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I laghi pił belli della Russia

Ammettiamolo: quando si pensa alla Russia non ci si si immagina di sicuro una distesa d’acqua. Si, perché questo paese, grande come un continente, ha certamente molte attrattive e mete da scoprire. Ma sono tutte forgiate tra la terra e la roccia, tra il legno e la pietra. O al limite scolpite nella neve. Almeno se ci fermiamo alla prima immagine che ci fa capolino alla mente. Eppure non dovrebbe essere così visto che i più grandi laghi d’Europa sono proprio in Russia. E quando diciamo grandi intendiamo veramente enormi: che se pensate che il lago Ladoga è largo, più o meno, come l’Adriatico -che per noi separa due mondi- capite facilmente cosa intendiamo.

E allora superato il luogo comune parliamo proprio dei laghi della Russia e dalle loro meraviglie. Che sono parecchie. Innanzitutto i laghi più grandi, quelli che vale la pena di andare a scoprire, sono assai lontani tra di loro, in zone a migliaia di chilometri di distanza: e questo garantisce che l’ambiente e la natura che li circondano sono sempre diverse. Secondo, lo abbiamo detto, l’altra cosa che sconvolge noi che arriviamo dalla “piccola” Italia sono le dimensioni: in quel paese tutto appare sterminato e ci fa sentire quasi come catapultati in un mondo di giganti. Dove noi, abituati alle pozzanghere, ci troviamo a specchiarci con reverenza negli oceani.

Lago Baikal


Partiamo allora per il nostro viaggio tra i laghi della Russia. E il primo capitolo non possiamo che dedicarlo al più grande di tutti. Con una doverosa premessa: non siamo più in Europa. Già, perché la Federazione Russa è quello che si definisce uno stato transcontinentale ovvero un paese che, viste le dimensioni, tiene i due piedi sia in Europa sia in Asia. E il lago Baikal, quello di cui parliamo ora, è oltre gli Urali e quindi in Asia, quasi al confine con la Mongolia, la dove la taiga siberiana si impenna di colpo tra valli e montagne aspre, battute da venti gelati. Insomma, non si tratta di un posticino ameno. Ma, clima a parte, ciò che rende straordinario il Baikal è che condensa in se una sconvolgente massa di record. E’ Patrimonio dell’Unesco –e già sarebbe parecchio – ma in più è il secondo al mondo per estensione ed è principe tra i laghi più profondi del mondo – al centro per toccare il fondo occorre scendere a meno 1600 metri –. In più, per avere una idea di quanto sia immenso, si può dire che da solo supera tutti i grandi laghi che si trovano nell’America del nord, tra Usa e Canada, e nel suo straordinario invaso raccoglie il 20% dell’acqua dolce di tutto il mondo. Insomma, è davvero un gigante. Ma è anche molto bello tanto che in Russia lo hanno inserito nella lista delle loro meraviglie. Le sue acque sono tanto trasparenti che si vede fino ad oltre quaranta metri di profondità e le rive brillano splendide di colori e profumi nella bella stagione. Fateci caso: abbiamo specificato nella bella stagione. D’inverno, siamo nella Russia siberiana, si sente la gelida differenza. E invece dei profumi c’è il ghiaccio. Il risultato è che gela talmente che sulla superficie del lago a meno 15 possono sgommare anche i camion. E il turismo invernale fatto di tour avventurosi, gite in 4x4, trekking con gli sci sta diventando tanto intenso da creare problemi di sovraffollamento ad un ambiente naturale che alla folla degli umani certo non è mai stato abituato.

Fino a qualche anno fa infatti il massimo che si poteva vedere erano i pescatori del posto che segavano in cerchio il ghiaccio e pescavano il pesce intrappolato sotto lo strato candido che, curiosamente, è tutt’altro che piatto. Perché, strano a dirsi per noi, anche le onde congelano. E la superficie pare scolpita da un ciclopico Michelangelo. Ma nonostante queste difficoltà, come detto, è una destinazione turistica molto gettonata, sia d’estate (più comodo) sia d’inverno (occorre un po’ di spirito di adattamento). Durante l’estate vengono organizzate molte crociere e tour sulle rive per vedere i boschi dove si gironzolano tranquille linci, alci, orsi e zibellini mentre nell’acqua ci sono le foche d’acqua dolce. E sulle spiagge ci si può rilassare. La città più importante della zona, per visitare il lago, è Irkutsk, che ha collegamenti aerei ed è una delle fermate sulla linea ferroviaria della Transiberiana. Ad un’ora circa di bus poi si trova la cittadina di Listvyanka, il centro turistico più importante della sponda ovest tra i boschi e proprio sull’acqua. E infatti con la bella stagione ci sono anche traghetti che la collegano a Irkutst. L’altra meta imperdibile per chi voglia scoprire i laghi della Russia è l’isola di Olkhon che si raggiunge con un lento percorso in bus e poi in traghetto. Una volta sull’isola ci si dedica alle passeggiate e alla scoperta delle rive e della natura mentre per dormire ci si rifugia nella cittadina di Khuzir. Se volete una movida sfrenata preparatevi: non la troverete.

Lago Ladoga


Vi spaventa l’idea di andare quasi in Mongolia per visitare un lago? Nessun problema: La Russia è grande. E gli specchi d’acqua sono tanti. Il secondo che vi proponiamo poi è, a sua modo, un altro soggetto da record visto che si tratta del più grande lago d’Europa. Il Ladoga infatti è al di qua degli Urali, vicino al confine con la Finlandia e non troppo lontano dalla città di San Pietroburgo. Viste le dimensioni pare un mare ed essendo nato dal movimento dei ghiacci in lontane ere geologiche ha una forma tondeggiante che lo rende diverso dagli altri grandi specchi d’acque russo-finlandesi quasi sempre irregolari e fitti di baie. Non ha i fiordi: ma le isole non gli mancano visto che sono in tutto 660 quelle che spuntano dalle sue acque decisamente traditrici. No, non è un modo per consigliarvi di non fare il bagno. La costa meridionale è invece ricca di spiagge e voi potrete tranquillamente tuffarvi: il pericolo semmai era per le imbarcazioni che, in passato, spesso naufragavano incappando in secche e scogli. Ma era il tempo di navi da trasporto decisamente poco affidabili: ora durante l’estate sul Ladoga le crociere sono frequenti e molto apprezzate perché permettono di ammirare le sponde, in particolare quelle sul lato nord, che spesso precipitano dall’alto con falesie suggestive. In barca si possono anche raggiungere le isole Valaam, piacevolmente selvagge, e le altre isole nella parte settentrionale del lago. Andando al largo poi la sensazione di essere in mezzo al mare è quasi perfetta. E la pace assoluta.

Ovviamente poi torna il tempo di sbarcare ed esplorare le rive passando in rassegna le spiagge e le baie sapendo che per gli appassionati di osservazione della natura è la costa nord quella da non perdere. Qui infatti la fauna è abbondante ed è facile vedere alci, orsi bruni, linci e grandi colonie di uccelli. Oltre ad un tipo particolar di foca che si trova solo qui. Ma non solo boschi e animali. Il lago in passato è stato al centro di lotte e battaglie. Qui si sono combattuti i russi di Novgorod e gli svedesi, i finlandesi e i vichinghi e di quelle guerre restano tracce nella fortezza di Oreseck, costruita intorno al 1200 su un'isola nei pressi dell'antica città di Shlisselburg, che custodisce la foce della Neva. La guerra è per fortuna finita ma l’Unesco l’ha inserita tra i suoi Patrimoni. Qui intorno poi ci sono altri luoghi da scoprire come le isole dove si trovano le tracce del passaggio dei monaci inviati a convertire le genti di questa terra di boschi e acque, come i monasteri dell’isola di Novevets, del XIV secolo, o il monastero della Trasfigurazione sull'isola di Valaam. Tra silenzio e antiche pietre percepire il senso di sacro è quasi garantito. Poi, prima di ripartire non mancate una sosta nei borghi di pescatori come Sortavala e Siastroï. Il tempo sembra viaggiare con un ritmo del tutto particolare.
Per raggiungere questa parte del lago avete diverse opzioni: un servizio di aliscafo che parte da San Pietroburgo vi può portare direttamente a Shlisselburg solcando l’acqua della Neva. In alternativa si può viaggiare con i bus di linea (ma occorre cambiare: prima la metro e poi il bus) anche se in città ci sono diverse agenzie che organizzano il tour. E con una cifra limitata vi portano tranquillamente sulle rive del lago senza troppa fatica.

Lago Onega


Ancora voglia di laghi? Nessun problema: questa parte della Russia, ovvero la regione della Carelia, è quella che fa per voi visto che in totale vanta 26mila specchi d’acqua. Da quelli poco più grandi di una vasca da bagno a quelli come l’Onega, la nostra prossima destinazione. Se il Ladoga era il più grande d’Europa, l’Onega è il secondo. La sfida, insomma, è aperta. La differenza però sta nella forma: questo è lungo e stretto (parliamo di circa 200 km di estensione) e parecchio più profondo. I marinai dicono anche più stizzoso visto che il vento da queste parti fischia sgarbato e l’acqua impiega poco ad imbizzarrirsi con foga da oceano. I tropici però sono lontani e l’inverno, quando la neve copre ogni cosa, rende il tutto una distesa bianca, lo si capisce facilmente. D’estate invece il panorama è molto più mosso: le rive sono coperte da foreste di pini, torrenti e cascate sbucano di colpo dal verde e la superficie del lago è interrotta da frequenti isole e lingue di terra che si allungano anche per chilometri nell’acqua. Qui, lungo le rive gli appassionati potranno dedicarsi a lunghe sedute di pesca con la ragionevole possibilità di vedere abboccare spesso: i fondali ospitano infatti grandi branchi di storioni, salmoni e pesci di acqua dolce che poi finiscono comunque per rendere più ricchi i menu dei ristoranti della capitale Petrozavodsk e delle altre città.
L'attrazione principale del lago Onega – pesci a parte - è l'isola di Kizhi, una zolla di poco meno di sei chilometri per uno di larghezza, che si trova a nord del lago e che è un vero e proprio museo all’aperto. Infatti qui tutte le crociere fluviali della Russia, che seguendo il comodo corso dei fiumi sono una consuetudine sino dall’inizio del 1800, fermano qui per dare a tutti la possibilità di ammirare gli 89 edifici che si trovano al suo centro. Nel cuore del villaggio spiccano le ventidue cupole della chiesa della Trasfigurazione e quella dell'Intercessione della Vergine con il suo campanile. Tutti questi tesori sono stati inseriti dall’Unesco nella sua lista di Patrimoni mentre questo lago sta diventando una meta non solo per appassionati di storia e natura ma anche tra chi ama navigare. E infatti ogni anno qui si svolgono regate a vela e un festival di barche d’epoca.

Lago Ilmen


Andiamo avanti: il viaggio tra i laghi della Russia prosegue. Forse in tanti non lo hanno mai sentito nominare ma il lago Ilmen non è certo una pozza. Per gli standard di questa parte di mondo non è enorme – è due volte e mezzo il lago di Garda- ma ha un ruolo importante da sempre nei commerci e nella vita delle genti della città di Veliky Novgorod. Per capirci: San Pietroburgo è abbastanza vicina, Mosca è ad oltre 550 chilometri e il sole è decisamente pallido visto che la temperatura media annua supera appena i 4 gradi. Anche se a luglio si arriva a oltre 20. Eppure questo lago da sempre è una via commerciale che metteva in contatto il Mediterraneo e il grande Nord. In passato, è facile immaginarlo, qui hanno fatto affari gli antichi greci con la tunica e i vichinghi con le corna sull’elmo. Ora, ovviamente, tutto è cambiato e la gente viene sulle sue rive per pescare lucci, tinche e cavedani anche perché la natura qui è ancora lussureggiante. Una fortuna questa che l’uomo non ha ancora distrutto nonostante ci abbia messo le mani con evidenza: l’acqua al bacino la portano ben cinquantadue fiumi mentre il deflusso è solo affidato ad un unico sbocco. In quel punto nel 1220 hanno costruito una cappella votiva. Più di recente è arrivata invece una centrale idroelettrica. La differenza non va neppure sottolineata. Meglio allora dire che la temperatura dell’acqua, per noi, è piuttosto ostile ma in compenso la navigazione offre diverse possibilità di guardarsi intorno e godere del panorama che al centro della sua distesa d’acqua fa pensare che le rive siano invisibili. Non è così e soprattutto l’acqua è bassa al punto che il ricambio è continuo: si dice che in un anno l’acqua viene completamente cambiata per ben sei volte. Ovviamente questo è apprezzato dai pesci e da chi li mangia anche se pure qui l’inverno è una stagione per appassionati dell’estremo. Il ghiaccio sigilla tutto. E il blu dell’acqua vira nel bianco del ghiaccio. Per arrivare sino a qui si possono sfruttare diversi mezzi di trasporto: Novgorod è collegata con voli dalle più importanti città russe ma anche da alcune città europee. L’alternativa è il treno: da Mosca con i nuovi treni veloci si impiegano circa quattro ore anche se il metodo più romantico e affascinante è la via acqua. La città infatti è una delle tappe dei servizi di motonavi che viaggiano da Mosca a San Pietroburgo e il Caspio. Sono navi grandi, con molti piani che sostano nelle principali città e che d’estate sono un mezzo divertente per vedere la Russia passare al nostro fianco. E viene spontaneo sentirsi nelle pagine dei grandi romanzi degli autori di questa terra.

Lago Bianco


Concludiamo quindi con un luogo che nel passato era famoso per il cattivo carattere delle sue acque: il lago Bianco. Anche questo, che in lingua locale si chiama Beloe Ozero viene alimentato da molti affluenti anche se poi, forse per tirchieria, lascia le sue acque defluire solo da una strada, il fiume Sceksna. Questa è una zona popolata sin dall’antichità e il lago fu in passato una comoda strada per i mercanti. Non a caso sulle sue rive sorge Belozersk che è una delle cinque città russe più antiche visto che viene citata per la prima volta a metà dell’800 (Sia chiaro: non 1800. No, 800). Tutto questo nonostante il clima fosse decisamente scorbutico e la mancanza di isole costringesse i marinai a ingegnarsi: se cambiava il vento di colpo un naufragio era tutt’altro che improbabile. Nonostante questo il lago fu ben presto inserito nella rete dei canali che collegavano il nord con in centro della Russia e qui si trova uno dei luoghi di devozione più importanti del paese. Non foss’altro perché resiste dal 1397.
Stiamo parlando del monastero di San Cirillo sul Lago Bianco che per secoli fu uno dei monasteri più importanti della Russia. Il valore glielo diede la fede ma anche la forza militare: perché le sue imponenti mura proteggevano l’ortodossia ma anche il territorio della del nord del paese. Si dice che dovesse essere un baluardo inattaccabile da parte dei nemici. Gli svedesi che premevano non vennero però mai e quindi la sua fama crebbe anche senza merito anche grazie alla vicinanza delle altre città dell’Anello d’Oro. Qui le acque del lago ormai fanno parte di quella via degli Zar che si percorre, appunto, senza pestare asfalto o terra ma solo solcando gorghi e passando chiuse. E alla fine viene normale chiedersi cosa abbiamo pensato per troppo tempo. La Russia non è solo taiga o steppa o infilate fino all’orizzonte di spighe di grano spettinate dal vento. La Russia è anche una terra con un cuore d’acqua. Basta solo scoprirlo. E poi farsi portare via, lentamente, dalla corrente.
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 Pubblicato da il 10/05/2018 - - ® Riproduzione vietata