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Georgetown, viaggio nell'elegante capitale della Guyana

Georgetown, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Con i suoi 250.000 abitanti Georgetown è la principale città della Guyana, nonché capitale del paese sudamericano raggiunto dagli europei soltanto nel XVI secolo; prima di allora il territorio era infatti abitato solo da popolazioni indigene. La colonizzazione olandese prima ed inglese poi, a cui fece seguito l'importazione di schiavi dall'Africa e dall'Asia, determinò profondi mutamenti nella regione; in epoca più recente la Guyana ottenne, nel maggio 1966, la tanto agognata indipendenza dalla “madrepatria” britannica dopo anni di lotte, ma la spinta in ottica socialista non piacque al governo statunitense che si adoperò per sostituire il Primo Ministro eletto con uno di proprio piacimento, il quale tuttavia aggiunse la Guyana alla lista dei Paesi Non Allineati rinominando ufficialmente la propria nazione Repubblica Cooperativa di Guyana.

Gli ultimi vent'anni del secolo appena trascorso hanno visto il paese dotarsi di una Costituzione (1980) e, negli anni Novanta, il ritorno al potere del principale fautore dell'indipendenza, ovvero Cheddi Jagan del Partito Progressista, a cui è succeduta brevemente la moglie dopo la sua morte.

L'economia del paese è prevalentemente legata all'agricoltura, praticata soprattutto nella zona costiera; la canna da zucchero ed il riso sono i prodotti maggiormente diffusi ed esportati, mentre per il consumo interno sono coltivate noci da cocco, cacao, manioca, mais e diversi frutti tropicali, anche se uno dei principali problemi dell'agricoltura nazionale è dato dalle alluvioni e dal drenaggio dell'acqua, trovandosi buona parte del paese al di sotto del livello del mare quando questo è in condizioni di alta marea. Non meno importanti per l'economia sono l'industria peschereccia e l'estrazione della bauxite, di cui il paese è uno dei principali produttori a livello mondiale.

Georgetown è oggi una città attiva ed elegante, dotata di un'interessante storia culturale; i viali alberati, i fiori che ricoprono i canali, l'architettura coloniale risalente al XVIII e XIX secolo così come i suoi giardini tropicali – tra i più apprezzati al mondo – le donano un aspetto affascinante.
Camminando per le strade della città non è raro incontrare i coloratissimi mercati tenuti dai discendenti degli schiavi asiatici (o delle Indie Orientali, come si diceva una volta), che oggi rappresentano la maggioranza etnica nel paese.
Il lungomare è uno dei punti più animati di Georgetown, dove in primavera la gente è solita far volare gli aquiloni; tra gli edifici storici meglio conservati si segnalano la Victoria Law Court ed il Magistrate Court, mentre l'edificio religioso principale è la cattedrale di Saint George, costruita sul finire dell'Ottocento e che conserva ancora oggi il primato di essere la costruzione di legno più alta al mondo. Lo Stabroek Market (Stabroek è l'antico nome olandese della città), costruito a fine Settecento, ospita la torre dell'orologio, uno dei simboli di Georgetown assieme al suo faro.

Il Museo Nazionale in North Road ha aperto i battenti nel 1955 ed ospite una collezione di flora, fauna e minerali della Guyana nonché reperti archeologici ed oggetti tradizionali delle popolazioni indigene locali, mentre chi desiderasse approfondire alcuni aspetti dei popoli autoctoni potrebbe visitare il Walter Roth Museum of Anthropology, inaugurato nel 1974 e primo nel suo genere dei Caraibi.
La vita mondana della città è piuttosto animata, e la zona di Camps Saint è certamente tra le più indicate per ballare; numerosi sono i locali che propongono musica dal vivo e occasioni per il divertimento.

Come si diceva poc'anzi, Georgetown, al pari di quasi tutta la zona costiera, si trova al di sotto del livello del mare, ragion per cui è dotata di canali per il deflusso delle acque e di un muro protettivo per difendersi dalle inondazioni dell'Oceano Atlantico o del fiume che la attraversa (il Demerara); nel 2005, ad esempio, a causa delle forti piogge si ebbe una disastrosa inondazione.
Il clima del paese è decisamente tropicale, con picchi di umidità nella stagione delle piogge tra maggio ed agosto e nei mesi di dicembre e gennaio, ma la capitale presenta una temperatura più moderata rispetto alle zone interne della nazione grazie ai venti che soffiano dall'Atlantico; qui le temperature difficilmente superano i 31°C.

I collegamenti nella capitale sono affidati, oltre ai canonici taxi ed autobus, anche ai traghetti, mentre a livello internazionale i trasporti aerei partono ed arrivano al Cheddi Jagan International Airport, non proprio vicino al centro città; i principali collegamenti con l'Europa e gli Stati Uniti avvengono via Trinidad e Tobago o Bogotà (Colombia).
Molte località dell'interno sono raggiungibili in battello risalendo il corso del fiume Demerara o degli altri grandi fiumi navigabili che si estendono sul territorio (tra gli altri, il principale è l'Essequibo, che nasce sulle montagne al confine con il Brasile).
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