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Vacanze in barca a vela in Corsica: consigli per una crociera

Il commento praticamente unanime di ogni velista al ritorno da crociera ai Caraibi, di solito estenuato dal jet-lag e in stato catatonico all’arrivo a Linate dopo una settimana di pessimo rapporto tra vento e qualità del cibo (eccessivo il promo e scarsissima la seconda) è il seguente: meglio la Sardegna. Gianni Agnelli, che di bei posti si intendeva, se attraversava l’Atlantico per andare in barca lo faceva a Martha’s Vineyard e con John Kennedy, altrimenti lui a navigare ci andava in Costa Smeralda.

Se vela significa vento eccitante, coste selvagge, cale trasparenti e mare impegnativo, allora la Sardegna non ha rivali al mondo. La zona intorno alle Bocche di Bonifacio offre sfida e allo stesso momento protezione, pura natura e poco distante antica civiltà marinaresca, e acque turbolente che dietro a strane rocce si trasformano in delicata piscina naturale. In poche ore di vela ci si proietta dalle vetrine glamour di Porto Rotondo ai tre metri di onda corta delle bocche o, preferibilmente, viceversa. A causa di una stravagante carenza di collegamenti aerei Corsica-Italia, normalmente si considera come zona di navigazione quella che va da Punta Senetosa in Corsica a Tavolara, sud di Olbia, che funge da aeroporto di riferimento.

Per comodità tracceremo in ideale itinerario lineare proprio in questo senso, approfittando del classico ponente alle spalle, ed esplorando nell’ordine le spiagge a sudovest della Corsica, Bonifacio, Lavezzi, l’arcipelago della Maddalena, Caprera e infine la Costa Smeralda propriamente detta. Meteorologicamente la zona è dominata dai venti occidentali, Maestrale e Libeccio, che nelle Bocche tendono ad assumere una generica direzione ‘ponente’ e rafforzare. Nessun mese dell'anno è immune dalla sua buona dose di vento.

La costa di Bonifacio


Il tratto di costa tra Punta Senetosa e Bonifacio è poco conosciuto, semideserto e nasconde alcune tra le spiagge più belle del Mediterraneo, come la Plage d’Argent. Da terra ci si arriva con molta difficoltà, e neppure dal mare è semplice dal momento che tutti gli ormeggi sono solo di bel tempo. Raramente chi naviga solo una settimana si spinge fino alla punta, ma chi lo farà sarà largamente premiato. Spiagge argentate, rocce scultoree e beata solitudine sono l’attrattiva principale di questo tratto di costa.
Tra le discussioni più frequenti tra marinai di lungo corso (o lungo sorso come si dice a Trieste) raramente manca quella sul più bel porto al mondo. Bonifacio è sempre in lista, spesso sul podio, a volte primo. Come in ogni porto che si rispetti vale la pena arrivarci in barca, magari con maestrale, quando come d’improvviso tra le immense falesie bianche si apre una fenditura, alta e profonda, una ferita di un miglio che porta ai piedi di un paese abbarbicato sulle rocce come nessun’altro. Il tempo di un cappuccino e dai feroci frangenti delle bocche, passando per un immenso portale bianco, ci si ormeggia placidi di fronte a una boulangerie, ai piedi di un perfetto borgo genovese di carrugi e case antiche Nonostante l’ormeggio selvaggio e la virtuale impossibilità di trovare posto in agosto dopo le 11, resta il non plus ultra dell’itinerario.

Isola di Lavezzi


Almeno fino a che non si riesce ad ormeggiare a Lavezzi, magari a novembre. La stagionalità è un fattore importante in questa zona, essendo piccoli e rari sia i porticcioli che le rade preferite. In Sardegna, più che in ogni angolo del Mediterraneo, la folla si concentra tra luglio e agosto. Inoltre la durezza del vento tiene distanti i dilettanti in primavera e autunno, che sono le stagioni migliori. Lavezzi è una manciata di enormi scogli grigio perla gettati su un fondo di sabbia bianca da un gigante biblico, quasi a voler chiudere un po’ di più lo stretto, scogli che formano una serie di baie di una bellezza quasi eterea. Chi avrà la fortuna di ancorarci in perfetta solitudine a novembre, o meglio ancora a Capodanno, non lo scorderà mai. Una delle più belle isole del mondo.

Budelli e dintorni


E arriviamo a quel braccio di mare tra Razzoli, Budelli e Santa Maria, e più ci si addentra e più l’acqua diventa chiara, fino a terminare nelle cosiddette piscine, non lontano dalla spiaggia rosa. Ci si ormeggia alle boe del parco, da scegliere considerando il vento. Le più belle, ma anche le più esposte, sono a ovest. L’ideale è visitarle quando soffia vento, e la folla dei gitanti e dei gommoni resta in costa, lasciando le isole a chi sfida, per non più di un’oretta, le onde…

Caprera e la Costa Smeralda


Caprera offre i ripari più sicuri e suggestivi dell’arcipelago. Dalle minuscole calette a nordest dell’isola, alla spettacolare coppia cale Coticcio e Portese a est, fino all’amplio porto Palma, protetto da tutti i venti, come ben sanno tutti coloro che hanno frequentato la famosa scuola di vela, tutt’ora basata nei discreti edifici lungo la costa. Ci si potrebbe passare una settimana, con ogni tempo.

La Costa SmeraldaPorto Cervo, Romazzino e Cala di Volpe, ed eventualmente Porto Rotondo – sono uno spettacolare tratto di costa e il navigante sarà spesso in compagnia, visto l’affollamento di ogni maxi-mega-multi yacht che lo frequenta. Sempre bellissima, sempre chic, sempre carissima, sempre affollata, generalmente evitata dal velista doc e venerata da chi si muove a motore e chi si può permettere l’oltraggioso fee d’ormeggio.

Doppiato capo Figari ricomincia la Sardegna dei sardi, quella meno conosciuta e ricca di sorprese, come Tavolara e Molara, dove per qualche ragione incomprensibile si spingono poche barche. Eppure nessun tratto della costa è così impetuoso, superlativo e spettacolare come all’ombra dei muraglioni di Tavolara e delle rocce di Molara. Veniteci anche solo per il guazzetto di cozze e vongole che fanno nell’unico ristorante dell’isola.
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 Pubblicato da il 10/09/2018 - - ® Riproduzione vietata