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I luoghi de Il Nome della Rosa, dove stata girata la fiction

E’ stato uno dei romanzi di Umbero Eco più celebrati e amati di tutti i tempi. Il film tratto dal romanzo, ricco di atmosfere gotiche e con il sublime ed eccezionale Sean Connery ad interpretare il frate francescano Guglielmo da Baskerville, ha raggiunto picchi di ascolti (quasi) irraggiungibili.

Ora ne viene riproposta una nuova versione, tramite il format televisivo della fiction. Stessi orrendi omicidi sui quali indagare, stessa abbazia benedettina arroccata su monti lugubri. Si passa però da Sean Connery a John Turturro e il cast è altrettanto eccellente: Rupert Everett, Michael Emerson, Fabrizio Bentivoglio, Alessio Boni e Greta Scarano vi dicono qualcosa, vero?

Scopriamo allora quali sono i luoghi della Fiction!

Le riprese in esterno nel Lazio


Per ricreare l'abbazia, compreso ciò che le gravita intorno, dai cortili al borgo, dal chiostro alle stalle, fino alla meravigliosa biblioteca, i produttori della fiction hanno "sfruttato" tre teatri di posa interni agli Studi di Cinecittà, simbolo indiscusso dell'eccellenza cinematografica Made in Italy. Una location tutto sommato "obbligata" visti i numeri importanti legati a questo progetto: con oltre 300 attori, più di 3000 comparse e una troupe di circa 200 professionisti, nessun'altra avrebbe potuto gestire un team così composto, in modo ugualmente eccellente.

Per le scene di vita popolare, le location all'aperto che hanno svolto la funzione di palcoscenico sono state il meraviglioso Parco del Tuscolo (area di Monte Porzio Catone), incastonato nel cuore dei Castelli Romani, ricco di tracce archeologiche che, per giorni, è stato invaso, insieme a teatro, anfiteatro e acropoli, da popolane, monaci, cavalli e guerrieri. E poi il comune di Manziana, altra perla storico-archeologica, ma anche naturalistica, nel quale numerosissime scene sono state girate in via Latina e negli adiacenti scenari paesaggistici di Valle della Molara, Vivaro, San Silvestro.

Sempre nel Lazio, poi, un ruolo suggestivo e importante è stato giocato da Torri in Sabina, con il Castello di Rocchettine, maniero-fortezza di cui oggi rimangono solo degli imponenti ruderi, visitabili.

Le location in Umbria

In Umbria, invece, protagonista pressoché assoluta è stata la città di Perugia con la sua medievale Piazza IV Novembre che custodisce la Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori, la Chiesa di Montelabate e la Cattedrale di San Lorenzo (riconoscibili nelle riprese).

Anche il piccolo e suggestivo borgo di Bevagna, poi, ha prestato la sua meravigliosa atmosfera medievale alla fiction, con alcune riprese esterne su particolari di palazzi e sul ponte di ingresso alla borgata.

Il Nome della Rosa in Abruzzo

Infine, parte delle riprese sono state girate in Abruzzo, utilizzando località dall'indiscusso fascino come il Castello di Roccascalegna, le Gole di Fara San Martino e l'eremo di Santo Spirito a Roccamorice.

Il Castello (foto di copertina), di epoca medievale e costruito dai Longobardi, si trova abbarbicato su una rocca, domina dall'alto il piccolo paesino omonimo ed è un perfetto esempio di struttura difensiva. Visitabile, ma con orari differenti a seconda delle stagioni, il costo del biglietto d'ingresso costa 3 € (tariffa intera) o 2 € (tariffa ridotta).
Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale alla pagina www.castelloroccascalegna.com

Le Gole di Fara San Martino, invece, si trovano nel Parco Nazionale della Majella e sono state lo scenario di molte scene di natura aspra e selvaggia riprodotte nella fiction (come, per esempio, le pareti di roccia appena illuminate dal sole, i ruderi di un antico convento - quello di San Martino - l'ambientazione incontaminata e il bosco fittissimo).

In ultimo, alcune scene sono state effettuate all'esterno dell'eremo di Santo Spirito, a Roccamorice, piccolo paesino della Comunità Montana della Majella. Un complesso addossato alla roccia, composto da chiesetta, sagrestia e foresteria, in cui il tempo sembra essere rimasto fermo al XVI secolo, anno della sua costruzione. Raggiungibile percorrendo il sentiero S, l'eremo è visitabile. Per maggiori informazioni e dettagli su orari di apertura e visita, consultare il sito del Parco della Majella alla pagina ufficiale, cliccando qui.

I luoghi del genio creativo di Umberto Eco

Va però ricordato che lo scrittore piemontese si è ispirato, per le sue ambientazioni, a luoghi realmente esistenti ed egualmente evocativi. Però i posti che hanno fornito ispirazione a Umberto Eco non hanno coinciso (e non coincidono nemmeno in questo caso) con quelli che hanno fisicamente prestato la magia necessaria alle riprese cinematografiche. Noi li segnaliamo entrambi.

La Sacra di San Michele


Ha una storia millenaria questo tempio dedicato a San Michele, uno dei monumenti più conosciuti, significativi e misteriosi di tutto il Piemonte. Situata nella Val di Susa, le sue origini rimangono piuttosto vaghe, soprattutto (e grazie) a causa delle innumerevoli leggende che circolano sul suo conto. Quella maggiormente in auge vorrebbe che fosse stato proprio il santo ha fondarla in quel luogo preciso, posto sulla strada che unisce la Sacra con altri due templi a lui dedicati: quello di Mont Saint Michel in Francia e Monte Sant’Angelo in Puglia. Non a caso, per altro, le analogie tra la Sacra piemontese e il santuario francese sono davvero molte. La sua costruzione risalirebbe agli ultimi anni del 900 d.C. e, non appena la si scorge, ci si rende conto di come alcuni principi della fisica siano stati sfidati, con successo, da chi l’ha progettata. Abitata inizialmente da monaci benedettini, ora è la dimora dei padri rosminiani. E’ proprio al suo interno che Eco immagina lo svilupparsi dell’intreccio noir del suo romanzo. Per chi volesse visitarla, la Sacra di San Michele è aperta con orari differenti a seconda della stagione (inverno ed estate). Il biglietto d’ingresso costa 8 € (tariffa intera, 19-64 anni), 6 € (tariffa ridotta, dai 6 ai 18 anni, dai 65 anni in su, persone con diverse abilità motorie), ingresso gratuito per bimbi fino ai 6 anni d’età.
Per maggiori informazioni, visitare il sito della Sacra qui.

Santuario Nostra Signora della Guardia


Per quanto riguarda i panorami sconfinati e le ambientazioni naturali, Eco ha anche preso spunto da un particolare skyline, quello del Santuario Nostra Signora della Guardia nell’entroterra genovese. Ed è proprio Adso da Melk, l’allievo di Guglielmo da Baskerville, a dare voce a quest’evidente richiamo al Santuario quando afferma che “ci si trovava come su di una terrazza (…) che dava a picco su golfi bellissimi e (…) penetrava in gole profonde, dove montagne si elevavano tra le montagne”. Costruito ad un’altitudine di circa 800 metri slm, il Santuario venne eretto, secondo la leggenda più in voga, da un pastore su espressa richiesta della Madonna. Tempio cinquecentesco a croce latina, la Basilica è un’opera d’arte sia nei suoi interni che nell’architettura esterna.
Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale.

Tenuta della Cheirasca, Gavi

Antico palazzo del ‘700, situato a Gavi, famoso in tutto il mondo per l’omonimo vino, la Tenuta della Cheirasca è stata un’altra delle fonti di ispirazione di Umberto Eco. Appartenente un tempo ad Eugenio Carmi, genio dell’astrattismo italiano, la tenuta fu prima azienda agricola, poi seminario per religiosi e, infine, rifugio di artisti. Successivamente abbandonata, la Tenuta ora è disabitata. Eco, amico di Eugenio, ebbe la possibilità di visitarla e trascorrervi del tempo e fu proprio ammirando le piccole celle che agli inizi del XX secolo ospitavano i seminaristi, che lo scrittore prese spunto per descrivere le stanzette dei monaci ne Il Nome della Rosa.
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