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Cajamarca in Perù, visita alla città e alla regione

Cajamarca, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Vasti tratti di giungla inesplorata e catene montuose avvolte nella nebbia difendono i segreti della regione di Cajamarca come custodi sospettosi. Qui le vette andine e il mantello di foresta verdeggiante si estendono dalla costa fino alla giungla più fitta e profonda dell’Amazzonia. Intervallati dai resti dei regni inca e dalle rovine dei guerrieri della foresta nebulare inglobate dalla giungla, questi avamposti del Perù sono a tutt’oggi collegati tra loro, quando lo sono, da strade tortuose e sconnesse, che rendono piuttosto difficile muoversi specialmente nell’entroterra. Il capoluogo regionale è l’omonima Cajamarca, città di oltre 150.000 abitanti situata ad oltre 2.700 metri di altitudine, le cui strade acciottolate testimoniano tutta la potenza dell’antico impero inca.

La storia della regione è indissolubilmente collegata a quella del suo capoluogo, conquistato intorno al 1460 dagli inca che lo trasformarono in uno dei principali centri sulla strada delle Ande che collegava Cuzco e Quito. Il 15 novembre Pizarro giunse a Cajamarca con circa 160 uomini, ma nonostante l’esiguo numero riuscì ad impossessarsi della città e a catturare Atahualpa, rl’allora imperatore del regno, grazie agli armamenti nettamente superiori. Poco resta oggi della Cajamarca inca: molti degli edifici in pietra furono abbattuti e utilizzati dagli spagnoli per la costruzione di abitazioni e chiese, mentre la grande piazza dove Atahualpa fu catturato e quindi ucciso si trovava all’incirca dove sorge l’odierna Plaza de Armas.

Tutte le attrattive da visitare a Cajamarca si trovano in centro. Per quanto riguarda i musei, il più affascinante è il piccolo Museo de Etnografia, un allestimento situato a pochi metri da El Complejo de Belen che ospita alcune mostre di costumi e indumenti locali, attrezzi domestici e agricoli, strumenti musicali e manufatti artigianali in legno, osso, cuoio e pietra, oltre ad altri tipici oggetti della cultura locale. Da non perdere anche il Museo Arqueologico, gestito dall’università, che annovera una ricca collezione di ceramiche comprendente alcuni esempi di arte vasaia e un’insolita raccolta di lance cerimoniali risalenti alla cultura preincaica di Cajamarca, scarsamente studiata e tutt’ora poco conosciuta. Tra le architetture, meritano una citazione il già citato Complejo de Belen, un complesso del quale fanno parte una chiesa e un ospedale realizzati interamente in pietra vulcanica tra il 1627 e il 1774, e El Cuarto del Rescate, la “Camera del Riscatto”, il solo edificio inca sopravvissuto a Cajamarca. Infine potrete rilassarvi passeggiando per Plaza de Armas, un luogo piacevole con un giardino ben tenuto sul quale si affacciano la cattedrale e la Iglesia de San Francisco.

Nei dintorni del capoluogo si può visitare Los Banos del Inca, la località termale dove era accampato Atahualpa al momento dello sbarco di Pizarro e dei coloni spagnoli. Anche voi potrete immergervi nelle stesse pozze di acqua che l’imperatore inca utilizzava per lavare le sue ferite di guerra, a loro volta circondate da scenari paesaggistici incantevoli dominati da campi tappezzati di fiori e di arbusti. Interessante e meritevole di una visita è Cumbe Mayo, circa 20 chilometri a sud-ovest di Cajamarca, dove attraverso un’impressionante opera di ingegneria prearcaica furono costruiti acquedotti in grado di distribuire acqua per svariati chilometri. Altre formazioni rocciose sono state scolpite per assomigliare ad altari e troni, mentre nelle vicinanze si incontrano parecchie grotte abbellite da petroglifi. Sempre per quanto riguarda i migliori siti archeologici della zona, non bisogna dimenticare Ventanillas de Otuzco e Combayo, due necropoli prearcaiche formate da centinaia di nicchie funerarie scavate nel fianco della collina, da cui deriva il nome ventanillas (finestre).

A 13 chilometri di distanza da Cajamarca c’è il piccolo e pittoresco villaggio di Llacanora, dove alcuni abitanti suonano ancora i tradizionali strumenti a fiato di bambù lunghi tre metri chiamati clarin, mentre alcuni chilometri più avanti si trova la Hacienda la Colpa, che spesso i turisti visitano nell’ambito di un’escursione organizzata. L’ultima cosa da vedere partendo in giornata da Cajamarca è la cooperativa di evangelisti del Granja Porcon, una comunità che vanta la sua Plaza de Armas e due pueblos (villaggi): Tinte e Huaquin. Circondati da scritte e tabelloni recanti l’effige “Dio ti ama”, i circa 1.200 residenti si dividono tra il lavoro nei campi, il caseificio, il mulino di legno, la tessitura, un negozio di artigianato e un ristorante.

Circa 100 chilometri a nord-est del capoluogo si trova Celendin, una piacevole cittadina che riceve la visita di pochi turisti e per questo ha conservato un’atmosfera nella quale traspaiono tradizioni e culture antiche. L’annuale fiesta, dal 29 luglio al 3 agosto, coincide con le Fiestas Patrias, e per l’occasione si organizzano corride con toreri provenienti dal Messico e dalla Spagna, mentre il 16 luglio si tiene la fiesta della Virgen del Carmen. Le sorgenti termali e i bagni di fango, l’ideale se soffrite di reumatismi, si trovano a Llanguat, a 30 minuti di automobile da Celendin, una distanza paragonabile a quella che separa la città dal villaggio di José Galvez, un tranquillo centro montano contraddistinto da case rustiche, una graziosa Plaza de Armas, una piccola cascata e, a quanto si dice, le donne più belle di tutto il Perù.

Il clima è subtropicale, ma a causa dell’altitudine le temperature sono generalmente piuttosto basse, quantomeno nei valori notturni. Per tutti i dodici mesi dell’anno le temperature rimangono pressoché costanti, con massime intorno a 21/22 gradi e minime che variano tra i 3 gradi di giugno e luglio ed i 7 che si registrano in media tra gennaio e marzo. Le precipitazioni sono particolarmente abbondanti da ottobre a aprile, quando la pioggia bagna la regione con una certa frequenza, mentre tendono a diminuire progressivamente da maggio a settembre.

Lo scalo aereo principale della regione è il Mayor General Armando Revoredo Iglesias Airport di Cajamarca, dove atterrano e decollano esclusivamente voli da/per Lima. Dal centro del capoluogo partono autobus diretti in ogni direzione, molti dei quali imboccano la strada asfaltata che conduce a Pacasmayo, sulla costa, o quella per Trujillo, distante almeno 15 ore. La strada sterrata diretta a nord per Chota (5 ore) attraversa una campagna selvaggia e molto affascinante passando per Bambamarca, dove la domenica mattina si tiene un affollato mercato.
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 Pubblicato da - 11 Luglio 2011 - © Riproduzione vietata

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