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Le foto di cosa vedere e visitare a Sint Maarten

Sint Maarten, tra le spiagge pił belle delle Piccole Antille

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L'isola di Sint Maarten (Saint Martin) possiede una caratteristica unica, così affascinante che deve sempre essere indicata per prima: è la più piccola massa terrestre al mondo ad essere condivisa da due diverse nazioni. In appena 75 chilometri quadrati di superficie, in quella collana di luoghi paradisiaci che prendono il nome dalle ex Antille Olandesi, si contrappongono le amministrazioni di Francia e Olanda. I locali amano anche indicare l'isola come la più grande al mondo delle piccole isole, ma comunque vogliate definirla a colpirvi sarà la varietà di paesaggi di questo piccolo angolo di mondo situato all’estremità nord-orientale dei Caraibi, a est delle Isole Vergini Britanniche e a nord di St Kitts and Nevis.

La porzione di territorio olandese è inferiore rispetto a quella francese e si estende nella parte meridionale dell’isola. Dal punto di vista amministrativo, la zona fa parte delle Antille olandesi e quindi del Regno dei Paesi Bassi ma, a differenza di Saint Martin (francese), non è considerata come territorio europeo. Tuttavia non c'è una vera e propria frontiera e a separare le due nazioni sono solo modesti segni di riferimento e qualche monumento costruito a ridosso del confine. L'isola è comunque conosciuta come una meta di vacanze ideale, dove alle numerose spiagge si aggiunge una spettacolare vita notturna, una dozzina di casinò, con alberghi, negozi e ristoranti tra i migliori dei Caraibi.

Il segno morfologico più importante della parte olandese di Sint Maarten è l'enorme Simpsonbaai (Baia di Simpson), i cui unici sbocchi sul mare sono due stretti canali attraversati da altrettanti ponti. La laguna è abbastanza grande da ospitare spesso regate di vela ed è sede di una gigantesca flotta di yacht, ormeggiati in uno dei porti turistici di lusso della sua porzione sud-orientale o ancorati in acque protette. Negli ultimi anni l’isola è diventata il centro principale della nautica da diporto dei Caraibi, nonché una delle mete preferite dei cosiddetti “megayachts”.

Nei pressi della grande laguna si trova l'Aeroporto Principessa Juliana di St. Maarten, la porta di ingresso principale dell'isola se si escludono i turisti che partecipano alle crociere. Si tratta del secondo aeroporto più importante e trafficato dei Caraibi, con poco meno di 2 milioni di passeggeri che vi transitano ogni anno. Tra l'altro è considerato uno degli aeroporti più spettacolari del mondo non solo per la posizione, con la pista costruita a due passi dal mare, ma anche per la lunghezza della stessa che, essendo di poco superiore a 2 km, costringe i jumbo ad atterraggi mozzafiato sulla spiaggia Maho, uno luogo incredibile dove è possibile fotografare un aereo in fase di atterraggio. Cartelli sulla spiaggia indicano le zone più pericolose per i bagnanti, che si vedranno letteralmente sfiorati dai grandi velivoli.

L'isola di Saint Martin, come del resto l'intero gruppo delle Piccole Antille, ha un clima di tipo intertropicale, caratterizzato da temperature pressoché costanti (l'escursione tra estate e inverno è di appena 3-4 °C) durante l'anno intorno ai 27-28 °C. D'inverno, e più in generale da metà autunno a metà primavera, il clima può risentire del passaggio di perturbazioni atlantiche, accompagnate da un modesto calo delle temperature e da un sensibile aumento del moto ondoso, con sporadiche mareggiate che interessano soprattutto la costa occidentale.

Tuttavia, è il vento l'attore protagonista del clima locale, ed in particolare sono gli Alisei (Trade winds) a dettare legge. Il flusso costante da oriente crea microclimi diversi tra le coste sottovento e sopravento, con i versanti montuosi esposti alle correnti che raccolgono precipitazioni più abbondanti. Per quanto riguarda le piogge, l'isola possiede una distribuzione meno “monsonica” dei fenomeni, sebbene durante l'estate e all'inizio dell'autunno si verifichino gli apporti più consistenti. Moderato è anche il rischio uragani, la cui stagione va da giugno a dicembre, anche se l'ultimo grande evento è stato nel 1989 con l'uragano Hugo.
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Da vedere e visitare sull'isola di Sint Maarten.
Ad accomunare le due porzioni di Saint Martin è indubbiamente l'ampia gamma di spiagge diverse tra loro, che si estendono pressoché lungo l'intero perimetro dell'isola. Atterrando all’aeroporto internazionale Principessa Juliana la prima tappa può essere Philipsburg, capoluogo e città principale del territorio olandese. Il centro si estende lungo tutta la lunghezza della sottile lingua di terra che separa Great Salt Pond dalla Great Bay, caratterizzata da un fronte di un chilometro e mezzo di sabbia bianchissima e calde acque turchesi.

Accanto all’aeroporto, e a circa un quarto d’ora di auto da Philipsburg, si apre la vasta Simpsonbaai, le cui acque cristalline hanno pochi rivali sull’isola. Oltre a questo magnifico arenile, l'isola conta altre 36 spiagge e ci vogliono parecchi giorni per scoprirle tutte nel corso di una sola vacanza. Sempre nella parte olandese, a nord dell’aeroporto, c’è la Mullet Bay Beach, la spiaggia che insieme a Maho Beach accoglie i turisti che trascorrono appena qualche ora a Saint Martin tra un volo e l’altro. Proseguendo verso nord-ovest, appena oltre il confine francese, si estendono altre spiagge di eccezionale bellezza quali la Baie Longue e la Baie aux Prunes.

Dove alloggiare sull'isola di Saint Martin?
In passato, gli esperti di vita locale suggerivano di “dormire nella parte olandese e mangiare in quella francese”, ma oggi il giudizio non è del tutto conforme alla realtà. Quel che è certo è che, trattandosi di su di un'isola cosmopolita per definizione, sulla quale convivono circa 80 nazionalità diverse, l'offerta alberghiera è ampia, variegata e adatta a tutte le tasche. La maggior parte dei turisti che soggiorna nella metà olandese si ferma tra Philipsburg e la Simpsonbaai, dove si concentrano alberghi e resort. Tra i migliori ci sono il Seaview Beach Hotel, fronteggiato da una bella spiaggia privata, l’Holland House Beach Hotel, le cui camere sono le migliori in tutta Philipsburg, ed il Mary’s Boon, una sorta di fattoria restaurata di recente a due passi dalla pista di atterraggio dell’aeroporto.

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