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Settimana Santa in Carinzia: le tradizioni della Pasqua in Austria

Tradizioni originali tra sacro e profano: trascorrere la Pasqua in Carinzia significa rivivere riti di un tempo passato, usi e costumi che fanno assaporare un’atmosfera quasi magica. D’altra parte, per secoli in Austria queste abitudini si sono tramandate mettendo insieme credenze pagane, superstizioni, riti cristiani e usanze contadine legate alle stagioni. Il risultato è una festa allegra e vivace per grandi e piccini in tutto il paese. Nella regione si inizia ad assaporare un clima festoso con appuntamenti di vario genere come i mercatini di Pasqua a Klagenfurt, per poi entrare nel vivo durante la Settimana Santa, quest'anno in calendario da domenica 24 marzo a domenica 31 marzo 2024 (Pasqua).

Giovedì Santo, Gründonnerstag

Le campane tacciono, ma i bimbi si scatenano. All’alba del Giovedì Santo, secondo la tradizione, le campane volano a Roma per fare ritorno il Sabato Santo. Per questo, il giovedì e il venerdì che precedono la Pasqua, le campane vengono sostituite dalle raganelle in legno (Ratschn in tedesco, già inclusi nell’elenco dei beni culturali immateriali dell’UNESCO), che i bambini fanno roteare intorno a una ruota dentata producendo un forte rumore.
E a tavola? Per il Giovedì Santo si servono tradizionalmente spinaci con frittelle di patate (Rösterdäpfeln) e uova al burro.

Le galline dalle uova...miracolose. Questa è forse la tradizione più curiosa di tutta la Carinzia. Secondo un’antica credenza, le uova che le galline depongono il Giovedì Santo, chiamate Antlasseiern, hanno poteri miracolosi e non devono assolutamente essere toccate con le dita fino al Sabato Santo. Il sabato si prendono le uova e si lanciano oltre il tetto della casa: proprio dove cadono, lì verranno sepolte. Questo gesto mette al sicuro la casa dai fulmini per tutto l’anno.

Il Venerdì e il Sabato Santo in Carinzia


Il Venerdì Santo è una giornata di digiuno e, al massimo, si consumano solo pasti leggeri. Nelle cucine delle case, però, fervono i preparativi per le pietanze che si mangiano la domenica.

Il sabato è il giorno della benedizione degli ingredienti per il pranzo di Pasqua. I cibi vengono posti in un cesto, decorato con i primi fiori primaverili e coperto con le Weihdecken (foto sopra ©KW_Steinthaler), delle tovagliette di lino tipiche, artisticamente ricamate con motivi sacri e con le iniziali della donna che porta il cesto. Dopo la benedizione dei cesti, si iniziano a mangiare alcuni dei piatti tipici della ricorrenza, come il prosciutto (foto sotto ©Michael-Seyer).

Non si può parlare di questa festa senza accennare ai tradizionali fuochi di Pasqua. Il Sabato Santo, al calar del sole, sui monti della Carinzia risplendono ovunque i grandi fuochi di Pasqua, realizzati con altissime pile di legna da ardere. Accatastare quanta più legna è una questione d’orgoglio per i ragazzi del paese. I fuochi di Pasqua illuminano la notte e annunciano la Resurrezione.

Domenica di Pasqua, Osternsonntag


La domenica viene annunciata alle prime luci dell’alba dagli spari di mortaretti, i Böller, mentre sui versanti delle montagne si vedono i falò della Pasqua.
I bambini portano in chiesa per la benedizione alcuni ramoscelli legati insieme a formare piccole scope dal manico lungo, chiamate in dialetto Palmkatzerl o Palmbuschen. A queste si appendono dolciumi e Brezel salati, da mangiare solo dopo la fine della messa.

Sempre i bambini colorano le uova e vanno alla ricerca dei nidi pieni di dolciumi nascosti dal coniglio di Pasqua. È consuetudine, inoltre, che per l'occasione i padrini e le madrine di battesimo portino ai figliocci un regalo, solitamente un Reindling, il dolce tipico locale, e un uovo colorato di rosso (foto sopra ©KW_Steinthaler).
Dopo la messa, le famiglie si ritrovano per il pranzo di Pasqua a base di carne: tra i piatti classici c'è la lingua di manzo con kren (il rafano), salumi affumicati, uova variopinte e il Reindling, il dolce fatto con pasta lievitata, burro fuso, cannella e uva passa.

Il Lunedì dell’Angelo e altre tradizioni che seguono la Pasqua

In alcuni paesi in ocasione del Lunedì dell’Angelo (Ostermontag) viene organizzata la Emmaus-Gang, un’escursione primaverile in ricordo del cammino biblico sulla strada per Emmaus.

Alcune tradizioni, però, continuano anche dopo il periodo pasquale: il secondo venerdì dopo la Pasqua, ad esempio, nella Carinzia centrale migliaia di pellegrini affrontano il Vierbergelauf (Marcia dei Quattro Monti), un pellegrinaggio che risale proprio le cime di quattro monti, percorrendo un totale di 50 km e 2.500 metri di dislivello in circa 16 ore di cammino.
La marcia inizia a mezzanotte dal Magdalensberg, al chiarore delle fiaccole e al suono delle campane e, dopo aver superato le prime salite, lo spettacolo dell’aurora sul monte Ulrichsberg con una vista mozzafiato su Klagenfurt ripaga di ogni fatica. La sera il pellegrinaggio si conclude in bellezza sul monte Lorenziberg, dove ci si dà appuntamento all’anno successivo: la tradizione del pellegrinaggio infatti non dovrà mai interrompersi, altrimenti secondo una leggenda arriverebbe la fine del mondo.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell'Ente Regionale per il Turismo della Carinzia.

Foto di copertina ©Franz Gerdl
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