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Le foto di cosa vedere e visitare a Chichen Itza

Chichčn Itzą, viaggio nel meraviglioso mondo dei Maya

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Al centro dello Yucatan settentrionale, a circa 190 km da Cancun, si trova uno dei luoghi Maya più spettacolari e denso di struggenti emozioni, che a distanza di oltre 1000 anni dalla fondazione riesce a fare trattenere il fiato anche al viaggiatore più smaliziato: tra verdi cespugli si elevano imponenti costruzioni fatte di grigie pietre calcaree, con l'imponente sagoma del Castillo che cattura magicamente il vostro sguardo. Siete entrati nel sito Maya di Chichen Itzà.

Il sito archeologico richiede una visita attenta, e sicuramente è una delle escursioni più gettonate tra le proposte di tour degli alberghi della Riviera Maya, quindi specie durante le ore centrali risulta un po' affollato, ma nelle prime ore e al tramonto acquista il suo magico, silenzioso fascino. Il sito presenta una collezione di monumenti di grande suggestione, ma in realtà c'è ancora molto da scoprire, con tesori nascosti che continuano il loro sonno, da qualche parte, nella giungla.
Le rovine vengono suddivise in due settori distinti: il Grupo Norte e il Grupo Sur che in pratica evidenzia una suddivisione spazio-temporale con le strutture più recenti a nord e le rovine più antiche del gruppo sud.

Il Castillo (El Castilo, ricordato anche come piramide di Kukulcan, è il pezzo forte di Chichen Itza ed è una costruzione perfetta di tipo piramidale, con 4 ripide scalinate che scendono dalla cima quadrata. Se si sommano il totale dei gradini delle quattro scale si ottiene il numero 365, e la coincidenza con i giorni dell'anno solare non è affatto casuale. ancora più sorprendente è il fatto che la piramide sia orientata in modo che due volte all'anno, in corrispondenza degli equinozi, un gioco di ombre disegni un serpente che scende dai gradini fino ad arrivare ad una testa di rettile, scolpita sulla base. Inutile dire che il 21 marzo e il 22 settembre il sito risulta parecchio affollato, specie in primavera quando ci sono migliori garanzie di avere un cielo sereno.
Il simbolo del serpente piumato ricorre moltissimo ed infatti in lingua Maya si dice appunto Kukulcan, da cui il nome della piramide.

... Pagina 2/2 ... Non c'è solo El Castilo a Chichèn Itzà, la visita è lunga ma non stanca affatto. Da segnalare il Templo de lo Jaguares con una bella statua raffigurante il dio Cahac mool, e poi il celebre Caracol, detto anche l'osservatorio: l'astronomia era una scienza importante per i Maya.
Qualche brivido lungo la schiena, magari pensando alle scene del film Apocalypto di Mel Gibson, potrà sorprendervi osservando la piattaforma di Tzompantli, con incise le teste mozzate dei nemici. Nelle vicinanze si trova un imponente muraglia, quella del gioco della palla (juego de pelota). Gioco per modo di dire, in realtà era un rituale sanguinario che alla fine vedeva sacrificato il perdente (che era predestinato già da prima dell'inizio del gioco) che legato mani e piedi dietro la schiena, veniva poi fatto rotolare già dalla piramide. Quando salirete sulle ripide gradinate il pensiero vi farà rabbrividire...

Sempre in tema allegro si può visitare il Cenotes del Los Sacrificios, il cui nome ne fa già intuire facilmente l'uso. I cenotes sono delle doline, cioè cavita carsiche naturali riempite d'acqua. Qui dentro furono sacrificati parecchie persone ed alcune esplorazioni subacquee hanno confermato la macabra usanza del sito.

Dal punto di vista del clima, Chichen Itza possiede una tipica stagionalità caraibica: sei mesi prevalentemente secchi e ventilati, da dicembre alla prima metà di maggio, con temperature massime che s'aggirano intorno ai 30 °C ed a fine periodo salgono a valori di 34-35 °C, e poi un semestre più umido, dalla seconda metà di maggio a novembre, con condizioni di umidità elevata, afa, e piogge più consistenti, di tipo tropicale. Il mese più piovoso risulta in genere quello di settembre, ed è un peccato dato che il giorno dell'equinozio d'autunno si potrebbero avere parecchie nuvole che coprono il solo. Se siete interessati a vedere il disegno del serpente piumato è meglio quindi concentrarsi sul 21 marzo, giorno dell'equinozio di primavera.
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