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Le foto di cosa vedere e visitare a Petergof

Petergof (Petrodvorec), la cittą fondata dallo Zar Pietro il Grande e i suoi palazzi

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Nella giurisdizione di San Pietroburgo, le realtà cittadine sono complici del grande blasone acquisito dal bellissimo capoluogo del Petrodvorcovyj rajon. Tra queste ancelle circostanti non si può lasciare da parte la raccolta reggia Petergof, altresì detta Peterhof e chiamata nel periodo fra il 1944 e il 1997 Petrodvorec.

Geolocalizzata nel territorio occidentale e affacciata sul Golfo di Finlandia, la località fondata su esplicita volontà di Pietro il Grande riflette l’idea di lustro del mitico zar, tanto che Petergof ha potuto ritagliarsi la sua fetta di immortalità grazie al grandioso complesso di palazzi e sontuosi giardini fatti erigere per assurgerla a gemella sovietica di quella fantasmagorica eccezionalità chiamata Versailles.

La reggia del sovrano russo ha assorbito il nome Peterhof – che significa “Corte di Pietro” – e dal 1723 (anno della sua consacrazione in pompa magna a seguito di un’edificazione durata 9 anni) risulta una vera e propria istituzione monumento. Fa parte delle cosiddette “Sette meraviglie di Russia”, selezione evinta da un sondaggio condotto dal 2007 al 2008 dal giornale Izvestija, dal canale televisivo Rossija 1 e dall’emittente radiofonica Radio Majak: condivide egregiamente il proprio alone di eccellenza con il Lago Bajkal, la Valle dei geyser, il Mamaev Kurgan e l’annessa Statua della Madre Russia, la Cattedrale di San Basilio, il Man’pupuner e, infine, il Monte Elbrus.

Come detto, 9 anni per creare una monumentale tenuta estesa su una superficie di 607 ettari ed entrata di diritto nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO: si compone del Gran Palazzo, del Montplaisir, del Palazzo Marly, del Padiglione dell’Ermitage e del Cottage, parallelamente a tutta una serie di parchi coreografici come il trittico Superiore-Inferiore-Aleksandra e un ventaglio di fontane quali la Grande Cascata, la fontana di Adamo ed Eva, la fontana di Nettuno, le fontane romane e quella piramidale.

Il tesoretto culturale si focalizza sul campus succursale dell’Università statale di San Pietroburgo, tra le più prestigiose della Nazione in quanto vanta 20 facoltà, 11 istituti di ricerca, oltre 25.000 iscritti, 2.000 dottorandi, ca. 5.000 ricercatori e 40 membri dell’Accademia Russa delle Scienze e dell’Istruzione.
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Sul versante commerciale fa da padrona la storica Petrodvorets Watch Factory, fabbrica specializzata nella realizzazione di orologi a marchio Raketa, molti dei quali dotati di quadranti suddivisi in 24 ore ed esportati in molte nazioni del mondo per questa speciale, per non dire esclusiva, caratteristica. In origine Officina imperiale per la lavorazione di pietre preziose di sussistenza ovviamente zarista (decreto del 1721), dopo la Rivoluzione Russa del 1930 diventa Prima gioielleria di precisione dello Stato. Ricostruita interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, diviene nel 1949 ciò che è attualmente, una fucina di orologi.

Doveroso chiudere il tour platonico di Petergof con un vero gioiello dell’architettura religiosa in revival russo, ovvero la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, voluta a suggello di altre 13 chiese minori (ritenute troppo piccole per ospitare il crescente numero di fedeli) dal sacerdote Ioann Janysev sotto lo zar Alessandro III (1892). I lavori iniziarono nel 1894 sulle rive dello stagno Ol’gin (sua attuale collocazione) su cura e supervisione dell’architetto Nikolaj Sultanov fino all’anno della definitiva consacrazione, il 1905, sotto l’egida del nuovo zar Nicola II insieme a Aleksandra. In seguito a numerosi restauri resisi necessari per i danni subiti nel corso del Secondo conflitto, un’ulteriore cerimonia di consacrazione a opera della Chiesa ortodossa – rappresentata dal patriarca di Mosca Alessio II - avvenne nel 1994.

Come arrivare
Essendo il complesso Peterhof l’attrattiva principale, si è disposto di raggiungere la cittadina da San Pietroburgo tramite tour in pullman. Tuttavia le opzioni migliori (e soprattutto molto meno onerose) dirottano sul viaggio in autonomia tramite la modalità marshrutka, ovvero i minibus n° 300 e n° 424 partenti dalla stazione della metro Avtovo, una delle fermate obiettivamente più belle dell’intera linea, paragonata a un salone da ballo decorato con colonne e mosaici pavimentali.

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