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Le foto di cosa vedere e visitare a Quebec

Québec (provincia): tour dai Monti Appalachi al Golfo di San Lorenzo

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Nella provincia del Québec, la più estesa del Canada, una vasta parte del territorio si presenta scarsamente popolata e conserva paesaggi selvaggi che suscitano grande emozione. L’area è occupata prevalentemente da grandi pianure, mentre il picco più alto viene toccato dai Monti Torngat (1621 metri), al confine nord-orientale con le regioni di Terranova e Labrador. Quasi tutta la provincia, collocata nell’angolo nord-orientale del continente americano, è racchiusa all’interno dello Scudo Canadese, dove le varie ere glaciali hanno scolpito il terreno in gran parte roccioso e oggi regnano l’abete rosso e i pioppi.

A vegliare dall’alto i limiti meridionale e orientale del Québec, svettano i monti Appalachi, che si estendono sino alla penisola di Gaspé e sfumano nel Golfo di San Lorenzo. Il corso del San Lorenzo, uno dei maggiori fiumi di tutto il pianeta, percorre l’intera sezione meridionale della regione e si insinua nella straordinaria ricchezza di ambienti naturali diversi, percorrendo rigogliose pianure fluviali, penetrando fitte distese di foreste e inoltrandosi nella taiga e nella tundra.

Il Québec fa parte del cosiddetto Canada francese dove, come dice il nome, il francese è la lingua ufficiale: è questa l’unica provincia canadese in cui la lingua ufficiale non è l’inglese, e in questo caso particolare si tratta di una varietà di francese caratteristica della zona, tanto da essere chiamata francese del Québec. Grazie a queste particolarità linguistiche, che vedono le lingua romanze prevalere su quelle anglosassoni, spesso il paese viene descritto come il principale punto di incontro tra la cultura americana e quella europea.

Con il termine Quebec, che significa “stretto” nella lingua indigena Mi’kmaq, originariamente si voleva indicare il punto in cui il potente flusso del San Lorenzo si restringe, all’altezza dell’attuale città di Quebec. Inuit, Iroquois (Mohawks), Innus, Cris, Algonquins, Atikamekw, Mi'kmaq, Hurons-Wendat, Abénaquis, Malécites e Naskapis sono solo alcune delle numerose popolazioni autoctone vissute nella provincia prima dell’arrivo dei francesi, le undici che ora il governo ha riconosciuto.

Fu nel 1534 che il re di Francia, Francesco I, inviò Jacques Cartier a Gaspé, dove il conquistatore prese possesso di un territorio che per millenni era stato popolato dai nativi. In seguito, nel 1608, Samuel de Champlain raggiunse la sponda nord del San Lorenzo, in una zona chiamata Kebec dagli indiani; nel 1642, infine, vide la luce una missione di evangelizzazione che alla fine del XVIII secolo avrebbe generato la città di Montreal.

Nel 1803 il trattato di Parigi sancì la perdita della regione da parte della Francia, che cedette il Canada e tutte le sue dipendenze “a sua Maestà Britannica”, dando il via a un imponente flusso di migrazioni dal Regno Unito verso il nuovo mondo.

La formazione ufficiale del vero e proprio Quebec risale al Canadian Constitution Act, del 1791, con il quale il Basso Canada, a maggioranza francofona (il Quebec, appunto), veniva separato dall’Alto Canada, corrispondente all’odierno Ontario, a maggioranza anglofona.

L’economia della provincia si è basata sino agli inizi del XX secolo sull’agricoltura, favorita dal clima specialmente nella parte meridionale, e sull’industria forestale, forte della vegetazione caratteristica del luogo. Solo successivamente il processo di urbanizzazione e i progressi nel settore manifatturiero hanno visto una rapida crescita, spingendo molti a spostarsi dalle campagne alla città. Attualmente grande importanza a livello economico è rivestita dalla ricchezza dei minerali, presenti in tutto il territorio, e dalle risorse idro-elettriche. Inoltre, negli ultimi decenni si è assistito a un sempre maggiore aumento di efficienza dei servizi e dell’industria.

Nonostante lo sviluppo odierno, interessante è notare come le strade del Quebec conducano in un viaggio attraverso il tempo, ricco di testimonianze delle vita agreste condotta dai primi coloni.
... Pagina 2/2 ... Per scoprire l’anima autentica del Quebec, basterà percorrere una delle vie turistiche che si snodano lungo il fiume o si inoltrano nelle campagne: si tratta di percorsi su misura per i visitatori, segnalati con chiarezza da cartelli blu, concepiti per accompagnare i nuovi arrivati tra i tesori culturali e naturali di queste splendide regioni.
Vecchie abitazioni, piccole cappelle, ponti, mulini e fari costellano il territorio, raccontando storie passate ma sempre vive nella memoria degli abitanti. La vecchia città di Quebec, in particolare, fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

La città di Quebec, la capitale della regione, è l’unica del Nord America ad essere fortificata, ed è famosa per il fascino romantico che si respira lungo l’intricata trama di viuzze tortuose. In piedi o in calesse sarà un piacere addentrarsi negli antichi quartieri, come il Petit Champlain o il Place Royale, senza dimenticare il vecchio porto, custode di innumerevoli storie di arrivi e partenze.

La forte presenza della storia non sottrae però vivacità alla città, che non si lascia sfuggire occasione di festeggiamenti e divertimento: il carnevale invernale e il festival culturale estivo, animato da centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo, sono solo due dei numerosi eventi a cui si può prender parte. In più, nel 2008, Quebec si è impegnata per festeggiare in grande stile il 400° anniversario dalla data di fondazione, regalando spettacoli unici e animazione in ogni momento dell’anno.

Pochi minuti sono sufficienti per lasciarsi alle spalle il centro della città e avventurarsi nella fiorita campagna circostante: qui il paesaggio naturale, variegato e popolato da ben 300 diverse specie di uccelli, lascia senza fiato. Particolarmente affascinante è l’incredibile salto d’acqua (83 metri) della Chute Montmorency.

Da vedere anche Montreal, la città più grande del Quebec: una metropoli multiculturale dal sapore unico, europeo e americano al tempo stesso, travolta in un divertente turbinio di iniziative culturali tradizionali e moderne. Le strade pulsano durante tutto l’anno dei numerosi festival organizzati con cura: jazz (festival internazionale de jazz), spettacoli comici, pirotecnici, cinema… per non parlare delle boutiques brulicanti di amanti dello shopping, i ristoranti dalla cucina deliziosa, il reticolo di passaggi pedonali sotterranei e l’adrenalina di un passaggio al casinò. Le ricchezze artistiche, storiche e scientifiche della provincia vengono ampiamente illustrate attraverso i 400 musei disseminati in tutto il paese, efficaci chiavi di lettura per comprendere al meglio l’animo del Quebec. Da ricordare, poi, tra le manifestazioni che rendono la provincia ricca di attrattive e estranea alla noia, il festival delle mongolfiere di Gatineau, uno degli eventi più sentiti e attesi del Canada orientale.

Il clima del Quebec può essere suddiviso in tre fasce principali, a seconda della latitudine:continentale umido, a sud del 50° parallelo; subartico, tra il 50° e il 58° parallelo; artico, oltre il 58°. Questi tre tipi di clima corrispondono, rispettivamente, alle aree con prevalenza di foreste, di taiga e di tundra. La zona meridionale è caratterizzata da quattro stagioni distinte nettamente, con brusche escursioni termiche tra l’una e l’altra. A un inverno freddo e spesso carico di neve (oltre tre metri, in media, all’anno nella città di Québec) segue una primavera piacevole e mite; l’estate, calda al punto giusto per godere della vita all’aperto, è seguita da un autunno infuocato di splendidi colori.

Raggiungere il Quebec dall’Italia è semplice: dalle principali città italiane, infatti, decollano voli con scalo per Montréal. Come se non bastasse, in estate, vengono offerti collegamenti diretti Roma-Montréal. Il volo dura circa sette ore.

Fonte foto, cortesia: Ministère du tourisme du Québec
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