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Suzdal (Russia), la cittą museo lungo l'Anello d'Oro

Suzdal, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Suzdal, situata a 220 km da Mosca, ha lo stato giuridico di città museo: tutti i suoi monumenti storici sono tutelati ed è proibita la costruzione di nuovi edifici nel centro storico. Ciò fa di Suzdal una città decisamente pittoresca, dove il visitatore ha l'impressione di compiere un viaggio nel tempo: non esistono le modernità né il sistema di guadagno tipico del mondo occidentale, inoltre su una superficie di 8 km quadrati sono concentrati circa 100 monumenti dei secoli XII-XIX, tutti in buono stato di conservazione.

Suzdal fu fondata tra il X e l'XI secolo da slavi provenienti da Smolensk e Novgorod: erano agricoltori e coltivavano le fertili terre sulle rive del fiume Kamenka, organizzati in vari villaggi. Il toponimo <<Suzdal'>> denominava infatti non un unico centro, ma un conglomerato di insediamenti. La città è citata la prima volta nell'XI secolo quando i principi di Kiev vollero estendere la loro influenza su questi villaggi, esigendo il tributo. I contadini insorsero, guidati dai loro sacerdoti pagani; la rivolta fu sedata solo dall'intervento di Jaroslav il Saggio con le sue truppe.

Da quel momento Suzdal entrò nell'area politica della Rus' di Kiev, sebbene le sollevazioni dei contadini liberi contro i boiari continuassero per tutto l'XI secolo. Il principe Oleg, per punire la città ribelle, la incendiò quasi completamente. Tra l'XI e il XII secolo, Vladimir Monomach fece erigere una residenza principesca accanto alla grande cattedrale dell'Assunzione (oggi perduta), la prima chiesa in pietra della città. Sotto il regno del figlio di Vladimir Monomach, Jurij Dolgorukij, Suzdal era ormai un'importante città fortificata, al centro di molti commerci. Questo periodo di prosperità, nonostante le contese tra il gran principe, i boiari e il popolo, ebbe fine nel 1238, quando l'Orda d'Oro devastò e soggiogò la città.

L'attività artistica, artigianale, commerciale e architettonica si fermò per tre secoli dopo l'invasione mongola. Nel XIII secolo, vennero però findati alcuni monasteri che ripresero a coltivare e far fruttare le campagne. Nel XIV secolo la città, divenuta sede vescovile, ebbe un'effimera rinascita testimoniata dalla compilazione dell'importante Cronaca di Suzdal stilata da parte del monaco Lavrentij (1377). Nel 1392 Suzdal perse l'indipendenza e venne conglobata nel principato moscovita. L'ultimo tentativo di sottrarsi al dominio di Mosca, nel XV secolo, fallì e la città subì la terribile vendetta di Vasilij Temnyj (il cieco). Da allora Suzdal perdette per sempre ogni influenza politica.

Ad ogni modo conservò il suo prestigio spirituale e religioso, in quanto sede di un vescovato, divenuto poi arcivescovato e di numerosi e potenti monasteri: essi promossero, soprattutto tra il XVI e il XVII secolo, la costruzione delle molte chiese che tuttora connotano l'immagine della cittadina. In seguito a molti saccheggi causati dall'invasione polacco-lituana, all'incursione dei Tatari, a un devastante incendio e a un'epidemia di peste, la città era piuttosto zoppicante nonchè con la popolazione dimezzata e fu così che nel 1796 fu annessa al governatorato di Vladimir, data che ha trasformato Suzdal da appartato borgo agricolo a centro turistico tra i più frequentati della regione.

A questo proposito tra gli itinerari più belli non mancano edifici dialoganti, poiché rappresentano il tormento di una città che nonostante tutto è riuscita a sopravvivere e il fatto che nell'attualità siano così visitati, fa presupporre che siano strutture che già solo per il fatto che hanno resistito, sanno parlare. In questo senso, ne è un esempio significativo il Cremlino. Situato in un'ansa del fiume Kamenka, rappresenta la parte più antica della città. Un tempo fortificato, oggi è cinto da una muraglia che racchiude la grande Cattedrale della Natività della Vergine (con campanile a cuspide), il Palazzo Arcivescovile e la Chiesa di San Nicola del villaggio di Glotovo.

La Cattedrale della Natività della Vergine, fondata nel 1222-25 sul luogo di una chiesa in legno, fu il primo tempio della città, sontuosamente decorato all'interno da affreschi. Era destinato al principe e alla sua famiglia. Nei secoli l'edificio fu più volte ricostruito con un occhio di riguardo per il rifacimento degli affreschi antichi nonché per l'introduzione delle cappelle a cipolla. Il Palazzo Arcivescovile invece fu costruito in più fasi nei secoli XV-XVII. Oggi il complesso è sede del Museo Cittadino, che raccoglie mobili, lampadari, candelabri, oggetti d'uso quotidiano e altri elementi d'arredo prestigiosi, tra cui due bellissime stufe in maiolica del '700. Infine, entro le mura del Cremlino si trova anche la Chiesa di San Nicola del villaggio di Glotovo, trasportata da Glotovo stesso e ricostruita nel 1960 sul luogo di un edificio seicentesco, distrutto da un incendio. Si tratta di una tipica chiesa di campagna.

Sempre nei dintorni del Cremlino si trovano strutture minori (se paragonate alle altre), come un'altra chiesa intitolata a San Nicola, la chiesa dell'Assunzione, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano e la chiesa del Venerdì Santo. Particolari perché in seguito all'incendio, sono state rifatte con un accorgimento di stile barocco-moscovita, maniera tanto cara a Suzdal. Fuori dalle mura invece, presso il terrapieno del Cremlino, si trovano diverse realtà che riflettono il ruolo di città-museo del territorio, che racchiude ulteriori complessi importanti.

La chiesa di San Giovanni Precursore (costruita nel 1720 in sostituzione del precedente edificio distrutto dall'incendio) si presenta con forme semplicissime, cui fa riscontro un inconsueto ottagonale campanile, che si eleva fino all'altezza della cupola. La chiesa della Risurrezione di Gesù anch'essa molto semplice, appare come un sobrio edificio del 1720, ma al suo interno ospita una meravigliosa raccolta dedicata all'arte dell'intaglio su legno, con manufatti dei secoli XVII e XIX. Sulla piazza del mercato sorgono poi moltissime realtà ecclesiastiche più piccole, come la chiesa dell'Imperatore Costantino e quella della Madonna della Consolazione. Particolare poi la chiesa di San Lazzaro poiché con la sua pianta ottagonale rappresenta un po' lo schema architettonico preferito di Suzdal. Inoltre, mostra il passaggio dagli antichi "zakomary" con funzione strutturale, ai più moderni "kokosniki" con funzione decorativa.

A proposito di architettura di Suzdal, la Cattedrale della Deposizione della Sacra Veste ne identifica le caratteristiche. Risale alla prima metà del XVI secolo ed è uno dei primi esempi di chiesa priva di pilastri di sostegno nell'architettura russa del tempo. Sullo stesso filone è il Monastero del San Salvatore e di Sant'Eufemio. Fu fondato nel 1352 dal monaco Eufemio, canonizzato nel 1507. Nel XVI secolo il monastero, grazie a donazioni di grosse proprietà terriere, conobbe un periodo di grande prosperità e, nel XVII secolo, fu dotato di una muraglia, munita di 12 possenti torri. Tra queste, la torre d'ingresso con passo carraio con i suoi archi ciechi e la decorazione a semicolonne colorate di bianco, viene considerata un mirabile esempio dell'arte decorativa (e appunto architettonica) russa.

Parlando invece di edifici che ospitano esposizioni pregevoli, impossibile non menzionare la mostra dedicata alla gioielleria. Si trova nella chiesa di San Nicola al Lazzareto e ospita non solo gioielli ma anche ricami in oro. Particolare menzione merita anche la collezione di miniature, arte che risale a Bisanzio; tra i capolavori della collezione, una piccola icona in giada raffigura l'arcangelo Michele. L'arte del ricamo invece è rappresentata da alcuni mirabili esemplari, tra cui il velo del sepolcro di Eufrosinia, eseguito da Solomonja Saburova nel XVI secolo.

Tra le leggende più curiose, una è legata al Monastero dell'Intercessione. Il luogo era destinato ad accogliere donne e fanciulle nobili, cadute in disgrazia alla corte dello zar. Tra le vittime vi era Solomonja Saburova, moglie del principe moscovita Vasilij III, ripudiata dal marito e costretta a prendere il velo. Lo zar sposò in seguito la polacca Elena Glinskaja, futura madre di Ivan il Terribile. Secondo la leggenda, Solomonja, giunta nel Monastero dell'Intercessione incinta, avrebbe partorito in gran segreto un figlio, Georgij, che sarebbe poi diventato il famoso brigante Kudejar.

Infine, sotto il Cremlino al di là del fiume, si trova il Museo dell'architettura in legno e della vita contadina. Qui si possono trovare interessanti esempi di strutture rurali russe, ricostruiti a regola d'arte con la riproduzione di chiese, case destinate ad uso abitativo, granai e mulini a vento. A 5 km dal centro di Suzdal poi, si trova il villaggio di Kidelska, in cui si può ammirare il più antico edificio della Russia nord-orientale (la cattedrale della Trasfigurazione di Pereslavl'-Zalesskij), che ospita una mostra di affreschi del XII secolo, di cui rimane qualche frammento.

Suzdal oggi si propone ai turisti (soprattutto religiosi) come se fosse una piccola bomboniera: i suoi numerosissimi edifici storici, ecclesiastici e architettonicamente significativi e la completa mancanza di industrie o comodità moderne, la fa risplendere come una delle città più particolari ed evocative del famoso circuito dell'Anello d'Oro.


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 Pubblicato da - 20 Agosto 2015 - © Riproduzione vietata

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