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I villaggi di pescatori intorno a Moskenes, nelle magiche Lofoten

Moskenes è una tappa obbligata per chi visita le isole Lofoten. I collegamenti via mare da Bodo approdano proprio qui, lungo la costa meridionale dell'isola di Moskenesoya, che le alte montagne proteggono dai venti freddi del nord. Inoltre Moskenes possiede uno dei migliori uffici turistici delle Lofoten, ed è il punto di partenza per i traghetti verso le isole di Væroy e Rost: ecco perché molti turisti, prima di avventurarsi alla scoperta dell'arcipelago, decidono di rilassarsi per qualche ora in questo pittoresco villaggio.

Il piccolo borgo di Sørvågen è compreso entro i confini di Moskenes. La sua fama è legata a un paio di curiosità: in Europa fu tra le prime località a possedere un sistema telegrafico senza fili, e oggi è sede di una sezione del Museo delle Telecomunicazioni norvegese, il Norsk Telemuseum. Per il resto Sørvågen è un borgo silenzioso, dove si riescono ad ascoltare il mare e il vento e tutto è a misura di bambola. Ad affascinare davvero è la natura circostante.

Particolaremnte bella è la costa che si spinge verso sud-ovest, con la strada che termina presso il villaggio di A, la cittadina con il nome più corto del mondo. Oltre il parcheggio di A partono i sentieri che offrono splendide viste sulle scogliere a picco sul mare.
A, scritto in norvegese Å, è uno dei villaggi più delicati e struggenti delle Lofoten, con casette di pescatori e palafitte curate. In primavera l'odore degli stoccafissi, appessi in enormi quantità ai tralicci di legno, si diffonde nell'aria e regala sensazioni antiche. Qui si trovano l'interessante Norsk Fiskevaersmuseum (il Museo dei villaggi di pescatori) e il Torrfiskmuseum dedicato alla preparazione dello stoccafisso, il merluzzo essiccato all'aria aperta.

Altri villaggi di pescatori si trovano a nord-est di Moskenes. Dal villaggio di Reine si gode di un'ottima vista sul grande Reinefjord, un fiordo circondato da alte montagne, percorribile grazie ad alcuni ponti che si percorrono a senso alternato. E' il punto ideale per scattare fotografie da favola: non serve essere professionisti, perché spesso la luce magica della Norvegia basta a creare effetti speciali inaspettati. Superato il grande fiordo si raggiunge il villaggio di Hamnoy, suggestivo con i suoi rorbu (le tipiche case dei pescatori), qualche negozietto e ristoranti di pesce di buon livello.

Da Moskenes in estate vale la pena di ammirare il Moskenstraumen, un gioco di correnti che crea un gorgo gigantesco al largo della punta sud-occidentale dell'isola di Moskenesoya. Conosciuto sin dall'antichità, è stato immortalato persino dallo scrittore noir Edgar Allan Poe. L'escursione dura circa quattro ore.

Info utili: come arrivare a Moskenes e quando andare alle Lofoten

Per arrivare a Moskenes si impiegano circa 4 ore di traghetto da Bodo. La navigazione è piacevole: la prima parte regala splendide viste sulla costa frastagliata della terraferma, tra picchi montuosi e isolotti sorvolati dagli uccelli. Solo nell'ultima metà del viaggio inizia a comparire il seghettato profilo delle Lofoten, che assume a poco a poco contorni più nitidi e rivela l'imponenza delle sue montagne.
Nell'ultima mezz'ora di navigazione il mare rallenta il suo moto ondoso, e sulla costa si avvistano i piccoli villaggi attorno a Moskenes. I celebri rorbour, le palafitte dai caratteristici tetti in pietra grigia, pareti dipinte di rosso e finestre bianche, potranno essere la vostra abitazione per le vacanze.

L'auto è il mezzo più comodo per visitare le Lofoten: potete portarla con voi sul traghetto, a meno che non abbiate in programma un trekking di più giorni tra le belle montagne dell'arcipelago.

Il clima delle Lofoten è più gradevole tra maggio e fine agosto. Ovviamente è anche il periodo più affollato, specialmente quando c'è il sole di mezzanotte, ovvero dalla fine maggio a metà luglio circa. In questi mesi le giornate di sole si alternano a periodi uggiosi, ma in genere il clima peggiore è riservato al versante nord delle isole, battuto da forti venti. In estate le massime si aggirano sui 15°C, mentre le medie invernali tra gennaio e febbraio rimangono di circa 1-2 gradi sotto lo zero. In inverno si assiste al fenomeno contrario al sole di mezzanotte, ovvero alla mancanza totale del sole, che non sorge mai dopo la prima decade di dicembre fino alla prima settimana di gennaio. E' la cosiddetta notte polare: non si tratta proprio di 24 ore di buio, ma durante le ore diurne il cielo acquista una luminosità crepuscolare surreale, rendendo il paesaggio commovente. E con il buio, quando il cielo è sereno, le magiche aurore boreali qui sono visibili mediamente per 100 notti all'anno.
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 Pubblicato da - 18 Settembre 2013 - ę Riproduzione vietata

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