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Becov nad Teplou, visita al Castello e al reliquiario

Becov nad Teplou, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Su un promontorio roccioso, a metà della profonda vallata del fiume Teplá, si erge, in alto, un castello gotico, più in basso un palazzo rinascimentale e, continuando a scendere, una residenza barocca, collegata direttamente all'insediamento urbano. Bečov è un complesso urbanistico unico, la cui singolarità è ancor più sottolineata dal ritrovamento del reliquiario di San Mauro - un'opera d'arte d'importanza a livello europeo.

All'incrocio di importanti vie regionali, sul luogo dove oggi sorge la chiesa, si trovava nel medioevo l'edificio della dogana dove veniva riscosso il dazio. All'inizio del XIV secolo, all'epoca della colonizzazione ceca dell'area che si snoda lungo la frontiera occidentale, i signori da Osek vi costruirono un castello. Avviarono l'estrazione dello stagno e nel 1399 riuscirono a far insignire Becov nad Teplou del titolo di città. In seguito all'inquieta epoca ussita, alla fine del XV secolo, l'intera signoria di Bečov venne acquistata dai signori Pluhové da Rabštejn. Questi continuarono nell'estrazione dello stagno, che recò loro una notevole ricchezza - nel XVI secolo lo stagno locale era considerato il migliore in Europa. L'estrazione dello stagno, sia a grandi profondità, sia in superficie, era a tal punto lucrativa che lo stesso imperatore Ferdinando I sentì il desiderio di appropriarsene il guadagno. Lo stagno divenne così una delle cause della prima insurrezione degli Stati contro l'imperatore. A capo della sommossa si mise Kašpar Pluh z Rabštejna. Quando l'insurrezione fu domata, Kašpar Pluh fu privato di tutto, salvò però il proprio castello - almeno secondo la leggenda. Quando, infatti, durante la ricostruzione dell'edificio nel XIX secolo, il duca Beaufort volle abbattere il vecchio maniero, dalle mura che si dovevano far saltare in aria si alzò la figura in stagno di Kašpar Pluh che spaventò tutti a tal modo che il duca preferì far sospendere i lavori.

Il benessere dovuto allo stagno venne meno con la fine della guerra dei Trent'anni. Nello stesso periodo venne abbandonato anche il castello. Il complesso edile sorse a nuova vita durante il dominio dei Kounic, a metà del XVIII secolo, quando venne costruita la residenza barocca. Nell'anno 1813 il duca belga Beaufort-Spontini acquistò l'intera signoria. Mentre il castello ed il palazzo Pluhovský non sono accessibili al pubblico, la residenza con la vistosa torre poligonale si possono ammirare in tutta la loro bellezza. I locali residenziali al secondo piano sono interessanti, ma quello che attira maggiormente è il primo piano, interamente dedicato alla più significativa opera d'arte del luogo - al reliquiario di San Mauro. La cassa lignea che doveva accogliere le reliquie di San Giovanni Battista, San Mauro e San Timoteo venne fabbricata all'inizio del XIII secolo nell'abbazia benedettina di Florennes, sul territorio dell'odierno Belgio. La custodia venne ricoperta da 500 elementi metallici in argento e rame, completamente dorati; gli ornamenti delle pareti consistono in statuine cesellate a sbalzo, rappresentanti San Mauro, Cristo ed i dodici apostoli, sul tetto della custodia sono posti dodici tondi a rilievo con scene di vita dei santi. Fu Alfredo da Beaufort a comprare il reliquiario, nel 1838. Cinquant'anni più tardi i Beaufort trasportarono questa rara opera d'arte nella loro sede di Bečov, dove rimase fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il proprietario di allora della signoria, Heinrich, era attivo nel partito nazista e così scappò dalla Boemia in gran fretta. Fece sotterrare il reliquiario sotto il pavimento della cappella del castello e così l'opera d'arte spari dalla faccia della terra per quaranta anni.

La riscoperta del reliquiario, a novembre del 1985, ebbe per prologo una storia con tutti gli attributi di un giallo. Vi appariva un misterioso americano che offriva un premio di 250.000 dollari per la possibilità di ritirare il prezioso oggetto che si doveva trovare a 150 chilometri da Norimberga, non doveva avere alcun rapporto con la storia ceca e non doveva essere mai appartenuto allo stato. Dopo indagini di un anno, la polizia criminale riuscì infine a trovare il reliquiario, sotterrato a Bečov e seriamente danneggiato. A primavera del 2002, dopo un restauro durato un decennio, il reliquiario, riportato a piena bellezza, venne per la prima volta presentato ai visitatori del castello Becov nad Teplou.

Fonte: Ente Nazionale Ceco per il Turismo
Ufficio Stampa - Zuzana Rolna
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 Pubblicato da - 13 Gennaio 2010 - Riproduzione vietata

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