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Potes (Spagna) l'antico borgo ai piedi dei Picos d'Europa

Potes, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il capoluogo della magnifica Valle de Liébana è il borgo di Potes, paesino di 2.000 anime appollaiato a 300 metri di altitudine alla confluenza dei fiumi Deva e Quiviesa. Il villaggio è una località turistica piuttosto affollata d’estate, quando vi affluiscono appassionati di trekking e semplici amanti della montagna diretti al Parco Nazionale dei Picos de Europa, mentre è quasi deserta d’inverno, durante il quale cade spesso la neve. Il centro storico è pittoresco, con diverse belle abitazioni restaurate in pietra locale e ardesia dopo i gravi danni arrecati dalla guerra civile, e rappresenta il punto di partenza ideale per decine di escursioni sulle pendici delle montagne circostanti.

La fondazione del primo insediamento nella zona dell’odierna Potes avvenne per mano dei Cantabri, una popolazione tribale che, dopo anni di battaglie, si arrese ai romani nel 18 a.C. I romani, a loro volta, mantennero il controllo della zona fino al IV secolo, quando dovettero ritirarsi dinanzi alla calata dei barbari. Questa zona fu una delle poche a scampare alla sottomissione musulmana, che invece interessò tutta la parte centro-meridionale della Spagna, tanto che proprio da qui ebbe inizio la Reconquista cristiana del paese. Nel medioevo Potes doveva essere un centro piuttosto avanzato, come testimoniano i tanti edifici ben conservati sopravvissuti fino ai giorni nostri. Da qualche anno il turismo è il settore trainante dell’economia locale, sebbene anche l’agricoltura e l’allevamento offrano diverse opportunità.

Passeggiando per il centro non si potrà fare a meno di notare l’imponente Torre del Infantado, un edificio costruito con scopi prettamente difensivi nel XV secolo. Nei secoli a venire la torre fu adibita a carcere, ma da qualche anno ospita la sede del Municipio e periodiche mostre temporanee accessibili pagando pochi euro. Il complesso si presenta ben restaurato ed offre la possibilità di apprezzare fantastici scorci paesaggistici dalla sua sommità. Ai suoi piedi scorre il Rio Deva (foto del rio) nel quale in precedenza confluisce il Rio Quiviesa, mentre a poche decine di metri svetta la facciata dell’Iglesia de San Vicente, un bell’esempio di architettura gotica rurale costruito nel XIV secolo, ma sconsacrato nell’Ottocento.

Nei dintorni di Potes ci sono tante attrattive da visitare. Innanzitutto il Monasterio de Santo Toribio de Liébana ​(vedi foto), situato appena 3 chilometri ad ovest del centro sulla strada per Fuente Dé, dove è conservato il Lignum Crucis, una sacra reliquia considerata il frammento più grosso della croce di Gesù Cristo. Trasportato da Gerusalemme dal vescovo Toribio di Astorga nel IV secolo, il “Legno della Croce” fu condotto nella Valle de Liébana in quanto una delle poche regioni spagnole a non essere interessate dall’avanzata musulmana, arrestatasi con la sconfitta di Covadonga. La reliquia è conservata in un crocifisso dorato all’interno della lussuosa cappella barocca settecentesca, affiancata all’austera chiesa gotica del monastero, risalente al 1256, ma ricostruita dopo la guerra civile. L’edificio, compreso nel patrimonio artistico-religioso di Cantabria, è visitato ogni anno da decine di migliaia di pellegrini, addirittura da 2 milioni di fedeli nell’anno santo, quando viene aperta la cosiddetta “porta del perdono” (foto porta perdono). A custodire il monastero e il Lignum Crucis è una comunità di frati francescani succeduta nel 1955 ai benedettini.

Sempre in ambito religioso, non si può perdere la bella Iglesia de Santa Maria de Piasca, un edificio romanico costruito all’incirca 8 chilometri a sud-est di Potes. La chiesa, che anticamente faceva parte di un importante complesso monastico medievale ormai del tutto scomparso, vanta alcune opere scultoree di grande pregio, oltre ad uno stile architettonico non comune in Cantabria. Altrettanto bella è la Iglesia de Santa Maria de Lebena, realizzata nel IX secolo con canoni prettamente romanici e qualche influenza mozarabica, come ad esempio gli archi a tutto sesto. A qualche secolo dopo risalgono i motivi floreali che decorano le colonne, mentre il principale retablo inferiore reca un’incisione su pietra di epoca celtica.

Da Potes, imboccando la CA185 e proseguendo per poco più di 20 chilometri si arriva a Fuente Dé, un microscopico villaggio conosciuto per il Teleférico de Fuente Dé. Quest’ultimo impianto di risalita, in appena 4 minuti, conduce i visitatori dai 1.078 metri di quota della stazione di partenza agli oltre 1.800 metri della cima del versante sud del Macizo Central, appartenente ai Picos d'Europa orientali. La teleferica, che costa 15.50 € per gli adulti, 9 € per gli studenti e 6 € per i bambini (andata e ritorno), offre l’imperdibile opportunità di ammirare la Valle de Liébana dall’alto, le vette dei Picos d'Europa, senza contare che i più spericolati potranno intraprendere la discesa, ma anche la salita, in mountain-bike o a piedi seguendo uno dei tanti sentieri della zona. Le cabine della teleferica, che sono in grado di accogliere fino a un massimo di 20 persone, sono state ammodernate di recente, ma alla partenza si possono ancora vedere quelle utilizzate fino agli anni ’60 per condurre i minatori alle miniere di zinco della montagna.

A Potes e nei dintorni si può gustare un’ottima gastronomia a base di carne e formaggi. In particolare, i due formaggi più rinomati sono il Picon de Bejes-Tresviso ed il Quesucos de Liébana, spesso accompagnati da pernilles, prosciutti di maiale stagionati al freddo, borono, una specie di sanguinaccio, o insaccati di maiale, cinghiale e cervo. Tuttavia, il piatto forte della gastronomia locale è il cocido lebaniego, un bollito di carni di bovino, agnello e capretto elaborato con piccoli ceci coltivali negli orti della zona. Per dessert si può provare il canonigo, una crema inglese molto delicata decorata con la meringa, il tutto innaffiato da un buon bicchiere di tostadillo, un ottimo vino dolce. Sulla strada tra Fuente Dé e Potes è d’obbligo la sosta all’Hotel del Oso, un hotel-ristorante davvero squisito dove assaggiare tutti i piatti tipici della tradizione locale.

Diversamente dalla maggior parte della Cantabria, Potes e la Valle de Liébana godono di un clima più dolce, meno schizofrenico, non soggetto all’estrema variabilità che caratterizza soprattutto la costa. In generale i mesi migliori per soggiornare a Potes sono giugno e settembre, caratterizzati da giornate generalmente soleggiate, temperature miti e un afflusso contenuto di turisti; in piena estate, tra luglio e agosto, il numero di visitatori è invece molto alto, al punto che per pernottare occorre prenotare con largo anticipo.

L’ufficio turistico di Potes ha sede nello stesso edificio della stazione degli autobus, in Plaza de la Serna, nella parte occidentale della cittadina. Qui si possono chiedere informazioni sulle attività da praticare nei dintorni e sulle manifestazioni che si tengono ogni anno in centro, oltre naturalmente agli orari dei pochi mezzi pubblici che mettono in comunicazione Potes col resto della Cantabria.
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 Pubblicato da - 27 Aprile 2012 - Riproduzione vietata

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