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La Ruta del Café: viaggio in Perů tra le piantagioni nella foresta pluviale

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Che sia a colazione, dopo pranzo o per una pausa, quel che è certo è che tutti hanno bevuto almeno una volta nella vita una tazza di caffè, una bevanda comune in buona parte del mondo, che accarezza i sensi, stimola la mente e la creatività. Quello del caffè è un rito che molti di noi compiono ogni giorno, un piccolo ma prolungato piacere generato da una concentrazione di note aromatiche da gustare con consapevolezza, meglio ancora se nel paese di origine e di produzione di questo prodotto.

Per tutti gli amanti del caffè, un viaggio in Perù è una vera e propria esperienza in grado di stimolare tutti e 5 i sensi, perché pochi sanno che sugli altipiani andini vivono comunità agricole dedite alla coltivazione della pianta del caffè, che si pensa sia stata portata qui tra il 1740 e il 1760. Inizialmente la produzione era circoscritta al consumo locale e le principali zone produttrici si ubicarono nella selva nord-orientale del Perù, in particolare nelle regioni di Moyobamba e Jaén. Nella vallata di Chancamayo, ubicata nel dipartimento di Junín, il caffè veniva coltivato insieme ad altri prodotti fino al 1850, anno in cui la produzione di caffè prendeva il sopravvento, tanto che a partire dal 1930 la vallata si consolidava come “zona cafetalera” con installazioni che permettevano la produzione ed il processo di maggiori quantità di grani, garantendo una qualità uniforme. Per poter gustare una buona tazza di caffè peruviano in tutte le sue varianti e scoprirne i segreti, vi consigliamo di percorrere la “Ruta del Café”, un itinerario che si sviluppa attraverso una natura di incomparabile bellezza e che vi permette di entrare in contatto con le comunità della zona, ospitali e legate alle tradizioni e di gustare la bevanda ricavata dal prezioso oro verde, il chicco di caffè.

La Ruta del Café: seduzione al caffè.
Al di fuori dei circuiti classici e di qualsiasi guida turistica, le provincie di Chanchamayo e di Satipo sono il principale punto di partenza per scoprire le zone di produzione del caffè in Perù. Situate nel dipartimento di Junín dove si produce circa il 34% dell’intera produzione del Paese, si possono raggiungere le principali piantagioni del caffè organico del Paese percorrendo una strada completamente asfaltata, circondata da paesaggi dove regna una natura incontaminata e da un’incredibile varietà di flora e fauna che potrete ammirare lungo il vostro viaggio. L’itinerario ha inizio con una visita del centro di produzione Brasil fondato da Giuseppe Signori nel 1877, uno dei più visitati della zona, che ancora oggi conserva l’architettura del secolo XIX e dove oltre ad osservare le piantagioni di caffè, potrete avvistare numerose coltivazioni di limoni, banane, ananas e yuca, radice commestibile originaria dell’America del sud.

Non molto distante sorge l’azienda Monterrico, edificata nel 1875 dalla famiglia italiana Tremolada dove le piantagioni di caffè sono particolarmente estese e dove sorge una pittoresca casona risalente ad oltre 100 anni fa. Qui si ha modo di conoscere le diverse varietà del caffè Arabica prodotte in Perù secondo metodi che vengono tramandati dai contadini di generazione in generazione, come la bourbon, la rossa, l’azzurra e il café redondo.

Sposandosi nella provincia di Oxapampa si raggiunge Villa Rica, dove a fine luglio si svolge il Festival del Caffè, una località situata nel cuore della selva di Pasco che non solo offre circuiti naturalistici per l’osservazione della flora e della fauna, ma anche la possibilità di prendere parte alle diverse fasi di lavorazione del caffè, dalla selezione, alla miscela alla tostatura, e soggiornare in edifici gestiti dai locali e adibiti ad accogliere turisti. Il primo contatto con le comunità locali che vivono in questa zona avviene con i nativi yanesha di Ñagazú, una popolazione particolarmente dediti all’agricoltura e alla coltivazione del caffè senza uso di fertilizzanti chimici e nel totale rispetto dell’ambiente circostante. Ma la zona è anche interessante per le numerose attrattive di visita che offre al turista, come per esempio la laguna Oconal dove si può osservare un’incredibile varietà di flora e fauna locali, e la vicina cascata El León.

... Pagina 2/2 ...Diverse le possibilità di soggiornare in piccole strutture come la finca Santa Rosa risalente alla prima metà del XX secolo con 5 camere dotate di bagno e acqua calda, Puerto Escondido che può ospitare fino a 20 persone e l’albergo Rapallo con una spettacolare vista della laguna e di proprietà di italiani, che può ospitare fino a 24 persone.

I primati del caffè prodotto in Perù
Il caffè è uno dei principali prodotti agricoli esportati dal Perù. La produzione annuale di caffè arabica in Perù, in costante crescita, si aggira intorno ai 3,2 milioni di sacchi da 46 kg, una produzione che genera sostentamento a oltre 150.000 famiglie e copre un’area di circa 230.000 ettari, ubicati in 210 distretti rurali appartenenti a 47 Province, di cui circa 85.000 ettari sono adibiti alla coltivazione di caffè speciali certificati che si caratterizzano per la loro eccezionale qualità e per non avere difetti. Nel 2010 la Specialty Coffee Association of America ha insignito il caffè Tunki del premio Best of origin. Si tratta infatti di uno dei migliori caffè del mondo coltivato nella fattoria Sucaticona, a Sandia, nel dipartimento di Puno, che aveva già ottenuto la certificazione Fairtrade nel 2003 e la Rainforest Alliance nel 2006.

In Perù, il caffè è una fonte importante di reddito per migliaia di piccoli agricoltori che esportano circa il 95% dei loro chicchi in mercati esteri grazie all’alta qualità, aroma e sapore, per un valore che nel 2010 si è aggirato intorno agli 880 milioni di dollari, cifra storica per il Paese. Attualmente, circa il 30% della produzione di caffè del Perù è certificata come sostenibile e oggi il Perù vanta il maggior numero di Rainforest Alliance Certified piantagioni di caffè nel mondo.
Non ultimo, il caffè che viene coltivato nel distretto in cui sorge Villa Rica, nella selva centrale del Perù, ha ottenuto la denominazione di origine lo scorso 27 agosto, stesso giorno in cui si festeggia la Giornata del Caffè peruviano, la quinta denominazione ottenuta dal Paese dal 1997 dopo il pisco, il mais bianco gigante di Cusco, le ceramiche di Chulucanas e il fagiolo bianco di Ica.

Fonte: Repubb. del Perů Commissione per la Promozione del Perů
Ufficio Stampa PromPerů - Openmind Consulting
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