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Reichenau (Costanza): visita all'Isola monastica Patrimonio dell'Umanità

Reichenau, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nell'anno 724 il vescovo itinerante "Pirmin" fondò un monastero sull'isola di Reichenau, isola allora disabitata del Lago di Costanza. "Pirmin" agì con il benestare della casa reale francone e per edificare il monastero si impadronì dell'intera isola. Nell'alto Medioevo il monastero attraversò un periodo fiorente in campo politico, scientifico e artistico: l’abate Waldo e il vescovo abate Heito intrapresero delle missioni politiche per Carlo Magno mentre "Walahfrid Strabo" (+ 849), abate e scrittore, fu a lungo educatore di Carlo il Calvo presso la corte imperiale di Aquisgrana. Dalla penna di Walahfrid trassero origine capolavori della letteratura medievale, come la "Visio Wettini", ma anche il celebre "Hortulus", un trattato sull'orticoltura. Nell'896 l'abate Hatto accompagnò l'imperatore Arnolfo a Roma, all'incoronazione, dove ricevette la reliquia di S. Giorgio che portò sull'isola di Reichenau.

In campo scientifico emerge la personalità di "Hermann der Lahme" (Ermanno lo Storpio +1054). L'erudito monaco dalla cultura universale era storiografo, matematico, astronomo, musicista e aveva sviluppato uno dei primi sistemi di note della storia della musica. Nel X e XI secolo l'isola di Reichenau era un centro artistico: gli affreschi murali nella Chiesa di S. Giorgio sono una straordinaria testimonianza preservata in loco, le rinomate miniature di Reichenau all'interno di sontuosi manoscritti, invece, sono custodite nelle biblioteche di tutto il mondo.

Nel basso Medioevo l'epoca d'oro dell'isola monastica volgeva al termine. Nel XVI secolo il monastero fu annesso al vescovato di Costanza; nel 1757, a seguito di un contenzioso con il vescovo, furono cacciati gli ultimi membri dell'ordine. Fino allo scioglimento definitivo avvenuto nel 1803, nel Monastero di Reichenau rimase operativa soltanto una missione: pallida ombra di uno splendido passato.

Delle oltre 20 chiese e cappelle che insistevano sull'esigua superficie dell'isola di Reichenau ne sono rimaste tre: la chiesa conventuale dedicata alla Vergine Maria e a S. Marco nel Reichenau-Mittelzell, la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo nel Reichenau- Niederzell e la Chiesa di S. Giorgio nel Reichenau-Oberzell. Le parti più antiche della Cattedrale di S. Maria e S. Marco, il transetto orientale e l'altare, risalgono alla chiesa carolingia inaugurata nell'anno 816. Il transetto occidentale (la cosiddetta "Markuskirche", sede dell'altare di S. Marco) è stato inaugurato nel 1048. La navata risale al XII secolo; la capriata, oggi riportata alla luce, risale al 1236-37. Il coro gotico realizzato nel XV secolo completa il monastero, la griglia barocca del coro è del 1742.

La Chiesa dei SS. Pietro e Paolo fu fondata dal vescovo Egino di Verona, che era in contatto con i fondatori e sostenitori del Monastero di Reichenau. La sua chiesa, inaugurata nel 799, fu demolita e interamente ricostruita nel XII sec. Questa basilica a colonne trinavata si è preservata fino ai nostri giorni. Nel 1900 furono rinvenuti nell'abside degli affreschi murali medievali. Dal momento della loro scoperta si contendono l'attenzione degli spettatori e il predominio spaziale all'interno della chiesa con la nuova ristrutturazione in stile Rococò del 1756-57. La Chiesa di S. Giorgio, edificata a partire dalla fine del IX secolo, doveva accogliere e preservare la reliquia di S. Giorgio e si conserva nello stato del primo Medioevo. Questa chiesa si distingue per i monumentali affreschi murali del "Wunder Christi" (dipinto raffigurante i miracoli di Cristo). I dipinti custoditi nella Chiesa di S. Giorgio e le fasce ornamentali costituiscono le uniche opere pittoriche di una chiesa a nord delle Alpi giunte fino ai nostri giorni da un'epoca precedente l'anno 1000.

La storia secolare di "Isola monastica" ha fatto di Reichenau un paesaggio insediativo e culturale che differenzia ancora oggi l'isola dalla terraferma limitrofa. Poiché tutta l'isola era terreno di proprietà del monastero, i contadini del monastero si insediarono in ordine sparso, ciascuno nei propri campi. Un insediamento a maggiore densità abitativa si osserva soltanto intorno a quello che in precedenza era un luogo di adunata, il cosiddetto "Ergat", a Mittelzell. Qui la "Amannhaus" (municipio, oggi Museo Reichenau) fungeva anche da centro amministrativo temporale.

Anche lo speciale significato delle colture agrarie intensive è ormai attestato: ai tempi del monastero nell'isola si coltivavano principalmente vitigni; legno, cereali e mangime provenivano in gran parte dalla terraferma. Ancora oggi suscita interesse il fatto che le vecchie abitazioni rurali di Reichenau non hanno granai ma speciali lucernari nei quali venivano depositate le scorte. Il prodotto delle colture intensive, nel frattempo, non è più il vino bensì gli ortaggi, le numerose serre rappresentano soltanto una rivisitazione della vecchia tecnica di coltivazione.

In molti siti sono ben visibili le tracce del passato monastico. Ad esempio gli appezzamenti racchiusi tra le chiese, da sempre utilizzati a fini agricoli, la posizione del porto a nord del monastero e le strade principali che fino ai nostri giorni seguono le tracce dei monaci. Solo il terrapieno che collega l'isola alla terraferma è recente: è stato rinterrato soltanto nel 1838-39. Altri edifici rievocano la storia del monastero: alla fine di questo terrapieno si erge la rovina detta "Schopflen", un'antica fortezza del monastero risalente al XIII secolo, poi le "Corti dei signori" lungo la "Burgstraße", nelle quali vivevano i signori del monastero del XIII-XV sec., il muro del monastero, in buona parte ancora intatto, risalente al XV sec., "Schloss Windeck", inizialmente destinato ad accogliere gli ospiti del monastero, "Schloss Königsegg", che risale ad una sede ministeriale medievale del monastero, edificio della Cancelleria e la Biblioteca del vescovo principe di Costanza Jakob Fugger, sulla "Burgstraße".

Ampie porzioni dell'isola sono considerate aree di tutela paesaggistica e naturalistica. Le zone umide in prossimità della riva danno vita a paesaggi simili a quelli scoperti sull'isola anche da Pirmino, fondatore del convento, oltre 1000 anni fa. Queste aree protette, tuttavia, assicurano oggi soprattutto la sopravvivenza di fauna e flora tipiche della regione del Lago di Costanza. Il canneto (fragmiteto), questo bosco costituito da milioni di culmi di canne lacustri, caratterizza la sponda dell'isola di Reichenau ed è al contempo habitat vitale della cannaiola, del cannareccione e del raro tarabusino. Soprattutto gli specchi d'acqua a sinistra e a destra del ponte artificiale sono un paradiso e, in inverno, luogo di sosta privilegiato per gli uccelli acquatici. Le piante appartenenti alla famiglia "Deschampsietum rhenanae" sono vere e proprie specialiste: rivestono il sottile e ghiaioso margine della riva, che in estate viene sommerso per effetto dell'aumento del livello dell'acqua e in inverno si prosciuga. Il nontiscordardime del Lago di Costanza è uno dei più rinomati rappresentanti di questa famiglia di piante.

Fino ad oggi a Reichenau si rileva uno straordinario attaccamento alle tradizioni monastiche. La venerazione delle reliquie, così, è durata ben oltre l'epoca monastica, e durante le tre feste principali dell'isola, nel corso delle quali vengono portati in processione per tutta l'isola i santi venerati, ancora oggi molti residenti e visitatori affollano le strade. La reliquia di S. Marco, dal IX sec. nell'isola di Reichenau, rappresenta il momento culminante delle celebrazioni per S. Marco, il 25 aprile. Il lunedì successivo alla Santissima Trinità la reliquia contenente il Sacro Sangue, dal 923-925 di proprietà del convento, viene portata nella processione del Sacro Sangue. Il 15 agosto sull'isola si festeggia l'Ascensione di Maria, festività della santa patrona della cattedrale.

Con la venerazione della reliquia di S. Marco hanno avuto inizio nel IX secolo i pellegrinaggi, una forma rudimentale di "turismo". Eppure anche l'inizio del moderno turismo ha a che fare con la medievale isola di Reichenau: l'interesse delle folle di visitatori alla fine del XIX sec. era rivolto anche agli affreschi murali appena rinvenuti nella Chiesa di S. Giorgio. A cavallo tra il XIX e il XX secolo nell'isola di Reichenau si formò una piccola colonia di artisti. I pittori studiavano all'aperto il paesaggio del Lago di Costanza e fissavano in immagini la vita contadina. Alcuni trascorrevano qui soltanto l'estate, altri finirono per sentirsi a casa sull'isola. Con le loro opere proseguirono la grande tradizione artistica della scuola pittorica di Reichenau.

Nel Museum Reichenau (Museo di Reichenau), all'interno di tre moduli diversi, i visitatori dell'isola possono raccogliere informazioni sullo straordinario significato storico-culturale dell'isola di Reichenau. Insieme alle tre chiese romaniche, i quattro edifici del museo che si trovano nelle immediate vicinanze delle chiese, danno vita ad una "rete informativa" riguardante l’“Isola monastica di Reichenau”, dichiarata Patrimonio dell'Umanità. Le impressioni sull'isola di Reichenau ricavate nelle varie stazioni museali del tour di scoperta contribuiscono, in aggiunta alla visita degli edifici storici, a comprendere lo “spirito di Reichenau”:

Una vera e propria immersione nel Medioevo è possibile nel più grande dei nuovi edifici museali, nel museo preesistente presso l’“Altes Rathaus” (Municipio vecchio). Tra i temi espositivi presentati rientrano anche la storia dell'edificazione della Cattedrale di S. Maria e S. Marco e del convento, le poesie del monaco Walahfrid Strabo, la cosiddetta Mappa del Monastero di S. Gallo realizzata a Reichenau, l'opera del monaco "Hermann der Lahme" (Ermanno lo Storpio), attivo in campo scientifico, e la venerazione della reliquia. Un punto di forza è rappresentato dalla raffigurazione delle miniature di Reichenau. Nei piccoli edifici museali presso le chiese di S. Giorgio e dei SS. Pietro e Paolo viene illustrata la storia della costruzione della relativa chiesa. Tra i temi figurano anche i celebri affreschi a parete della Chiesa di S. Giorgio o le fraternità di preghiera. Nello storico "Altes Rathaus", una delle più antiche case a traliccio della Germania del Sud (XII-XV sec.), viene raffigurata la storia civile di Reichenau. Foto wikipedia, cortesia: A.Praefcke, P. Berger, Ramessos

Fonte: Ente Nazionale Germanico per il Turismo
Per maggiori informazioni: Tel. 02-2611.1730
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 Pubblicato da - 11 Maggio 2009 - © Riproduzione vietata

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