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Le foto di cosa vedere e visitare a Paracas

Paracas (Perù): la città, la sua penisola e le Islas Ballestas

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La parola Paracas indica molte cose nella zona centro-meridionale del Perù: è infatti il nome di una penisola, di una baia, di una civiltà precolombiana, di una riserva naturale e di una cittadina di poche migliaia di abitanti affacciata sull'Oceano Pacifico, sulla costa peruviana.

Originariamente, com'è facile intuire, la parola “Paracas” (di origine quechua), indicava l'antica popolazione che viveva nella zona dell'attuale regione di Ica, per un periodo di quasi mille anni, dall'VIII secolo a.C. al III secolo d.C. circa; la cultura paracas, probabilmente diretta predecessora della cultura nazca, come molte altre nel continente americano aveva sviluppato una civiltà molto evoluta per l'epoca, della quale sono giunti fino ai giorni nostri diversi spettacolari reperti. Tra questi, sono particolarmente famosi i loro tessuti, rinvenuti all'interno delle tombe: i materiali, i colori accesi, le rappresentazioni grafiche delle divinità ed altri soggetti mitologici testimoniano, in un più ampio contesto archeologico, un elevato grado di evoluzione.

In epoca più recente, con l'arrivo dei conquistadores spagnoli, l'allora villaggio di Paracas vide lo sbarco delle truppe del generale José de San Martín nel settembre del 1820, giunto con l'intento di liberare il Perù dalla sovranità della corona spagnola per renderlo indipendente. Ottenuto il suo intento dopo operazioni belliche e negoziazioni politiche, il generale creò la bandiera nel neonato paese ispirandosi, secondo la tradizione, al volo dei fenicotteri di Paracas.

I circa 3000 abitanti dell'odierna cittadina della provincia di Pisco vivono principalmente di pesca e turismo; il paese, pur non presentando particolari edifici di interesse storico, è di forte richiamo turistico soprattutto per gli amanti delle vacanze sulla spiaggia. In questo che un tempo era un semplice villaggio di pescatori, oggi si sta sviluppando un movimento turistico ed economico destinato soprattutto alle classi medie; nella zona del Chaco, la caletta dei pescatori con il nuovo lungomare, è infatti colma di ristoranti di pesce e locali dove passare la serata, magari bevendo il cocktail nazionale per eccellenza, il “Pisco Sour” (anche se, va detto, la disputa con il vicino Cile su chi sia l'effettivo inventore del cocktail è tutt'ora aperta).

Dal molo della caletta partono le barche dirette alle Islas Ballestas, tre isolette poste di fronte alla costa dove vivono numerose specie di uccelli e mammiferi; tra le specie più significative che vi trovano rifugio si annoverano i pinguini di Humboldt ed i leoni marini.
Nella zona est della penisola si trova il nuovo porto, denominato Puerto San Martín, dove giungono le grandi navi da crociera; ciò pare un po' in contrasto con l'area delle penisola e delle sue acque, dichiarate Riserva Nazionale e pertanto zone protette. La sua creazione nel 1975, ad oggi unica Riserva Marina del Perù, ha l'obiettivo di salvaguardare l'ecosistema acquatico e quello desertico sulla terraferma, nonché del patrimonio storico e culturale della cultura Paracas di cui si è parlato in precedenza.

... Pagina 2/2 ... L'intera zona è spazzata in maniera pressoché costante dai venti, che sollevano enormi quantità di sabbia dal deserto (da cui l'etimologia della parola Paracas, che significa appunto “pioggia di sabbia”). Oltre all'evidente ricchezza naturalistica terrestre e marina (si contano, tra le altre cose, più di 250 specie di alghe nelle acque protette), la Reserva Nacional ospita oltre cento siti archeologici che testimoniano come il territorio fosse già abitato migliaia di anni fa; i resti della necropoli ed alcuni centri di scavo, tra cui Cabeza Larga, sono oggi visitabili.
A 5 km dal centro abitato, nel Museo de Sitio Julio C. Tello – intitolato allo “scopritore” della cultura paracas – è possibile vedere i pezzi delle collezioni provenienti dai siti della penisola, spiegati in un percorso che ripercorre le tappe dell'evoluzione dell'antica civiltà pre-incaica.

Nella baia di Paracas esiste un'immagine misteriosa, comunemente conosciuta come El Candelabro; su una collina di sabbia, posta alle spalle della baia, un immenso geoglifo – un disegno ottenuto tracciando profondi solchi sulla terra – domina il territorio: la sua origine è da sempre oggetto di fantasie, leggende e dispute tra i sostenitori della sua importanza storica. Secondo alcuni infatti sarebbe attribuibile agli antichi popoli che abitavano il Perù per orientarsi durante la navigazione nei mari: forse di origine nazca, il disegno sarebbe associabile alla costellazione della Croce del Sud, da sempre punto di riferimento per i navigatori dell'emisfero australe. I più fantasiosi sostengono invece che fosse un segnale tracciato dai pirati per indicare un tesoro nascosto dai conquistadores spagnoli, mentre altri sostengono la provenienza aliena di tale figura; in ogni caso, i 200 metri di altezza per 60 metri di larghezza dell'immagine sono oggi fonte di richiamo irresistibile per i viaggiatori di tutto il mondo.

Tornando all'aspetto più rilassante di una visita a Paracas, ovvero quello delle spiagge, si ricorda che le più apprezzate dai turisti sono quelle di Lagunillas, La Mina, Yumaque e Mendieta, che si trovano nella zona sud della penisola, a distanze dal paese comprese tra i 5 ed i 25 km. Altre spiagge meritevoli di una sosta sono quelle di Punta Arquillo, con il suo belvedere naturale, la Playa Atenas, ottima per i surfisti, e le spiagge di Los Frailes e la Catedral.

Paracas si trova, come detto, nel dipartimento di Ica, provincia di Pisco, 245 km a sud di Lima. Dalla capitale esistono collegamenti in autobus che percorrono il tragitto in circa 3 ore e mezza; esiste anche un piccolo aeroporto locale che però non offre un traffico aereo regolare, ma che funge soprattutto da base per l'aerotaxi delle Lineas de Nazca.
Le città principali nei dintorni di Paracas sono Ica, che dista 75 km, e Pisco, appena 15 km più a nord sulla costa; per giungere in paese in auto da altre località peruviane si può percorrere la Panamericana Sur, svoltando in direzione ovest sulla strada 614, provenendo da sud poco prima di Pisco.
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