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Gite domenicali fuori porta in Abruzzo. Dove andare in gita per un giorno

Natura imponente, paesaggi mozzafiato, borghi suggestivi, specialità enogastronomiche da leccarsi baffi, ma soprattutto tradizioni antiche e ben radicate, che contraddistinguono una delle regioni più selvagge dello Stivale e la rendono una delle mete preferite dai viaggiatori alla ricerca di una vacanza autentica e indimenticabile. Stiamo parlando dell'Abruzzo, che con il Gran Sasso, la Majella e il Velino offre mete imperdibili agli amanti della montagna, ma altrettanto soddisfa chi preferisce il mare, l’arte o la Natura più selvaggia; numerosi, infatti, sono anche i Parchi Nazionali, le oasi naturalistiche, le bianche spiagge si sabbia finissima che si affacciano sull'Adriatico e i capolavori artistici o i monumenti storici.

Non è difficile quindi trovare una meta dove andare in gita per un giorno in Abruzzo, un'occasione di divertimento e un'idea per una gita fuoriporta, da fare da soli, in dolce compagnia o con tutta l’allegra famiglia, bambini e cani compresi. Potete, ad esempio, partire dai numerosi eventi in Abruzzo che abbiamo già selezionato per voi; sagre enogastronomiche, feste patronali, eventi, festival e grandi manifestazioni della tradizione, scorrendo i quali troverete sicuramente qualcosa che fa al caso vostro.
Con questa guida, però, vogliamo fare qualcosa di più per voi, e per questo abbiamo selezionato idee originali, un po' diverse dal solito, per permettervi di scoprire l'Abruzzo più sconosciuto, ma non per questo meno affascinante o meritevole della vostra attenzione.

Preparatevi, quindi, a partire per un viaggio che vi lascerà a bocca aperta; solo alla fine saprete dirci se avete fatto male a fidarvi di noi.


Il Guerriero di Capestrano


La prima gita la dedichiamo agli appassionati di arte antica, anzi antichissima, risalente addirittura al VI secolo a. C., periodo in cui tutta la regione era abitata dai Piceni, una delle popolazioni italiche più mistiche e misteriose di tutto il centro Italia.
Nello specifico ci dirigiamo a Chieti, dove si trova il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo, perché qui è conservata una scultura che è considerata un'opera d'arte di importanza straordinaria, forse una delle più rappresentative dell’arte italica, sicuramente uno dei simboli più suggestivi ed evocativi dell’Abruzzo.
Si tratta di una statua dalle dimensioni imponenti, 2 metri e 10 centimetri d'altezza e 135 centimetri di larghezza, trovata, nel lontano 1934, da un contadino di Capestrano, piccolo comune in provincia de L’Aquila, che stava dissodando il suo campo. Raffigurante, molto probabilmente, un militare, ciò che colpisce del Guerriero di Capestrano è il suo incredibile stato di conservazione, che ci permette di osservare e studiare quei particolari che contraddistinguono questa opera d'arte e la rendono così diversa da tutte quelle coeve.
Prima di tutto colpisce il bizzarro copricapo indossato dal Guerriero, che, con la sua dimensione spropositata e la sua forma circolare, sembra proprio un sombrero messicano. Gli studiosi hanno ipotizzato che lo stesso cappello sia una delle tante armi indossate dal militare, qualcosa che poteva avere la funzione di uno scudo o di un elmo. Anche l'aspetto vagamente androgino è stato oggetto di studio da parte degli esperti: vita stretta, gambe eleganti, mani delicate, fondoschiena quasi "brasiliano” e molti altri elementi che possono essere attribuibili a una figura femminile, rendono, infatti, questa statua non tanto un ritratto fedele di qualche personaggio da consegnare alla storia, ma piuttosto una celebrazione della grandezza del popolo piceno intero, una potente rappresentazione simbolica che evoca un’epoca così lontana da essere trattata in modo poco approfondito anche nei libri di storia. Straordinariamente suggestiva.


Il Castello sospeso di Roccascalegna


Abbarbicato su una collina tra il Sangro e il vallone del Rio Secco svetta imponente il Castello di Roccascalegna, la meta della seconda gita che vi proponiamo. Si tratta di un gigantesco maniero medievale che sembra sospeso tra cielo e terra, poiché è stato edificato su uno spuntone roccioso di forma irregolare che si getta nel vuoto.
Costruito dai Longobardi, scesi dal nord con mire espansionistiche, divenne una delle inespugnabili linee di confine del conflitto secolare che si è consumato tra i Longobardi e i Bizantini per il controllo della zona.
Intorno alla “Rocca”, così viene chiamata la fortezza dagli abitanti del luogo, aleggiano misteriose leggende, la più tetra delle quali è quella che viene ricordata con il nome "la mano di sangue”. Protagonista ne è il barone Corvo de Corvis, proprietario del castello nel 1646, il quale tentò di reintrodurre il medievale “ius primae noctis”, secondo il quale il signore del paese aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con le novelle spose del suo “regno” e nessuna poteva sottrarsi a tale obbligo.
In una di queste occasioni, però un marito coraggioso e passionale non si piegò alla prepotenza e, travestitosi da sposa, si presentò dal barone e lo accoltellò; quest'ultimo, ferito mortalmente, si trascinò esanime alla ricerca di soccorso e si appoggiò alla finestra della torre, lasciando un'impronta insanguinata, che, gli abitanti lo garantiscono, è stata visibile fino al crollo della torre del 1940. L'importante opera di restauro di tutta la struttura, avvenuta nel 1985, ha riportato il castello di Roccascalegna al suo antico splendore e oggi è diventato sede di mostre e manifestazioni culturali molto importanti.


Scanno, il borgo dei fotografi


La terza meta che vi proponiamo è una guest star famosa in tutto il mondo, nonostante le dimensioni molto contenute. Numerosi sono gli appellativi che gli sono stati dedicati a tutti sanno restituire l’immagine del fascino che Scanno, uno dei borghi più belli d’Abruzzo, incastonato alle pendici del Monte Rotondo, una dei luoghi più rinomati dove sciare in Abruzzo..
“La perla dell’Abruzzo” è uno dei più evocativi, ma anche "la patria della fotografia mondiale" richiama immediatamente lo splendore di certe vedute, gli scorci panoramici, i portali decorati e gli angoli suggestivi che si possono scoprire percorrendo le antiche vie del centro storico. Esiste proprio una via, la Via dei Fotografi, che è stata dedicata agli artisti di fama che fin qui si sono arrampicati per immortalare scatti, alcuni dei quali sono diventati opered'arte conservate nei musei.
Dopo la passeggiata nel centro storico, potrete fare una golosa merenda in una delle rinomate pasticcerie locali, magari a base di qualche boccone di Pan dell’Orso, succulento dolce a base di mandorle, cioccolato e miele, o di Mostaccioli, golosi dolcetti fatti con il mosto cotto secondo un'antica ricetta del 1700, magari mentre si passeggia lungo “la ciambella”, la caratteristica via sulla quale si affacciano le numerose botteghe orafe dove si realizzano i preziosi gioielli della tradizione artigianale.
A questo punto bisognerà smaltire le calorie in eccesso e una passeggiata nei boschi ci sembra una soluzione ottimale; dal paese, infatti, non ci vuole molto per arrivare fino al lago omonimo, il più grande di tutto l’Abruzzo, almeno fra quelli naturali, e rimanere incantati per la forma unica, a cuore, che lo specchio d'acqua ha.
Una meravigliosa giornata tra arte, natura e buona tavola che vi ritemprerà sia il fisico sia lo spirito. Provare per credere!


Eremo di San Bartolomeo in Legio


Abbiamo detto all'inizio che l'Abruzzo è terra piena di fascino e di mistero e la sua anima mistica e profondamente religiosa contribuisce a questa fama. Proprio le aspre pendici delle montagne abruzzesi, infatti, fin dai primi secoli della storia del Cristianesimo, sono state scelte da quei fedeli alla ricerca di pace e di silenzio per poter dedicare la loro vita alla meditazione e alla preghiera; con pazienza e passione sono stati edificati più di 100 eremi nascosti tra le rocce e immersi nella natura incontaminata, di cui venti sono custoditi nel Parco della Majella.
Proprio in uno di questi vi mandiamo ora, in uno dei più suggestivi e affascinanti: l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, nel comune di Roccamorice. Costruito prima dell’XI secolo, fu fatto restaurare dal Papa che “fece per viltade il gran rifiuto”, Celestino V nel 1250, che lo elesse sua dimora e qui visse per due anni. Incastonato con un cammeo nella roccia è particolarmente noto per la suggestiva galleria semi-scavata nella roccia che permette di godere di uno scorcio paesaggistico fuori misura, dal quale tutti restano veramente rapiti: la sensazione è quella di camminare “nella pancia” della montagna, in un tutt’uno con la selvaggia e incontaminata Natura circostante, come novelli eremiti del nuovo millennio alla ricerca di pace e serenità. Emozioni maiuscole garantite!

Castelli fiabeschi e grotte da esplorare: gite con i bambini


Restiamo sulle montagne abruzzesi, anche se ci trasferiamo dal Massiccio della Majella alle pendici del Parco Nazionale del Gran Sasso, per descrivervi la prima delle proposte che abbiamo selezionato per voi se vi state domandando dove andare la domenica con i bambini in Abruzzo.
Rocca Calascio non è solo uno dei castelli medievali più belli e meglio conservati di tutto lo Stivale, se non di tutta Europa, ma è anche uno scenario magico che ci permette di fare un viaggio nel tempo, a quando il mondo era popolato da dame e cavalieri. Calascio, proprio per la sua imponente bellezza, è stato addirittura il set di numerosi film fantasy e in costume, come, ad esempio, Lady Hawke o il Nome della Rosa.
La rocca è realizzata interamente in pietra bianca, frutto anche di un restauro imponente operato alla fine del secolo scorso, visto che il magnifico maniero era stato danneggiato in modo significativo durante il terremoto del 1703.
I vostri piccoli rimarranno indubbiamente incantati a ritrovarsi tra le sale in cui la bella Isabeau e il suo capitano di ventura s’incontravano per un attimo tutti i giorni, prima che lei si trasformasse in falco o lui in lupo, o ancora rimarranno a bocca aperta a visitare il ponte levatoio e il piccolo borgo, sospeso tra fantasia e fascino, che bisogna attraversare per arrivare al castello. Tutto qui parla di libertà, fantasia e voglia di avventura, che, siamo certi, i vostri piccoli sapranno apprezzare. E, lasciatecelo dire, anche voi!

Ripartiamo subito per un’altra avventura e lasciamoci alle spalle le montagne per entrare nel ventre della terra, in una cavità carsica attraversata da un fiume, una delle più spettacolari di tutta Italia.. Il patrimonio naturalistico dell'Abruzzo è veramente ricco di rari capolavori e tra i più preziosi non possiamo, infatti, lasciarci sfuggire le Grotte di Stiffe, dove il corso d'acqua perenne proveniente dall’Altopiano delle Rocche riaffiora dopo un percorso sotterraneo e attraversa con impeto le grotte che si sviluppano per una lunghezza di 700 metri. Un sentiero costeggia il fiume in un susseguirsi di cascate spettacolari, stalattiti e stalagmiti monumentali, pericolose rapide, sculture di roccia colorata e laghi nascosti che tireranno fuori l’Indiana Jones che alberga nei vostri piccoli esploratori, che senza dubbio rimarranno ammaliati da questo luogo in cui roccia e acqua s’incontrano per dare vita a una scenario di rara bellezza.

Dove andare in una giornata di pioggia in Abruzzo


Nella regione che a tutti gli effetti è considerata la meta privilegiata degli appassionati di turismo naturalistico, si potrebbe fare l’errore di credere che sia difficile trovare un posto dove andare quando piove in Abruzzo; niente di più sbagliato, perché non mancano occasioni di divertimento anche quando non splende il sole, alcune delle quali vi faranno ringraziare Giove Pluvio di averci messo lo zampino.
Come, ad esempio, dedicarsi alle prelibatezze regionali, magari da degustare all'interno di una location che non troverete da nessun altra parte: un trabocco in riva al mare. Ma cos'è un trabocco? Si tratta di un'antica costruzione in legno su palafitta, collegata alla terraferma,o ad altri trabocchi, attraverso esili e suggestive passerelle sospese sul mare cristallino. La funzione originaria, mantenuta nei secoli, era quella di permettere ai pescatori di raggiungere le acque più profonde e, quindi, più pescose. Di antichissima origine, tanto da essere considerati dei veri capolavori dell'arte antica, sono diventati uno dei simboli della regione e disseminano il tratto di mare compreso tra Vasto e Ortona.
Alcuni di questi, i più noti sono ubicati a Fossacesia, una delle località di mare dell’Abruzzo più suggestive e affascinanti, sono stati convertiti a ristorante, ovviamente specializzati in piatti di pesce, e molto probabilmente non esiste niente di più romantico di una cena o un aperitivo in un trabocco quando piove, da gustare con calma, lasciando andare lo sguardo al di là dello spazioso orizzonte, godendosi la sensazione di essere sospesi tra acqua e cielo.

Cambiamo registro per la seconda gita sotto la pioggia che abbiamo selezionato per voi e ci dedichiamo all’anima sacra che l’Abruzzo possiede in modo prepotente. La destinazione è Manoppello, piccolo borgo ubicato alle pendici del Massiccio della Majella, in provincia di Pescara, dove è custodito il Volto Santo, un’immagine unica al mondo e misteriosa. Impressa su un leggerissimo velo, che misura 17 × 24 cm, e rappresentante un volto maschile con lunghi capelli e barba, ha la particolarità di non essere dipinta, le analisi condotte dagli esperti hanno rilevato che non sono presenti pigmenti di colore, ed è visibile da entrambe le parti; se illuminata da una fonte di luce posta sul lato posteriore, inoltre, l'effigie sparisce. Qualcuno sostiene che sia il vero volto di Cristo e che sia stato miracolosamente impresso sul panno da mano non umana; secondo la leggenda è stato ritrovato direttamente nel sepolcro di Gerusalemme in cui Gesù venne sepolto.
Sicuramente ci troviamo di fronte a una delle più importanti reliquie del mondo cristiano. A differenza della Sacra Sindone, però, che raffigura il Cristo con gli occhi chiusi, il Volto Santo lo mostra con gli occhi aperti, caratteristica che fa pensare che il sacro velo sia stato posto sul volto di Gesù dopo la sua resurrezione.
Difficile descrivere l'emozione che si prova davanti al tabernacolo che custodisce la preziosa reliquia, emozione che pervade indistintamente tutti i visitatori, al di là della fede che professano. Imperdibile!


Paesaggi lunari e sorgenti carsiche per una giornata con Fido


Quando c’è un peloso in famiglia, però, bisogna ammettere che le cose si fanno più difficili quando si è alla ricerca di idee per fare delle belle gite con il cane in Abruzzo; da dire, certamente, che la regione si presta ad accontentare i nostri amici a quattro zampe che amano correre e divertirsi nella Natura, attività che, sinceramente, annovera molti appassionati tra i nostri scodinzolanti quattro zampe.
Cominciamo con una Riserva Naturale che è diventata nel 1999 un’Oasi del WWF: i Calanchi di Atri, 380 ettari che custodiscono maestose architetture di roccia. Conosciute anche con il nome di "bolge dantesche" o "scrimoni”, originate dalle forti erosioni che il terreno argilloso ha subìto a causa delle condizioni atmosferiche rigide e, soprattutto, delle deforestazione ad opera dell’uomo: uno spettacolo quasi lunare, tra laghetti, rupi appuntite, brulle macchie boschive e ripidi fossi disegnano un quadro paesaggistico naturale ricco di colori e di fascino straordinario.
Apparentemente inospitali, i Calanchi di Atri si rivelano, invece, essere un luogo ricco di curiosità, come specie vegetali e animali preziose e sentieri segnalati per gli appassionati di passeggiate a sei zampe. Aree attrezzate vi aspettano, infine, per un pic nic o una siesta ritemprante.

Non vi riposate, troppo, però, perché anche l’ultima gita che vi proponiamo necessita della vostra prestanza fisica - quella del vostro cane non la mettiamo assolutamente in discussione - perché vi mandiamo in un’altra Riserva Naturale, quella di Zompo lo Schioppo, situata nel territorio del comune marsicano di Morino, dove troverete non solo una delle cascate più spettacolari di tutto l’Appennino, ma anche faggete plurisecolari, grotte, pozzi carsici e scorci paesaggistici mozzafiato, all’interno dei quali vivono orsi marsicani, lupi e rare specie di rapaci.
Numerose le aree di sosta attrezzate con panche e punti fuoco, perfetti per allestire un pic nic da leccarsi i baffi, e ben segnalati i sentieri, tra i quali il più suggestivo è “il tracciato ad anello”, che raggiunge la parete verticale dalla quale in primavera e in autunno sgorga possente una sorgente che erompe direttamente dalla roccia, dando vita auna cascata di 80 metri.
Seguite il vostro amico peloso che vi guiderà, con il suo istinto, alla scoperta di una piccola perla paesaggistica di rara bellezza, per una giornata all’insegna del divertimento e del totale relax.

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 Pubblicato da il 03/11/2017 - - ® Riproduzione vietata

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