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Tour sulla Strada Romantica delle Langhe e del Roero

Questo è un viaggio non indicato per tutti. Leggete, quindi, bene questa guida che illustra il nostro itinerario sulla Strada Romantica delle Langhe e del Roero e cercate di capire se siete adatti a partire insieme a me per quest'avventura. Arruolo solo viaggiatori armati di curiosità, voglia di scoprire, passione per la Natura con la n maiuscola e palato sopraffino. Questi sono i quattro requisiti indispensabili per apprezzare ciò che incontreremo e non posso permettermi di fare eccezioni.
Volete saperne di più?

Dove si trova la Strada Romantica delle Langhe e del Roero?


Tanto per cominciare siamo in provincia di Cuneo, lì dove il Piemonte si allunga verso il Mar Ligure, fin quasi a lambirlo, lì dove il paesaggio tipico è un ’insieme armonico di dolci colline cariche di vigne, puntellate da piccoli e pittoreschi borghi e suggestivi castelli medievali, la maggior parte dei quali si trovano abbarbicati in cima a poggi lussureggianti.
Per proseguire, poi, siamo lì dove le papille gustative si risvegliano entusiaste di fronte ai gioielli che questa terra ricca e fertile regala con generosità, come il Tartufo Bianco d’Alba, la carne di Fassona, la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe e la “Tuma”, tanto per fare qualche succulento esempio. Per non parlare dei vini: mi basta, ad esempio, citare il Barolo e il Barbaresco, entrambi figli del vitigno nebbiolo, il più rappresentativo della zona, per farvi comprendere di cosa sto parlando.
Insomma, s’è capito, questo spicchio di mondo di cui vi sto raccontando assomiglia molto all’idea che ci siamo fatti un po’ tutti del Paradiso Terrestre e si presta, dunque, ad essere esplorato in lungo e in largo da chiunque intenda fare un giro delle Langhe in moto, in macchina o con qualsiasi altro mezzo di locomozione.

Tuttavia questo itinerario offre qualcosa in più di quanto detto finora, perché questo percorso vuole essere un racconto emozionale di ciò che questa terra conserva nelle sue zolle di terra, nelle facce severe dei suoi abitanti, nei monumenti che impreziosiscono i borghi e nelle tradizioni popolari che ogni anno vengono celebrate.
La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è un viaggio unico che si articola in 11 tappe tematiche, più di 130 chilometri di strade panoramiche e percorsi da trekking, punti-panoramici allestiti lungo il percorso, affinché il viaggiatore possa fermarsi ad ammirare la bellezza che lo circonda, senza fretta, con le orecchie tese ad ascoltare i suoni che le Langhe ed il Roero ogni giorno orchestrano silenziosi, mentre la meraviglia dà spettacolo con semplice perfezione.
Devo aggiungere altro?
No, vero?
Allora partiamo.

Primo giorno: Vezza d’Alba e Magliano Alfieri


Vezza d’Alba: il tartufo bianco d’Alba

Cominciamo il nostro percorso lungo la Strada Romantica delle Langhe in camper, in macchina o in moto, a vostra preferenza, visto che le strade che dobbiamo percorrere sono facilmente percorribili con ogni mezzo di trasporto.
Il primo giorno di tour lo dedichiamo a un giro del Roero, dove le celebri Rocche, le profonde voragini che si aprono all'improvviso nel terreno, stazionano felici da millenni; il punto di partenza è Vezza d’Alba, piccolo e incantevole borgo arrampicato su un’altura dall’alto della quale ha visto scorrere il tempo per secoli e secoli. Interessante come sempre la passeggiata che ci porta a scoprire il centro storico, che, con la bellissima Chiesa di San Bernardino e la Parrocchiale di San Martino, riesce a regalare emozioni agli appassionati di arte. Consigliata anche una visita al Museo Naturalistico del Roero, dove si potranno ammirare alcuni reperti che testimoniano la ricchezza geologica e naturalistica di questo territorio così difficile da lavorare ma fertile e generoso nel regalarci i suoi frutti preziosi. Come il tartufo, tanto per fare un esempio sicuramente apprezzato da molti di voi, che, non a caso, è il protagonista della nostra tappa romantica di Vezza d’Alba.
Ultima chicca: dopo aver degustato questa specialità in tutte le versioni - che ne dite di un piatto i Tajarin al Tartufo Bianco? - al Di Vin Roero, suggestivo ristorante che si trova proprio nella piazza principale del borgo, salite fino ai ruderi dell’antico Castello medievale di cui restano solo i ruderi, dove è stato allestito un punto panoramico con vista mozzafiato sulla valle sottostante e sulle incantevoli sculture di roccia che contraddistinguono il territorio.

Magliano Alfieri: i castelli del Roero e delle Langhe

Dopo esserci lustrati gli occhi ripartiamo alla volta di Magliano Alfieri, cui dedicheremo il nostro pomeriggio. Solo 11 chilometri ci separano da quello che è stato il feudo della storica famiglia della nobiltà astigiana di cui il celeberrimo drammaturgo Vittorio faceva parte, e li percorriamo lungo la pittoresca Strada Romantica che ci porta a incontrare alcuni dei castelli del Roero e delle Langhe, testimonianza dell’importanza che questo territorio ha avuto in epoca medievale, quando molte famiglie si spartivano le pendici delle morbide colline lussureggianti che ci sono da queste parti. Proprio gli imponenti manieri che proteggono i borghi disseminati nel Roero e nelle Langhe sono il tema centrale di questa seconda tappa che propone, infatti, ai viaggiatori un punto-tappa panoramico allestito proprio sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea, nella parte più alta e antica del borgo, per poterli ammirare.
Mentre si passeggia verso il nostro "balcone con vista", possiamo dare un'occhiata al Parco Alfieri, al Municipio e all’imponente Castello, all’interno del quale si trova il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari - Cultura del Gesso, dedicato all’antica tradizione contadina piemontese di realizzare i soffitti in gesso, vista la grande quantità di materia prima presente in quest’area.
Stanchi, eh? Nessuna paura, perché poco fuori dal borgo ci aspetta l’Agriturismo Cascina San Bernardo, un piccolo gioiello di ospitalità immerso nella campagna e con vista diretta sull’incantevole borgo di Castellinaldo, che, indovinate un po’, è famoso anche lui per il suo castello, uno dei più suggestivi dell’intera regione.

Secondo giorno: Neive e Treiso


Neive, la capitale del Barbaresco e del Dolcetto

L’alba del secondo giorno ci accoglierà sicuramente di buon umore e, dopo una sana colazione, saremo pronti a ripartire per le tappe del giorno, la prima delle quali ci porta a Neive, uno dei più bei borghi del Piemonte, entrato a ragione nel circuito dei borghi più belli d’Italia.
Anche in questo caso sono solo 11 i chilometri che si devono percorrere, ma il mio consiglio è di goderveli tutti; viaggiate senza fretta mentre i filari di viti vi sfilano accanto e vi anticipano quello che sarà il tema della nostra mattinata: i vini del Roero e delle Langhe, i capolavori di cui vi ho già accennato nei paragrafi precedenti. Scesi i declivi del Roero e percorso il lungo rettilineo che vi porterà a oltrepassare il Tanaro e a entrare ufficialmente nel territorio delle Langhe, vi ritroverete ad osservare la nostra meta, stupendo borgo d’impianto medievale abbarbicato su un poggio, per la sua parte più antica. Il “pais di sguret”, il “paese dei signorotti” - questo è il soprannome di Neive - vi resterà fotografato nella memoria: il centro storico s’inerpica piano piano verso l’alto, tra strade acciottolate e strette, tetti rossi di case che si abbracciano l’una all’altra, qualche chicca architettonica, come le sontuose ville di quei signorotti nobili che hanno contribuito a rendere così suggestivo questo piccolo borgo piemontese e la Torre dell’Orologio, da dove, affacciati dal piazzale antistante, è possibile lanciare uno sguardo panoramico tutto intorno.
Non distraetevi troppo, però, perché se no perdiamo di vista il tema principale della nostra visita, ossia i nostri amici vini, da degustare senza indugio alla Cantina del Glicine, rinomata cantina del 1500 dichiarata addirittura Patrimonio UNESCO, in accompagnamento con i favolosi formaggi locali e qualche nocciola.

Treiso e le Rocche dei Sette Fratelli

Raccomando morigeratezza agli appassionati di calici DOC e DOCG, anche se so quanto sia difficile resistere, perché la nostra giornata di scoperta è solo a metà. Riprendiamo la strada che ci porta verso Treiso, costeggiando disordinatamente il Tanaro: il paesaggio varia poco visto che è tutto da cartolina, con le colline vitate a Nebbiolo, Barbaresco e Dolcetto che regalano colori e profumi di un’intensità straordinaria e custodiscono le storie dei soldati immortalati dalla penna di Beppe Fenoglio, che proprio su queste colline ha combattuto, da partigiano, contro i nazisti durante la Resistenza.
La Chiesa Parrocchiale, barocca, sfarzosa e imponente, ci accoglie da lontano e ci invita a raggiungere il cuore del borgo, più contenuto e meno suggestivo di quelli precedenti, ma pur sempre meritevole di ammirazione; interessante anche un’occhiata al piccolo sito archeologico recentemente scoperto, risalente al VI-V secolo a.C., una delle poche testimonianze del neolitico piemontese.
Le vere protagoniste di Treiso, però, sono le Rocche dei Sette Fratelli, ubicate poco al di fuori del centro abitato: la vista, una volta affacciati al parapetto del balcone allestito sulla Strada Romantica delle Langhe e del Roero, è di quelle mozzafiato per davvero, a rischio vertigini. Sconsigliata ai deboli di cuore.
Dopo tanta meraviglia andiamo a rifocillarci. Torniamo indietro di qualche chilometro e ci abbandoniamo al relax che l’Agriturismo il Bricco dispensa a piene mani, complici il paesaggio che si dispiega tutto intorno e i prelibati frutti della terra che i gestori lavorano con mani sapienti.

Terzo giorno: Trezzo Tinella, Benevello e Sinio


Trezzo Tinella, il balcone sulle Alpi Marittime

Il nostro terzo giorno si apre con la solita ricca colazione, magari gustata all’aperto, se la stagione lo consente, prima di coprire i quattro chilometri abbondanti che ci dividono da Trezzo Tinella, tanto minuscolo quanto delizioso borgo immerso nei boschi della Bassa Langa che vanta un glorioso passato, anche se ormai lo possiamo leggere solo in qualche reperto e nei resti di un’antica necropoli romana venuta alla luce per caso. Ci fermiamo per dare una veloce occhiata al pur sempre affascinante centro storico, con la sua Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, con la volta a botte tipica del neoclassico piemontese, e la Cappella di Sant’Anna ai Fiori.
Tuttavia il nostro vero obiettivo è Bric Boscasso, il punto-tappa panoramico della Strada Romantica, ubicato qualche chilometro più a sud, raggiungibile attraverso un piccolo sentiero che rappresenta uno dei più suggestivi tratti da fare per scoprire la Strada Romantica delle Langhe a piedi. La nostra meta si presenta come un vero e proprio anfiteatro naturale da cui ammirare l’intero arco alpino che corre parallelo al mare e divide la Liguria dal Piemonte e le montagne quasi “sacre” che si alzano in direzione nord, ossia Sua Maestà il Monviso, il mistico Cervino e l'ineguagliabile Monte Rosa, alcuni dei capolavori orografici che rendono il nostro Stivale così prezioso.

Benevello, la terrazza con vista sull’Alta Langa

Bastano pochissimi chilometri, poco più di una manciata, per varcare l’ideale confine che c’è tra Bassa Langa e Alta Langa e avvicinarci sempre più ai territori del Monferrato, altra zona vitivinicola di grande pregio.
Il paesaggio di Alta Langa si fa subito notare perché presenta fin da subito scorci che si discostano non poco da quell’ordine morbido che vige un poco più a nord. Qui la Natura si fa più rustica e selvaggia, i pendii un po’ più scoscesi e incolti, anche se il profumo nell’aria e la meraviglia negli occhi cambiano di poco. Percorriamo, dunque, quella manciata di chilometri su quella che possiamo definire la Strada Romantica del Barolo, visto che proprio in questo territorio si produce il "Re dei Vini", ed entriamo a Benevello, pittoresco borgo che propone l’ormai solito Castello, ubicato sulla sommità del colle che ospita il pugno di case, la Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, che custodisce un bellissimo affresco raffigurante la Langa, e la Chiesa della SS Annunziata, che noi non ci scorderemo di ammirare.
Una volta compiuto il nostro dovere di perfetti turisti, ci prepariamo al pezzo forte che Benevello ci ha preparato per apprezzare ancor più le Langhe: gli itinerari a piedi che si snodano aggrovigliati su per i boschi che si alzano alle spalle dell’abitato, ideali per gli appassionati di trekking e di passeggiate.
Vi avverto che l’altra specialità del borgo è la gastronomia succulenta. E meno male, direte voi, perché certamente la fame sarà arrivata a domandare la sua soddisfazione, che noi le daremo con sollecita premura, portandola al Ristorante Al Castello e lasciandole scegliere ciò che di meglio c’è nel menu, tra Brasati al Barolo, Ravioli del Plin e Bolliti Misti che si sciolgono in bocca e un dolcissimo Bonèt, mentre ci godiamo la solita vista a cinque stelle dal punto panoramico allestito dal Comune.

Sinio, il teatro e la tradizione delle masche

Dedichiamo il pomeriggio del nostro terzo giorno a Sinio, piccolo borgo anch’esso medievale che presenta una caratteristica davvero unica, quantomeno per le tradizione architettoniche di questa regione, ossia la sua conformazione “a scudo araldico”: lungo un’arteria viaria principale e tre vie trasversali, difese da due porte di accesso, la “soprana” e la “sottana”, sono stati collocati gli edifici in modo che la loro forma complessiva fosse proprio quella di uno scudo, in modo da poter difendere più facilmente le abitazioni e i palazzi civili in caso di attacco.
La Chiesa di San Frontiniano, che conserva affreschi di pittori locali, rappresenta il cuore del paese, così come le vestigia dell’antico Castello, distrutto dagli Sforza e riedificato dalla famiglia Del Carretto, ma ciò che rende Sinio unico nel suo genere è la presenza della compagnia “Nostro Teatro di Sinio”, che ha la sua sede nella Chiesa della Madonna dell’Annunziata e porta regolarmente in scena le tradizioni locali, tema della nostra tappa, tra le quali sicuramente una delle più suggestive è “la Notte delle Masche”, ispirata alle folcloristiche streghe piemontesi, manifestazione che si svolge il 14 agosto di ogni anno e rappresenta uno dei più suggestivi eventi del Piemonte.
Ora di riposare? Sono d’accordo. Andiamo di corsa a farci conquistare dall’Agriturismo Adriano, situato appena fuori l’abitato, immerso, indovinate un po’, in un’atmosfera naturale assolutamente straordinaria, dove, dopo la cena a base di Vitello Tonnato, Fritto Misto alla Piemontese e un Tagliere di Formaggi DOP, il tutto accompagnato da qualche calice d'eccellenza, potrete abbandonarvi tra le accoglienti braccia di Morfeo.

Quarto giorno: Cissone e Murazzano


Cissone e la terra della Langa

Il nostro quarto giorno di viaggio ci invita fin da subito alla calma: la colazione con vista sul panorama che ci si presenta aiuta a comprendere con immediatezza che da queste parti la terra è un dono prezioso che, come tale, viene curata ed accudita con costanza, fatica, pazienza e, naturalmente, tanta passione.
Sono solo 11 i chilometri che ci dividono da Cissone, il prossimo borgo che abbiamo nel nostro mirino, ma li dobbiamo fare senza la fretta di arrivare, perché se no corriamo il rischio di non apprezzare come merita l’anima di questi luoghi. Ritorniamo, dunque, verso Sinio, da dove prendiamo la strada che si dirige verso Roddino, in cima alla quale ci fermiamo per ammirare il paesaggio: lanciare il nostro sguardo verso nord ci regalerà un interessante confronto tra Sinio, con la sua conformazione a forma di scudo, e Sinalunga d’Alba, piccolo borgo poco distante che si presenta con la più classica forma circolare, con castello che svetta nel mezzo e le case che corrono concentriche a sua protezione. Decisamente suggestivo.
Arrivati finalmente a Cissone ci godiamo il solito centro storico bomboniera, con visita veloce alla Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia e alla Confraternita dei Disciplinati, che conserva un importante altare barocco, prima di dedicarci a ciò che di meglio ci può offrire questo minuscolo paese agricolo, ossia i meravigliosi frutti della sua terra trasformati in prelibatezze per buongustai, da gustare rigorosamente al Ristorante Balcone sulle Langhe, una garanzia di genuinità, perfezione culinaria e vista mozzafiato da oltre trent’anni.

Murazzano e le tradizioni delle Langhe

In questa giornata c’è tempo anche per un pisolino post Barbaresco & C. en plein air, tanto per non farsi mancare nulla e per affrontare i sedici chilometri che ci dividono da Murazzano, prossimo step, in tutta tranquillità.
Come sempre cerchiamo di goderci il nostro tour delle Langhe in ogni tratto e ci regaliamo una piccola deviazione di pochi chilometri per visitare Bossolasco, conosciuto anche con gli appellativi di “Perla delle Langhe” o di “Paese delle Rose”, per la sua bellezza e perché ai bordi delle strade e sui muri delle deliziose case in pietra crescono rigogliose molte rose profumate che in primavera fioriscono e rendono il borgo un’autentica rarità.
Altrettanto splendido è Murazzano che, con i suoi quasi 800 metri di altezza - qui le colline cominciano a diventare montagne - e la sua imponente e ben conservata Torre, alta ben 33 metri , per questo, eletta come punto panoramico ufficiale della Strada Romantica delle Langhe e del Roero, si fa notare fin da subito. Curioso il soprannome - lo “scudo a chiave del Piemonte” -, conquistato per la sua posizione strategica in cima a uno dei poggi più belli dell’intera Alta Langa.
La passeggiata nel centro storico ci regalerà lo stesso stupore che abbiamo già incontrato nel visitare i precedenti borghi: imperdibile una visita a Palazzo Tovegni, che si presenta con due balconi liberty deliziosi, e al vecchio Mulino, un’antica torre di avvistamento riconvertita a struttura per macinare il grano.
All’Agriturismo Cascina Raflazz lasceremo la responsabilità di dare riposo al nostro palato, a suon di piatti della tradizione langarola e di calici da intenditori, e al nostro corpo. Sono certa che non ci deluderà!

Quinto giorno: Mombarcaro e Camerana

Mombarcaro, il borgo montano che guarda il mare

Siamo arrivati quasi alla fine sia del nostro viaggio sia del Piemonte, visto che solo una quindicina di chilometri ci separano dal confine con la Liguria e dalle Alpi Marittime. Non è un caso, infatti, che la nostra prossima meta sia il borgo più montano di tutta l’Alta Langa: Mombarcaro è conosciuto anche come la “vetta delle Langhe”, visto che svetta fino a quasi 900 metri di altezza e da qui, soprattutto nelle giornate rese limpide e terse dal maestrale che soffia severo, lo sguardo si può spingere fino al mare.
Deliziosa la passeggiata lungo le vie del centro storico, uno dei meglio conservati di tutta la regione, e interessanti le visite al Museo Storico Etnografico, che custodisce attrezzi e utensili della tradizione agricola locale, la Chiesa di San Rocco e l’Arco Medieval del XIV secolo, l’unica testimonianza rimasta della cinta muraria che fino a qualche secolo fa proteggeva il borgo.
Al termine della nostra visita ci rimettiamo in viaggio in direzione Camerana, l’ultima nostra tappa, senza dimenticarci di fermarci a circa metà strada dove si trova il Ristorante Il Cucat, ubicato nel piano terreno di un’antica filanda - “cucat” in piemontese significa bozzolo del baco da seta - e rinomato per la bontà dei piatti che serve. Ah, non dimenticatevi di assaggiare una fetta di Torta alle Nocciole, perché da queste parti è davvero una specialità ultracalorica con i fiocchi.

Camerana, il borgo delle orchidee

Ultimo sforzo, su. Posate le forchette e ripartiamo alla volta di Camerana, la nostra ultimissima tappa. Si tratta di un borgo sparso, che si sparpaglia tra boschi lussureggianti e pianori che corrono verso valle; la borgata di Villa è la più rappresentativa, grazie all’alta Torre del 1268 che svetta imponente; sopravvissuta al Castello di cui doveva essere vedetta, del quale sono giunti fino a noi solo alcuni resti e le fondamenta; bella anche la barocca Chiesa dell’Annunziata, che conserva un preziosissimo altare policromo con lavorazione a mosaico.
Non solo arte, però, perché non ci scordiamo che da queste parti Madame Natura dà il meglio di sé; con la Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo, ad esempio, tempio vegetale di indiscutibile bellezza che conserva quel fascino tipico dei luoghi selvaggi e ancora incontaminati, meta ideale per gli appassionati di trekking ed escursioni o anche soltanto per chi è alla ricerca di un’idea per una gita fuori porta in Piemonte.
Da non sottovalutare, infine, che proprio qui, nella Valle Bormida che si apre morbida ai piedi di Camerana, fioriscono ogni anno le 43 specie di orchidee spontanee langarole che, da sole, rappresentano la metà della produzione nazionale di questo magnifico e prezioso fiore.
Del resto non ci scordiamo che siamo a due passi dal mare e da quella Riviera che ha nella floricoltura una delle sue principali attività economiche. Due passi dal mare? A se andassimo a dargli un’occhiata? Dài, riponete i tartufi e le bottiglie di Barbera, Barolo e Dolcetto nei trolley e partiamo in direzione spiaggia per festeggiare sul lungomare di Savona la fine del nostro meraviglioso tour sulla Strada Romantica delle Langhe e del Roero.

Il nostro viaggio in sintesi


Percorso:
  • Vezza d’Alba - Magliano Alfieri: 11 km
  • Magliano Alfieri - Neive: 11 km
  • Neive - Treiso: 9 km
  • Treiso - Trezzo Tinella: 3 km
  • Trezzo Tinella - Benevello: 7 km
  • Benevello - Sinio: 14 km
  • Sinio - Cissone: 11 km
  • Cissone - Murazzano: 18 km
  • Murazzano - Mombarcaro: 14 km
  • Mombarcaro - Camerana: 12 km
Lunghezza totale percorso: 110 km circa
Cosa assaggiamo: Barolo DOCG, Barbaresco DOCG, Roero DOCG, Barbera d'Alba DOC, Dolcetto d'Alba DOC, Tartufo Bianco d’Alba, carne di Fassona, Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, la “Tuma”, Tajarin al Tartufo Bianco, Brasato al Barolo, Bollito Misto, Ravioli del Plin, Bonèt, Vitello Tonnato, Fritto Misto Piemontese, Torta alle Nocciole.
Cosa vediamo: Chiesa di San Bernardino, Parrocchiale di San Martino e Castello (Vezza d’Alba), Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea, Parco Alfieri, Municipio e Castello (Magliano Alfieri), centro storico e Torre dell’Orologio (Neive), Chiesa Parrocchiale (Treiso), Parrocchiale di Sant’Antonio Abate e Cappella di Sant’Anna ai Fiori (Trezzo Tinella), Castello, Parrocchiale di San Pietro in Vincoli e Chiesa di SS Annunziata (Benevello), Chiesa di San Frontiniano e Chiesa della Madonna dell’Annunziata (Sinio), Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia e Confraternita dei Disciplinati (Cissone), Torre, Palazzo Tovegni e Mulino (Murazzano), Chiesa di San Rocco Arco Medievale (Mombarcaro), Torre di Villa, Chiesa dell’Annunziata (Camerana).
Musei e attrazioni: Museo Naturalistico del Roero (Vezza d’Alba) Museo delle Arti e tradizioni Popolari - Cultura del Gesso (Magliano Alfieri), sito archeologico neolitico e le Rocche dei Sette Fratelli (Treiso), Bric Boscasso (Trezzo Tinella), Nostro Teatro di Sinio (Sinio), Museo Storico Etnografico (Mombarcaro), Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo (Camerana).
Enoteche, Cantine e Ristoranti: Ristorante Di Vin Roero (Vezza d’Alba), Agriturismo Cascina San Bernardo (Magliano Alfieri), Cantina del Glicine (Neive), Agriturismo il Bricco (Treiso), Ristorante Al Castello (Benevello), Agriturismo Adriano (Sinio), Ristorante Balcone sulle Langhe (Cissone), Agriturismo Cascina Raflazz (Murazzano), Ristorante il Cucat (Mombarcaro).
Maggiori informazioni: sito ufficiale della Strada Romantica delle Langhe e cartina turistica dell’itinerario (qui link alla guida in pdf)

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 Pubblicato da il 18/02/2019 - - ® Riproduzione vietata