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Baltimora (Baltimore): guida alla cittą

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  • Porto di Baltimora
Baltimora (in inglese Baltimore), situata nella zona nord-occidentale dello stato, è la più popolosa città del Maryland potendo contare una popolazione di 740.000 persone. Una particolarità è legata all’amministrazione del centro, assolutamente indipendente da qualsiasi contea, e connesso direttamente allo Stato, con il quale lavora nel tentativo continuo di incentivare un’economia già molto florida, basata sui traffici portuali, che negli ultimi 50 anni ha portato alla creazione di un’area metropolitana estesissima, compresa tra Baltimora e Washington, abitata da quasi otto milioni di persone.

Geograficamente la città sorge non lontano dalla baia di Chesapeake, presso le rive del fiume Patapsco, e si presenta sommariamente divisa in due dall’asse viario nord-sud di Charles street. Un curioso primato, che siamo sicuri Baltimora non vorrebbe possedere, ed al quale si sta tentando di porre rimedio, è quello indicato dalla CNN, che ha inserito la città al dodicesimo posto tra quelle più pericolose degli USA, seconda solo a Detroit tra i centri con più di 500.000 abitanti, con un numero di omicidi ben 7 volte superiore alla media nazionale.

Tornando indietro nel tempo scopriamo come Baltimora sia una delle più antiche città d’America, fondata nel 1661, ed ufficialmente riconosciuta nel 1729, quando il primo governatore della Colonia del Maryland Cæcilius Calvert le consegnò i diritti cittadini. Nel frattempo le dimensioni di Baltimora erano già sensibilmente accresciute, seguendo uno sviluppo che vedeva come epicentro il porto commerciale, scalo strategico per tutte le navi mercantili che battevano da nord a sud la costa atlantica, portandola a diventare una località appetibile per le maggiori forze politiche presenti sul territorio, che regolarono i conti nella cosiddetta Battaglia di Baltimora del 1812, nella quale le truppe americane riuscirono a respingere l’assalto inglese a Fort McHenry, emblema della città. Ottenuta l’indipendenza dall’antica contea di appartenenza nel 1851, e superati alcuni momenti difficili come il grave incendio del 7 febbraio 1904 e gli sviluppi della II Guerra Mondiale, Baltimora ha conosciuto un sensazionale boom economico, con l’effetto di un generale spopolamento dei quartieri più vecchi del centro, a discapito di moderne ville spuntate come funghi nei dintorni della città a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, scatenando così l’annoso problema della delinquenza, che, raggiunto l’apice negli anni ’70, è oggi di molto ridimensionato.

La visita di Baltimora può cominciare dalla Mount Vernon Place Area, dove si trovano la Walters Art Gallery, con alcune tra le più ricche collezioni d’arte degli Stati Uniti, e la Museum and Library of Maryland History, dove tra i molti tomi ultracentenari spicca il manoscritto originale dell’inno americano. Proprio questo innato senso di patriottismo è uno dei sentimenti che più si percepiscono passeggiando per la città, dove d’altronde furono scritte pagine memorabili della lunga storia dell’indipendenza, materializzate oggi in alcune belle realizzazioni, come il Battle Monument o la Star-Spangled Banner Flag House and 1812 Museum. Raggiungendo downtown, invece, ci sono da vedere: la Basilica of the Assumption of the Blessed Virgin Mary, la più antica cattedrale cattolica degli Stati Uniti, che dal 1789 si staglia su Cathedral & Mulberry street; il Peale Museum, in Holiday street, il più datato museo del paese, inaugurato nel 1814 con svariate testimonianze sulla storia della città; la casa dove dal 1832 al 1835 visse il grande scrittore Edgar Allan Poe, presso il civico 203 di N. Amity street, e di cui è possibile vedere anche la tomba al Westminster Burying Ground and catacombs; ed il Charles Center, un’area molto viva sia nelle ore diurne, coi molti negozi di artigianato locale, che in quelle notturne, quando aprono decine di ristorantini e locali.

Cambiando totalmente genere troviamo l’Inner Harbour, il vecchio porto interno oggi ristrutturato, dove si trovano il National Aquarium ed il Marine Mammal Pavilion, casa di squali, delfini ed altre 5000 specie tra rettili, volatili e pesci. A breve distanza sorge Harborplace, un centro commerciale vivace, con accessi su Light and Pratt street e caratterizzato da negozi, bar e ristoranti. L’ultima meta all’interno della zona portuale è la US Constellation, una delle prime navi della marina militare statunitense, varata nel 1797 ed oggi trasformata in museo, mentre a distanza relativamente breve si trova il B&O Railroad Museum, che comprende la Mount Clare Station, la prima stazione per passeggeri degli USA, aperta nel lontano 1851.
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Per avere una visione completa e panoramica di Baltimora non resta che salire fino al ventisettesimo piano del Top of the World (World Trade Center, Pratt street), il grattacielo disegnato dalla sapiente mano dell’architetto sino-americano I.M. Pei,divenuto famoso per il progetto della piramide del Louvre a Parigi, da cui apprezzare anche gli imponenti edifici della John Hopkins University, una delle migliori facoltà americane, oltre che sede di importanti istituti di ricerca.

Il clima di Baltimora è definibile come umido subtropicale, influenzato moderatamente dalla vicinanza dell’oceano, e caratterizzato da estati calde ed umide, con temperature che in media oscillano tra i 33 ed i 23 gradi, spesso bagnate da temporali pomeridiani anche di forte intensità, ed inverni moderatamente freddi, nei quali difficilmente si scende sotto gli zero gradi e dove le precipitazioni tendono a diminuire, cadendo alle volte sotto forma di neve. Buona parte dei fronti di bassa pressione vengono comunque intrappolati dalla barriera naturale dei monti Appalachi, che proteggono Baltimora e quasi tutto il Maryland centrale dai gelidi venti settentrionali.

L’aeroporto Baltimore-Washington International Airport Thurgood Marshall, situato a sud nella vicina contea di Anne Arundel, è il maggiore del Maryland e risulta ottimamente collegato a tutte le più grandi città del paese, servito dall’autostrada I-95 e da un efficiente servizio ferroviario, il Baltimore Light Rail. Una volta a terra sono decine le grandi vie di collegamento interne e comunicanti con le metropoli degli stati vicini, percorse ad ogni ora del giorno da centinaia di autobus, senza contare le molte linee ferroviarie e soprattutto gli spostamenti via mare, regolati da uno dei più grandi porti degli Stati Uniti.

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