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Museum of Fine Arts a Boston: apre la sezione Art of the Americas

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Il pezzo centrale dell’MFA a Boston – Museum of Fine Arts – ha raggiunto la tappa finale della sua storica espansione con la spettacolare nuova ala: Art of the Americas, che espone il doppio delle opere della collezione museale, incluse alcune molteplici ed immense, mai mostrate al pubblico per decenni. L’inaugurazione offre una settimana intera di eventi culminanti che iniziano il 12 Novembre 2010 con l’apertura ufficiale il 20 Novembre.

Nel 1999 l’ MFA presentò il piano per la trasformazione del museo che da archivio di opere classiche doveva diventare dimora user-friendly per tutti gli amanti dell’arte. Le entrate al museo sono state restaurate con un incremento dell’area museale almeno del 25%, grazie ad una massiccia aggiunta con la costruzione della nuova ala, Arts of the Americas. L’intera campagna di raccolta fondi è stata lo sforzo più ambizioso nella storia dell’MFA, che con la nuova ala aggiunge significato a Boston, città culla d’America. Si può così ammirare attraverso la sua arte, la storia americana e vedere come l’America con la sua storia, sia cambiata. Per far tutto ciò ci sono voluti 504 milioni di dollari, circa la stessa somma usata per costruire l’attuale stadio di calcio di Boston, il Gillette Stadium.

Il 20 Novembre i bostoniani ed i visitatori internazionali potranno finalmente vedere il risultato ottenuto, gratuitamente ! 53 nuove gallerie per un totale di 4.645 mq.

La nuova ala é stata disegnata dalla London Firm Foster + Partners, meglio conosciuta per aver completato l’apice del Reichstag di Berlino con una cupola di vetro. La stessa enfasi e trasparenza è stata usata per l’MFA: le pareti di vetro hanno contribuito a smantellare la barriera tra il salone e i marciapiedi: una visione impressionante d’inizio e d’approccio. Se la si guarda dall’esterno e si vede la gente camminare in abbigliamento quotidiano, immediatamente si pensa che non bisogna indossare lo smoking per visitare l’MFA! La nuova ala di quattro piani espone arte e manufatti del Nord, Sud e Centro America con una temporalità che va dall’epoca pre Colombiana fino al XX secolo. E’ un’esperienza nella quale ci s’immerge. Nello spazio dedicato al XIX secolo, ad esempio, é stata ricreata un’ambientazione con elaborate tappezzerie d’epoca sulle quali sono appese le opera ed i ritratti. Per un’altra sala invece si è concepito un enorme espositore luccicante, di cubi colorati modernisti per ospitare una vasta collezione di pezzi di design di mezzo secolo. Le gallerie centrali di ogni piano della nuova ala intendono mostrare alcune selezionate opere di alcuni momenti speciali di ogni epoca dell’arte americana. Le gallerie perimetrali sono state concepite per studi più approfonditi di stili e di periodi: dalle ceramiche Maya alle sedie Eames. In generale l’ala nuova espone oltre 5.000 pezzi della collezione dell’MFA, il doppio di quanto prima in esposizione.

Numeri
In soli sette anni l’MFA ha raccolto una somma di denaro senza precedenti, per finalizzare il progetto: per la maggior parte in contanti.

$504 milioni raccolti tra il 2001 ed il 2008.
$41 milioni dell’ammontare totale delle donazioni provengono da fondazioni.
$35 milioni da aziende.
$11 milioni da fondi governativi.
$2.1 milioni dallo staff del museo.
$415 milioni da individui. Due terzi, ovvero $268 milioni dei $415 milioni sono pervenuti da soli 92 individui, i fiduciari dell’MFA.

I BENI
$345 milioni sono stati investiti nella costruzione della nuova ala Arts of the Americas Wing, nel restauro delle entrate di Fenway ed Huntington Avenue ed in un’area vasta della corte interna che ospita un soffitto di vetro alto 20 metri.
$47 milioni sono investiti nelle spese annuali di gestione, inclusi gli stipendi allo staff, la manutenzione e la programmazione.
$112 milioni in mutui del museo.
Ma non é tutto... $214 ulteriori milioni sono stati donati in arte e cash tramite donazioni separate e continuative con la campagna Gifts of Art.

... Pagina 2/2 ...I BIG SPENDERS
$50 milioni sono arrivati da singoli donatori anonimi.
$25 milioni (almeno) per ognuno dei singoli donatori George D. e Margo Behrakis, Joyce e Edward Linde e la Carl e Ruth Shapiro Family Foundation.
$15 milioni dalla Bank of America, che detiene i diritti di nomina sulla piazza dell’MFA posta sulla Huntington Avenue.
$10 milioni (almeno) per ognuno dei donatori individuali Barbara e Ted Alfond, l’ Estate di Roberta E. Logie, e due donatori anonimi.
$10 milioni dalla donazione della State Street Corporation, che detiene il diritto di nomina dell’entrata dell’MFA a Fenway.
$5 milioni dalla Calderwood Charitable Foundation.

Cosa vedere….cosa non mancare: solo un assagio!
Daughters of Edward Darley Boit di John Singer Sargent (1882) un’opera realmente unica di Sargent, meravigliosamente dipinta e misteriosa al contempo.
Boston Common at Twilight di By Childe Hassam (1885-86) L’equivalente bostoniano di una scena parigina di un impressionsita quale Pissarro o Monet, con l’attrattiva della neve e la luce del primo tramonto.
The Passage of the Delaware di Thomas Sully , il più grande dipinto del museo spesso relegato nella polvere del tempo e non esposto ed ora pezzo centrale in una delle grandi gallerie storiche: spettacolare, dopo il restauro, e la creazione di un soffitto più alto creato nella galleria che lo ospita.
Boys in the Pasture di Winslow Homer (1874) Nessun dipinto può sintetizzare al meglio la relazione felice con la terra, con il soggetto della speranza che Homer creò appena un decennio dopo la fine della Guerra Civile i cui orrori conobbe e ben illustrò.
In the Loge di Mary Cassatt (1879) un’espatriata a Parigi, invitata da Degas nel circolo degli Impressionisti: l’unica donna americana. Il dipinto mostra il femminismo del XIX secolo…così sottile nelle sue nuance tanto da far dimenticare la sua potenza.
White Rose with Larkspur, No. 2 di Georgia O’Keeffe (1927) un classico fiore dipinto nel 1927: un tour de force di colori sottili.
Old Brooklyn Bridge di Joseph Stella (1941) affascinato dall’ingegnosa ingegneria del XIX secolo, l’artista ne fa un’icona della propria epoca, spessa e moderna con tutta l’energia e l’eccitazione della più “grande” città del mondo che sembra distillarsi e concentrarsi in un tributo ad uno dei suoi simboli essenziali.
Oak Hill Rooms (inizi 19° secolo) dalla dimora di Danvers di Eliza Derby West, la figlia del primo milionario americano: alcune delle stanze più importanti e meglio conservate dell’epoca, esistenti negli USA.
Probst I di Franz Kline (1960) Un allievo della Boston University, Kline fu un artista principale dell’Astrattismo Espressionista unitamente agli amici Willem de Kooning e Jackson Pollock.
Maschera Olmec (900–550 a.C.) trovata vicino a Veracruz, Mexico, questa maschera Olmeca che data più di un millennio é considerate una delle più raffinate rimanenti al mondo.
Parakeets and Gold Fish Bowl di Louis Comfort Tiffany (c. 1893) creata per la World’s Columbian Exposition del 1893 a Chicago, questa vetrata di vetro istoriato fu donata all’MFA nel 2008 e fa il suo debutto nella nuova ala.
Room No. V di Eldzier Cortor (1948) all’età di 98 anni Cortor é uno degli artisti top Afro Americani statunitensi.

Fonte: Massachusetts Office of Travel & Tourism
Ufficio Stampa Thema Nuovi Mondi srl
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 Pubblicato da il 11/11/2010 - - ® Riproduzione vietata

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