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Lindisfarne (Holy Island), l'isola tidale inglese e la famosa abbazia

Lindisfarne, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

C’è uno spettacolo naturale affascinantissimo di cui pochi conoscono il nome: non tutti, infatti, sanno cos’è un’isola tidale. Si tratta di un isolotto, di dimensioni più o meno ampie, collegato alla terra ferma da un’esile lingua di sabbia, periodicamente inghiottita dall’alta marea: ecco allora che, a seconda del momento della giornata, il paesaggio è dominato dall’acqua o da un’infinita distesa sabbiosa, e nelle 24 ore si susseguono panorami sublimi sempre diversi. È quanto succede a Lindisfarne, conosciuta anche come “Isola Santa”, situata al largo dell’Inghilterra nord-orientale. Un’unica strada sopraelevata, lunga e suggestiva, trattiene questa pepita magica ancorata al litorale del Northumberland, ma due volte al giorno i flutti hanno la meglio e rendono Lindisfarne ancora più bella. A godere di tanta bellezza ci sono meno di 200 “spettatori” fissi, i residenti, ma ogni anno sono numerosissimi i turisti che la scelgono come meta di pellegrinaggio o di vacanza.

Pellegrinaggio, sì: perché l’Isola Santa non è così soprannominata per caso, ma da sempre è permeata da una forte tradizione religiosa, e comprende edifici di culto importanti. Merito dell’antica abbazia fondata nel 635 da Sant’Aidan, in cui si diede il via a una vivida opera di predicazione e nacque presto una grande comunità celtica cristiana. Diventata la culla dell’evangelizzazione inglese, l’abbazia di Lindisfarne fu dichiarata sede vescovile, ma un attacco vichingo del 793 mise in fuga gli isolani e il vescovado venne spostato a Durham. Il priorato fu restaurato sotto la protezione dei benedettini, e sopravvisse sino alla soppressione da parte di Enrico VIII nel 1536.

Ad ogni modo il passato di Lindisfarne è sempre stato caratterizzato da un ingrediente: la pesca. Terra di pescatori instancabili - tuttora intrisa di quella magia inconfondibile, fatta di reti scure, profumo di sale e squame lucenti nel sole – diventò una meta turistica nel corso del Novecento, quando i visitatori scoprirono il suo paesaggio fiabesco, i deliziosi sandwich al granchio e la sua quiete unica. Per non parlare di chi la sceglie per un ritiro spirituale: la Via dei Pellegrini è percorribile soltanto con la bassa marea, quando la sabbia si mostra asciutta, sotto il cielo mutevole d’Inghilterra. Sede della Lindisfarne National Nature Reserve, regno dei canti celestiali dei Lindisfarne Gospel, l’Isola Santa è una destinazione che incanta.

L’edificio più rappresentativo è forse il Castello, impettito sulla cima del colle vulcanico detto Beblowe Craig. Riconoscibile a molti chilometri di distanza, il maniero venne costruito nel 1550, dopo la soppressione dei monasteri attuata da Enrico VIII, con le pietre ricavate dal vecchio Priorato. All’inizio del Novecento Edward Hudson acquistò l’edificio dalla Corona, e poco dopo il famoso architetto Edwin Lutyens ideò le ristrutturazioni visibili oggi, riadattando il vecchio castello a dimora in stile edoardiano. Tutt’intorno si sviluppa un ampio giardino recintato.

Ma non si può trascurare il famoso convento benedettino che determinò lo sviluppo iniziale della comunità sull’isola, il Priorato di Lindisfarne, costruito a partire dall’XI secolo nel corso di molti anni e considerato da molti studiosi “la bozza” in miniatura della grande cattedrale di Durham.

Infine vale la pena di assaporare da vicino il tratto più marittimo dell’isola, che meglio racconta la storia dei suoi pescatori, rappresentato dal porto. In tutto il mondo è famosa l’immagine del lungomare costeggiato da enormi barche da pesca rovesciate, oggi adibite a pittoreschi capanni: buona parte di queste imbarcazioni veniva usata per la pesca delle aringhe e si dice che il primo piatto di aringhe affumicate sia stato preparato proprio nel porto. Ancora oggi, in effetti, questa suggestiva porzione d’isola è brulicante di visitatori alla ricerca di una buona ricetta di pesce, ma anche, più semplicemente, di un tramonto squisitamente malinconico da gustare a passeggio.

I panorami sono impreziositi da un clima tutto sommato gradevole: nonostante il tempo della Gran Bretagna, è risaputo, sia facilmente capriccioso o cupo, questa è una delle zone più asciutte del paese. Le precipitazioni in inverno si aggirano comunque su una media di 18 giorni di pioggia mensili, ma la luce che accarezza il paesaggio è sempre sublime e le temperature sono abbastanza miti: le medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 5°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra gli 11°C e i 18°C.

Raggiungere questa fetta di paradiso, apparentemente lontana dal resto del mondo, non è così complicato. Chi opta per un viaggio in auto può servirsi dell’autostrada A1 per arrivare a Beal, che dista circa 8 km dalla meta, mentre la stazione ferroviaria più vicina all’isola è quella di Berwick-upon-Tweed, sulla linea che congiunge Londra a Edimburgo. Gli aeroporti internazionali più vicini sono quelli di Edimburgo e Newcastle, entrambi a 90 km circa da Lindisfarne.
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 Pubblicato da - 29 Giugno 2011 - Riproduzione vietata

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