti per la Komenskeho, e svoltando a sinistra appena attraversata la Morava, si arriva facilmente al notevole complesso dell’ex monastero premonstratense costruito da Giovan Pietro Tencalla con la collaborazione di Domenico Martinelli a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Il cenobio era stato fondato dai Premyslidi poco dopo l’anno Mille a favore dei Benedettini slavi, che ne mantennero il controllo fino al 1150. La fabbrica attuale, sorta dopo che quella originaria uscì malconcia dall’occupazione svedese, divenne seminario nel 1785 con le soppressioni volute da Giuseppe II, mentre oggi è adibita ad ospedale militare.

Tra le classiche manifestazioni a olomouc sono da annoverre i tradizionli mercatini di Natale, una vera istituzione in Repubblica Ceca, e che a Olomouc si tengono a Horni namesti a fianco della Colonna della Trinità.

La temperatura media annua si aggira intorno ai 10 gradi, frutto di inverni freddi, tipici di una zona dal clima continentale, e di estati brevi, miti e abbastanza piovose. Tra dicembre e febbraio le temperature sono spesso sotto lo zero e la neve cade anche copiosa depositandosi al suolo per diversi giorni, mentre dall’inizio di giugno alla fine di agosto le giornate sono calde, con massime abbondantemente superiori ai 20 gradi, ma piovose, dato che sono frequenti improvvisi temporali pomeridiani. I periodi ideali per visitare Olomouc sono la primavera e l’autunno, quando le temperature non sono rigide, le piogge scarse ed il flusso turistico inferiore rispetto a luglio e agosto.

L’aeroporto più vicino è il Neredin Airport, uno scalo di piccole dimensioni situato 3 chilometri ad ovest del centro, mentre di dimensioni maggiori è il Prerov Airport, 22 chilometri a sud-est di Olomouc. Praga dista poco meno di 300 chilometri in direzione nord-ovest, ma nonostante questo sono diversi gli autobus che fanno la spola tra le due città. Le dimensioni ridotte del centro cittadino consentono di visitarlo tranquillamente a piedi o tutt’al più in bicicletta.
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