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Tour nelle vie storiche dei mestieri nel centro di Bologna

Nel Medioevo Bologna era una città operosa e dedita a commerci di vario tipo. Basti pensare alla produzione della seta, uno dei più mercati più fiorenti in città fra il XIII e il XVII secolo, che l’ha resa celebre in tutta Europa grazie a prodotti di alta qualità realizzati con tecnologie innovative.

Oltre a favorire il benessere economico della città, il commercio ha lasciato un’impronta indelebile sul suo tessuto urbano, a partire dai nomi delle strade. Sin dal tardo XII secolo, il centro storico e in particolare la zona del Mercato Quadrilatero (uno dei lughi per uno Shopping Tour a Bologna) rappresentavano la culla delle corporazioni di arti e mestieri cittadine, le cui sedi sorgevano proprio lungo le strette viuzze del mercato. Nate per regolamentare le varie attività professionali cittadine, definite appunto “arti”, a Bologna le corporazioni ricoprivano inoltre un ruolo importante nella politica locale. Un evento fondamentale in tal senso fu la sommossa del 1228, che portò le società d’arti e mestieri ad ottenere una rappresentanza nel governo comunale.
All’epoca se ne contavano ben 21, numero che negli anni successivi si accrebbe di una decina di unità circa. Tra le corporazioni più “popolate” c’era indubbiamente la quella dei notai, che proprio nel 1228 contava addirittura 1308 membri. La bella sede che si erge in Piazza Maggiore, ancora oggi denominata Palazzo dei Notai, ne è la più evidente testimonianza.

Addentriamoci ora nel cuore del Quadrilatero, antica area commerciale e artigianale della città, e diamo inizio al nostro itinerario in 10 tappe lungo le vie storice strade dei mestieri di Bologna.

1. Via Calzolerie

Lasciando via Rizzoli alle spalle, attraverso via Calzolerie ci inoltriamo in quel caratteristico reticolo di strade che oggi ospita una miriade di negozietti, bancarelle e ristorantini in cui degustare i prodotti tipici bolognesi. Come dice il nome stesso, in questa via si trovavano le botteghe dei calzolai e la sede stessa dell’ “arte dei calzolari”. Interessante notare come la via è l’unica superstite tra quelle un tempo presenti in questa zona (dai nomi eloquenti come vicolo Tosapecore e via Spaderie), distrutte in seguito alla riprogettazione di inizio Novecento che portò all’ampliamento di via Rizzoli.

2. Via Orefici e via Caprarie


Insieme al suo prosieguo via Caprarie, via Orefici può essere definita una delle arterie principali del mercato Quadrilatero. Chi percorre questa strada oggi si imbatte in molti locali con i tavolini all’aperto, negozi storici che vendono i rinomati prodotti tipici bolognesi e, incastonati nell’asfalto, le stelle con i nomi dei grandi jazzisti transitati per Bologna: una sorta di walk of fame del capoluogo emiliano.
Come la zona di via Calzolerie, anche via Orefici è stata oggetto dei rifacimenti novecenteschi che le hanno conferito l’aspetto attuale. In epoca medievale questa era la parte del Quadrilatero in cui si lavorava il più prezioso dei metalli, mentre in via Caprarie ci si dedicava a tutt’altro: qui infatti si trovavano i macellai o “beccai”, il cui stemma raffigurante un bue è ancora visibile al civico 3.

3. Via Drapperie


In via Drapperie si inizia a respirare l’atmosfera vivace del mercato. La strada si restringe, e davanti a noi si stendono le variopinte bancarelle di prodotti freschi e le leccornie dei negozi di prodotti tipici. Ma non fatevi ingannare dalle dimensioni più ristrette della via: qui risiedevano le botteghe della più influente corporazione bolognese, che si occupava della vendita di drappi di lana. Come nel caso dei notai, anche i drappieri si dotarono di una sede imponente, Palazzo Strazzaroli, edificato fra il 1486 e il 1496 su Piazza Ravegnana, proprio sotto le Due Torri. La scelta di una posizione distaccata rispetto a quella dei negozi è forse da rintracciare nella presenza di un mercato sulla piazza, il Mercato di Mezzo, che fino agli inizi del secolo scorso si estendeva dalle torri sino a Piazza del Nettuno.

4. Via Pescherie Vecchie

In via Pescherie Vecchie i banchi del pesce non esistono più. Provate però a fare un tuffo indietro nel passato e a immaginarvela nel 1286, l’anno in cui dalla zona della Torre degli Asinelli le pescarie (botteghe del pesce) vennero spostate proprio in questa strada, al fine di fare spazio all’odierna Piazza di Porta Ravegnana. Prendendo un aperitivo a base di prodotti del territorio in uno dei tanti localini, vi sembrerà quasi di sentire i richiami dei pescivendoli che risuonano da una parte all’altra della via.

5. Via Clavature


Al termine di via Drapperie ci immettiamo in via Clavature, parallela di via Orefici/via Caprarie. Risalire al mestiere praticato in questa strada è un compito più difficile rispetto alle altre vie menzionate: secondo le fonti più accreditate, le “clavature” o “chiavature” corrispondevano alle attuali serrature, e la via rappresentava dunque il luogo in cui sorgevano le botteghe dedicate alla loro produzione. Un’altra ipotesi rintraccia invece l’origine del nome nella presenza di negozi chiusi con pesanti catenacci.
Di sicuro c’è che via Clavature è oggi una piacevole via di passaggio che ospita rinomati negozi di abbigliamento e una delle chiese più suggestive di Bologna, Santa Maria della Vita, con il suo emozionante complesso scultoreo del Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca.

6. Palazzo della Mercanzia


Pur non essendo una via, il Palazzo della Mercanzia è indubbiamente un luogo importante quando si parla di corporazioni di mestiere a Bologna. L’attuale Camera di Commercio bolognese accoglieva in passato le sedute del Tribunale dei Mercanti che si riuniva per dirimere le controversie tra le varie corporazioni, oltre ad ospitare alcune società d’arti. Il ruolo primario del Palazzo della Mercanzia è ricordato da alcuni elementi architettonici ancora visibili: da un lato la cornice nella parte superiore della facciata con le formelle in terracotta raffiguranti le varie arti, e dall’altro i 300 stemmi dipinti all’interno del palazzo (aperto al pubblico solo in occasioni particolari).

7. Via de’ Pignattari


Il Quadrilatero non è l’unica area di Bologna a recare le tracce degli antichi mestieri esercitati in città. Il nostro tour prosegue poco lontano, in via de’ Pignattari, una stretta viuzza che corre a destra della Basilica di San Petronio e che dalla fine del ‘500 ospitava una fornace destinata alla cottura delle pignatte (pentole di terracotta) e altri tipi di vasi. In precedenza, via de’ Pignattari era conosciuta col nome Dacio dal Vino, derivante dalla presenza della sede dell’arte dei brentatori, ovvero i trasportatori di vino, e dell’ufficio in cui si pagava il dazio su tale bevanda alcolica.

8. Piazza San Giovanni in Monte


A pochi passi dalla meravigliosa piazza di Santo Stefano e dalle sue Sette Chiese, una lieve salita porta alla Chiesa di San Giovanni in Monte e alla omonima piazza. In questa zona di Bologna risiedeva un’altra corporazione, quella dei Salaroli, molto significativa per la futura fama “gastronomica” della città. I salaroli erano infatti specializzati nella preparazione delle carni di maiale mediante l’uso del sale, e più in generale nel commercio di sale, formaggi e granaglie. In tal senso, con il loro mestiere hanno svolto un ruolo di precursori rispetto ai produttori di salumi contemporanei del territorio bolognese e emiliano.

9. Via Altaseta

Con via Altaseta, situata ai margini del centro storico, nel quartiere Saragozza, torniamo al tema della produzione serica con cui abbiamo aperto il nostro percorso. Questa tranquilla via residenziale offriva infatti dimora ai lavoratori della seta e ai loro attrezzi di lavorazione.

10. Via dell’Oro e via degli Arienti

Chiudiamo l’itinerario con due materiali altrettanto preziosi, l’oro e l’argento. Siamo vicini a Porta Castiglione, al di fuori di quella che nel Medioevo era la seconda cerchia di mura. Per volere del Comune, in quest’area un po’ isolata della città all’epoca definita Borgo dell’Oro e Borgo degli Arienti, nel 1249 vennero collocate le fornaci destinate alla fusione dei due nobili metalli. Poco importa che probabilmente le fornaci siano state bandite nel 1288; le due vie conservano ancora oggi la loro denominazione originaria, che come le altre strade tramanda fieramente il passato commerciale e artigianale di Bologna.
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