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La Sagra dei Vertuti a Paganico Sabino

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Il 1° maggio cade la Festa Nazionale dei Lavoratori (o così dovrebbe essere, chi vuol intendere intenda) e lo sanno bene in quel di Paganico Sabino, paesino in provincia di Rieti che approfitta del giorno di riposo per tessere il vetusto folclore del Calennemaju, che nel dialetto autoctono suona come Kalènnemàju. In questa 24 ore il tempo sembra prendersi una pausa da se stesso rievocando un antichissimo rito di matrice pagana legato alla vita e alla rinascita, insomma una grande allegoria partorita dalla tradizione contadina e dal culto della terra.

Tradotta con il termine più consueto "Calendimaggio", la ricorrenza tanto sentita dalla gente del posto suona le sue note in tutta la Valle del Turano echeggiando come esattamente fanno gli attesi appuntamenti del calendario locale. L’usanza ha origini che vanno a perdersi nei secoli, ma ci pensano ogni anno i Paganichesi a ricordarla rafforzandola con un evento strettamente connesso per non dire gemellare, la Sagra dei Vertuti. Fascino e mistero si fondono con il coacervo ordito da gastronomia, folclore e divertimento, tre concatenati elementi caldeggiati fin dalle ore 11, quando viene aperta la mostra "Il cammino della memoria" e svelate le esposizioni permanenti "Attrezzi della civiltà contadina" e "Arredi Sacri", che trovano sede nella Sala San Nicola attigua alla Parrocchiale del paese.

Solo mezz’ora dopo s’alza il sipario sul Kalènnemàju Paganichese, cui si partecipa assolutamente a digiuno (occhio a non sgarrare, pare sia una cosa seria) immergendo tre noci (o meglio le ghiere) in un bicchiere pieno di vino previo il pronunciamento di un’antica formula, che recita più o meno così: “San Félìppu e Jàku, faccio a Kalènnemàju, se mòro affonno, se nò ritorno”. Si tratta di versi propiziatori in quanto se le noci restano a galla, allora il buon segno battezzerà la stagione del raccolto. Tirato un sospiro di sollievo, ci si siede a tavola in occasione della Sagra dei Vertuti per assaporare una laboriosa zuppa di legumi e cereali la cui preparazione richiede diverse ore e una precisione di cottura quasi chirurgica. Altre pietanze sono i maccheroni al pomodoro, salsicce, bruschette e l’apoteosi riflessa in tanto vino rosso con il quale poter brindare alla futura bella stagione.

Naturalmente, questa è una sagra che sdogana l’amore per la bellezza e la tradizione, perciò vengono altresì organizzati tour intorno al paese, al Belvedere della Rocca e attraverso i boschi secolari che agghindano un circondario spettacolare e lussureggiante.


Informazioni, date e orari per partecipare alla Festa

Nome: Sagra dei Vertuti e Kalènnemàju
Dove: Paganico Sabino (Rieti)
Quando: 1° maggio 2018
Orari: dalle ore 11.00 a sera
Biglietto: gratuito
Tipologia: festa delle tradizioni e della gastronomia
Programma: contattare la Pro Loco di Paganico Sabino inviando una e-mail all’indirizzo proloco@paganicosabino.org

Come arrivare
Dall’Autostrada del Sole A1 deviare sulla A24 Roma - L’Aquila, uscire a Carsoli/Oricola e dirigersi verso Rieti, svoltare sulla SS 5 e seguire per Paganico Sabino; dalla stazione di Rieti si continua il viaggio con gli autobus Cotral diretti al paese; l’aeroporto di Roma Ciampino dista 80 km dalla località.

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