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Jerez de la Frontera e le cittą del triangolo del vino

Jerez de la Frontera, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A dispetto della fama inferiore a quella di tante altre località della regione, Jerez de la Frontera è un autentico manifesto dell’Andalusia. In pochi sanno che qui, e non a Siviglia, si trovano la culla del flamenco, le migliori bodegas di sherry e la principale scuola equestre del paese, oltre a numerose testimonianze artistiche e architettoniche del suo grande passato. Purtroppo, o per fortuna, Jerez non sbandiera le proprie bellezze ai quattro venti, risultando al di fuori delle rotte turistiche più inflazionate malgrado il favorevole posizionamento lungo la strada che collega Cadice a Siviglia.

Jerez, come del resto altre località di quest’area dell’Andalusia, è seguita dalla locuzione “de la Frontera”. Quest’ultima fa riferimento alla Frontiera Granadina, ovvero l’antico lembo di territorio di confine della Corona di Castiglia che, a partire dal XIII secolo, guidò la riconquista della regione nei confronti degli arabi. Il ruolo della frontiera fu particolarmente importante nel corso della storia delle città che vi si ritrovarono all’interno, contribuendo alla nascita di una cultura in cui componenti cristiane e musulmano si mescolavano più o meno armoniosamente. Ben prima delle campagne militari medievali, l’odierna Jerez de la Frontera vide la luce con il nome di Xera, come erano soliti indicarla i fenici. Proprio i fenici furono solo i primi grandi navigatori a soggiornare nella città, la cui importanza crebbe considerevolmente in seguito alla scoperta dell’America ed alla successiva fioritura dei traffici mercantili tra la provincia e il Nuovo Mondo.

All’alba del terzo millennio Jerez de la Frontera si presenta come una città dinamica, vitale, soggetta ad una fase di profondo mutamento. A livello turistico il centro è ampiamente sottovalutato, disponendo di attrattive interessanti e di un ricco calendario di eventi che, tuttavia, non sono ancora riusciti a fare breccia nei cuori della maggior parte dei tanti visitatori che ogni anno trascorrono le proprie vacanze in Andalusia. Per conoscere Jerez sono sufficienti un paio di giorni, ma una volta scoperto il fascino della città sarà difficile separarsene tanto presto.

Il monumento simbolo del centro storico è l’Alcázar, l’imponente e al tempo stesso raffinata fortezza risalente al periodo a cavallo tra XI e XII secolo. Il forte è una delle più belle testimonianze dell’epoca almohade (1140-1212) tutt’ora visibili in Andalusia, oltre che una tra le meglio conservate. Dopo l'ingresso si accede al Patio de Armas, alla sinistra del quale si scorge la splendida mezquita, l’antica moschea trasformata in cappella da Alfonso X nel 1264. Oltre il cortile si estendono i giardini che, in linea con la tradizione musulmana, sono caratterizzati da aiuole dai disegni geometrici, fontane e spettacolari giochi d’acqua. Un altro elemento classico dell’architettura araba è la torre ottagonale che svetta sul complesso, mentre all’interno sono da non perdere i Baños Arabes, i bagni arabi coperti da un sontuoso soffitto a cupola le cui aperture creano suggestivi effetti di luce. Infine è da vedere il Palacio Villavicencio, l’edificio settecentesco costruito sulle rovine del precedente palazzo islamico da cui si ammirare scorci mozzafiato sul centro di Jerez.

Uscendo dall’Alcázar e proseguendo a piedi per qualche decina di metri in direzione nord-ovest si giunge alla base della facciata della Catedral de San Salvador, la magnifica cattedrale realizzata mescolando stili architettonici disparati, dal gotico al neoclassico, passando per il barocco. All’interno della basilica, nel 2012, è stato inaugurato un piccolo museo contenente alcuni dipinti, paramenti religiosi e argenterie, mentre prima di terminare la visita è d’obbligo ammirare il patio degli aranci, ultima incantevole testimonianza della moschea distrutta per far posto alla chiesa.

Da qui si può fare ritorno verso le strade più vitali del centro, quelle situate tra Plaza de la Asunción, Plaza del Arenal e Plaza Estévez. Quest’area pullula di bar, ristoranti e negozi di artigianato, senza dimenticare altre attrattive quali l’Antiguo Cabildo, ovvero il vecchio municipio cinquecentesco, la Iglesia de San Dionisio, costruita secondo i dettami stilistici mudéjar qualche decennio prima del cabildo, e gli Hammam Andalusi, dove rilassarsi al termine di un’intensa giornata di visite. Ancora più a nord, invece, si trova il Centro Andaluz de Flamenco, un piccolo centro culturale dedicato al ballo più famoso di Spagna accessibile gratuitamente all’interno di un bel palazzo storico.

Intorno al centro di Jerez, che non a caso significa “sherry”, sono sparse una ventina di bodegas del rinomato vino bianco liquoroso. Tra queste figurano alcuni dei nomi più importanti del settore, quali González Byass (proprietaria del marchio Tio Pepe), Williams & Humbert, Pedro Domecq, Sandeman, Harveys e Garvey, che aprono i propri stabilimenti ai visitatori consentendogli, nella maggior parte dei casi, di degustare il frutto della loro fatica. Tenete presente che spesso è richiesta la prenotazione e che di solito le visite guidate si svolgono esclusivamente in spagnolo.

Conclusa la visita alla bodega Sandeman, situata qualche centinaio di metri a nord del cuore del centro in Calle Pizarro, se il vino non vi ha dato alla testa potreste proseguire fino alla vicina Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre, la prestigiosa scuola equestre dove i migliori cavalli e cavalieri si allenano nel dressage. Visitandola è possibile assistere alle sessioni di allenamento e passare in rassegna il pittoresco museo delle carrozze a cavalli, anche se il massimo è ovviamente ammirare un’exhibición, uno spettacolo, in cui magnifici esemplari di cavalli andalusi si destreggiano in numeri di alta scuola sulle note di brani di musica classica. Vista la richiesta anche qui è preferibile prenotare i biglietti in anticipo online, al sito www.realescuela.org, così da scongiurare spiacevoli sorprese.

Ricco, festoso, variegato e quindi tipicamente spagnolo è il calendario degli eventi e delle manifestazioni che ogni anno si ripetono in città. Il più conosciuto a livello internazionale è il ricorrente appuntamento del Campionato del Mondo di motociclismo, in programma un weekend tra marzo e aprile presso il Circuito Permanente de Velocidad, situato 10 km ad est del centro lungo l’autostrada A382. Prima di esso, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, va in scena il Festival de Jerez, la maggiore manifestazione di flamenco della città, mentre tra la fine di aprile e la prima metà di maggio si tiene la Feria del Caballo, una settimana all’insegna di musica, danze e corride, oltre a varie competizioni ippiche. Finita l’estate, infine, si festeggia la vendemmia con le Fiestas de Otoño (Feste d’Autunno), che durano due settimane e prevedono feste musicali, spettacoli di vario genere e la tradizionale pigiatura della prima uva in Plaza de la Asunción.

Il periodo migliore per visitare Jerez de la Frontera va da maggio a ottobre, quando il clima, a dispetto della vicinanza della città alla costa atlantica, presenta le tipiche condizioni mediterranee, con scarsità di piogge e gran caldo a scandire il ritmo delle lunghe giornate di sole. Le temperature massime raggiungono mediamente i 31-32 °C, ma non sono rari picchi superiori ai 38 °C, con valori che possono anche infrangere la barriera dei 40 °C in concomitanza delle più intense invasioni di aria calda africana. Autunno e inverno, in compenso, sono generalmente di stampo più atlantico, con un clima umido, bagnato da deboli piogge da metà ottobre ad aprile, ma con temperature alquanto miti, fino a 16-18 °C di giorno e minime di poco inferiori ai 10 °C di notte.

Raggiungere Jerez è comodo e veloce sia con mezzi propri che avvalendosi dei servizi di trasporto pubblico. L'Aeroporto La Parra, l’unico della provincia di Cadice, si trova 7 km a nord-est della città e, a dispetto delle dimensioni, è servito da numerose compagnie aeree tra cui alcune low-cost. Nei pressi del centro è situata la stazione degli autobus, dove ogni giorno partono e arrivano mezzi per/da Sanlucar de Barrameda (30 minuti), Arcos de la Frontera (45 minuti), Siviglia (1 ora e un quarto), Cadice (2 ore) ed altre località minori. Accanto ad essa c’è anche la stazione ferroviaria, mentre chi sceglie di noleggiare un’auto ha a disposizione l’ottima rete autostradale andalusa.


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 Pubblicato da - 24 Novembre 2008 - © Riproduzione vietata

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