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L'Anello d'Oro in Russia: tour delle antiche città tra Mosca e il Volga

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Brutta cosa i luoghi comuni. Uno dice Cremlino e subito pensa a Mosca, alla piazza Rossa, al palazzo di Ivan il Terribile e Stalin. Come se fosse solo quello il Cremlino. Poi, finalmente, si arriva in Russia e scatta la sorpresa. Di cremlini ce ne sono tanti quasi sono le città (o quasi). E quello di Lenin e Gorbaciov è solo uno dei cremlini possibili. Per di più nemmeno il più antico. Perché Mosca è la capitale di oggi e di ieri. Ma prima che questa sterminata nazione fosse unificata, la città simbolo della Russia era solo poco più di un borgo. E le città importati erano altre. I loro nomi, forse, a molti non dicono tanto. Ma se il circuito che le collega si chiama “Anello d’oro” un motivo ci sarà. E vale la pena di andarlo a scoprire.

Un po’ di storia
La prima cosa da imparare allora è che cremlino in russo vuol dire “fortezza”. Ovvero non si tratta di un nome proprio di luogo ma di un nome comune di uno strumento: pensato, voluto e costruito per difendere le città. Ecco perché di cremlini nel nostro viaggio nella Russia profonda ne incontreremo tanti. Perché erano i baluardi verso i nemici. E da queste parti, per secoli, i problemi sono sempre arrivati da est. Ma forse per avere le idee più chiare è meglio fare un piccolo salto. Nel tempo e nello spazio.

In particolare tornare intorno all’anno Mille, nella zona a est di Mosca, dove si trovano le sorgenti del Volga. Qui si insediarono delle tribù slave provenienti, più o meno, dell’attuale Ucraina. Arrivate qui si trovarono a fronteggiarsi con gli autoctoni. In questi casi, di solito, vince il più forte e smaliziato: gli slavi trionfarono. Dopo le battaglie, come sempre accade, si iniziò a costruire. E fu una gara a chi innalzava chiese, monasteri, palazzi, torri e meraviglie più splendide. Lo abbiamo detto: non si chiama “anello d’oro” a caso.

Ricco certo, ma facile da girare. Per percorrere questo itinerario non occorre mettere in conto periodi troppo lunghi: per un assaggio bastano anche due giorni. Con cinque giornate poi si potrà godersi il viaggio con calma. Magari permettendosi qualche piccola mollezza come una sauna in uno dei tradizionali “banja” di vapore. E prendete spunto dai locali: non dimenticate di sferzarvi coi rami di betulla. Considerate poi che essendo un anello è possibile percorrerlo scegliendo il senso preferito. Il punto di partenza resta comunque sempre Mosca e i mezzi disponibili sono diversi: l’auto, il bus e soprattutto il treno. E’ comodo, economico e permette di godersi il panorama. E lasciando andare lo sguardo sui boschi di betulle e le piccole isbe di legno nascoste nel verde è facile sentirsi per un po’ un personaggio di un romanzo di Tolstoj.

Il viaggio

Prima tappa del viaggio sarà l’antica città di Sergiev Posad. Con un treno espresso dalla stazione moscovita di Yaroslavsky ve la potrete cavare con circa un’ora e mezzo di viaggio e meno di otto euro per il biglietto. Poi tornati coi piedi per terra sarà il momento di farsi prendere dal misticismo. La vita della città infatti ruota intorno al monastero della Trinità di San Sergio. Il santo in questione è Sergio di Radonezh, uno dei patroni dell’intera Russia, e il monastero risale al 1340. Si dice che le sue benedizioni abbiamo favorito la vittoria degli slavi sui tartari. Se sia vero non si sa ma da allora i russi gli sono particolarmente devoti anche se per un periodo i bolscevichi decisero di cambiare il nome alla città ribattezzandola Zagorsk. Caduto il Muro tutto tornò all’antico. Nel monastero ferve la vita dei numerosi monaci con le lunghe barbe, nella cattedrale della Trinità si celebrano messe fluviali e poco lontano tra cupole dorate, giardini e altre cappelle si trova anche la tomba di Boris Godunov. Fu uno zar: ma ora molti lo ricordano più che altro per le opere di Puškin e Musorgskij. Visitate questa parte della città cercando di perdervi: ovunque vedrete qualcosa capace di stupire. E di lasciarvi il dubbio di quante possano essere le icone d’oro che ricoprono le pareti.

Vladimir

Poi sarà la volta di ripartire: la prossima tappa è una capitale. Vladimir fu infatti il centro russo a partire dalla metà del 1100 e lo rimase fino a che le solite scaramucce con i tartari obbligarono a una prudente ritirata. Ora, rispetto ad altre città dell’anello è forse quella che più ha risentito della storia recente, della urbanizzazione e soprattutto dell’avvento delle industrie. E le ciminiere non sono mai graziose. Ma di fronte alla Porta d’Oro, girando le spalle alle ferriere, si comprendono molte cose: la ricchezza del passato e quanto le mura ciclopiche non fossero solo un vezzo di architetti estrosi ma una vera difesa dai nemici con gli occhi a mandorla. Insomma, l’arco di trionfo va bene. Ma se tiene lontane le frecce degli avversari è meglio.
Poi imperdibili le due cattedrali. Sono vicinissime tra loro, entrambe risalgono al 1100 e gareggiano in splendore. In quella dell’Assunzione si svolgono ancora le funzioni religiose mentre in quella di San Demetrio è assai difficile entrare. Ma anche il groviglio di sculture sull’esterno sono un spettacolo che lascia a bocca aperta. Poi, volendosi riposare, si può cercare un albergo. Se volete riscoprire come era un hotel dell’epoca sovietica – ovviamente rimodernato completamente – puntate sull’hotel Vladimir (hotel-vladimir.ru). Le stanze standard sono un po’ bigie ma l’atmosfera della Guerra fredda si avverte ancora. Meglio allora forse il Prince Vladimir (princevladimir.net/). I marmi e i lampadari fanno un po’ metropolitana moscovita. Ma c’è anche la sauna e una piscina per rilassarsi in acqua.

Suzdal

Il giorno seguente sarà la volta di Suzdal. Da Vladimir sono meno di 40 km ma cambia tutto. Gli abitanti sono appena 11.500, le chiese una legione e l’atmosfera nelle strade sospesa in un tempo che non c’è più. Qui, per legge, è stato proibito lo sviluppo edilizio moderno e la cittadina è rimasta come un museo all’aperto. Se vi dicessero che potreste incontrare un personaggio di Cecov non vi stupireste troppo. Il primo luogo da visitare è il Cremlino – anche qui – per poi dedicarsi ai luoghi di culto. Qualcuno dice che siano almeno cento: il conteggio ad onore del vero, è complesso. Voi sceglietene alcune senza dimenticare la cattedrale della Natività e quello della Trasfigurazione. Stremati da tanta spiritualità fare quindi una pausa. E godetevi una birra in uno dei bar della piazza del Commercio. Quindi passate al convento dell’Intercessione. Non illudetevi: era un posto piuttosto sinistro. Qui gli zar spedivano le mogli ripudiate. Chiedendo in giro chiunque vi racconterà leggende e storie di violenze e cattiveria. Voi però non lasciatevi impressionare e scegliete la prossima meta. Se amate l’arte cercate di raggiungere il paese di Palekh: è piccolissimo e in apparenza in mezzo al nulla. Ma viene considerato un centro importante per la pittura e la capitale delle scatole laccate e delle spille dipinte.

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Kostroma

Se il vostro cuore però non palpita per le miniature colorate puntate invece direttamente su Kostroma. Si può raggiungere in bus dalle città vicine o in treno da Mosca. Il viaggio dura circa quattro ore – per 300 km – e costa meno di 15 euro: e vi troverete a passeggiare specchiandovi nella corrente del Volga.
Il centro storico è molto suggestivo ma è del 1700, di molto posteriore alla fondazione della città. Quello originale infatti andò in fumo nell’ennesimo incendio. Ben conservato invece è il monastero di Sant'Ipazio: anche qui le leggende si sprecano. E gli affreschi sono una teoria infinita. Ovviamente il tema è prevalentemente sacro ma queste mura videro contese molto più terrene. I Godunov e i Romanov si fecero la guerra ferocemente per conquistare il titolo di Zar di tutte le Russie. Come andò a finire si sa: e i Romanov si costruirono un palazzo purpureo proprio qui per ricordare di avercela fatta. Voi non fermatevi e continuate a camminare: merita infatti una passeggiata il centro cittadino voluto da Caterina la Grande e ora Patrimonio dell’Unesco. Sotto i portici una piccola sosta è doverosa in qualcuno dei locali che propongono pesce di fiume. Ma se volete l’esotico ad ogni costo la scelta è obbligata: al Beloye Solntse (Molochnaja Gora, 1) la cucina è rigorosamente uzbeka. Se vi piace lo yogurt e il riso con uvette e carne di montone ne sarete entusiasti.

Da qui poi volendo si possono iniziare delle navigazioni sul Volga: quelle brevi arrivano alle cittadine dei dintorni. Le vere crociere invece portano sino al Mar Nero e volendo, tra canali e affluenti, si arriva persino a San Pietroburgo

Yaroslavl

Voi invece puntate su Yaroslavl. Come dimensioni può essere considerata una grande città ma dal punto di vista storico resta una gemma da scoprire. Anche perché non sono molte le città di seicentomila abitanti che hanno un panorama fatto invece che di grattacieli di cupole dorate, torri e chiese dai tetti piastrellati. Per secoli fu una delle città più importanti della Russia e si vede: oltre al solito Cremlino i visitatori fanno la coda davanti alla chiesa del profeta Elia (ma solo d’estate: in inverno curiosamente è chiusa) e al monastero della Trasfigurazione del Salvatore. Fu uno dei più grandiosi del paese e dalle sue torri si ammira uno splendido panorama. Ovviamente per chi ama le icone c’è da perdere la testa. Per prendere invece una boccata d’aria passeggiate lungo le rive del Volga: dai bastioni sulla corrente potrete immaginare di essere soldati pronti a combattere i tartari.

Rostov Velikij

Nessuna voglia di guerreggiare? E’ giusto, meglio visitare meraviglie. Come quelle di Rostov Velikij, giusto a un’ora e mezzo di bus da Yaroslavl. Qui, e come potrebbe essere altrimenti, la attrattiva è data dal Cremlino. La città è una delle più antiche della zona, ha circa 1200 anni, e la sua fortezza bianca e argento è una meraviglia che svetta da ogni punto della città. Le cupole sono grandiose, l’atmosfera rarefatta. Al suono delle campane della cattedrale ci si scopre piuttosto intimiditi. Se avete un po’ di tempo non perdetevi una passeggiata sulle rive del lago nero o una piccola gita in barca. Visto dall’acqua il Cremlino da il meglio di sé.

Se poi vorrete fermarvi per la notte una possibilità è data dal Moskovsky Trakt (Okruzhnaya ul., 29А). Le stanze sono abbastanza semplici (da 35 euro a notte) ma è vicino al Cremlino e l’albergo ha un suo fascino modesto soprattutto visto dalla terrazza che si affaccia su un laghetto.

Al risveglio sarà il tempo di tornare verso Mosca. La capitale, coi suoi 15 milioni di abitanti, i viali perennemente invasi di auto, i locali più cari al mondo e il suo record di miliardari alla guida di Ferrari vi aspetta. Ma dopo avere visto nella corrente del Volga specchiarsi le cupole dorate delle piccole città dell’Anello d’oro probabilmente vi sembrerà davvero eccessiva. Perché è vero che ogni città ha il suo Cremlino. Ma forse quelli piccoli, avvolti di silenzio, sono quelli che ci piacciono di più.

 Pubblicato da il 20/08/2015 - - ® Riproduzione vietata

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