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Itinerario sul Lago d'Iseo, tra eventi ed attrazioni da non perdere

Ha vissuto il suo momento di gloria grazie all’opera dell’artista Christo, ma il Lago d’Iseo vale da solo una visita, al di là de The Floating Piers. Quel che è certo è che d’ora in poi non vi saranno le folle di fine giugno e inizio luglio scorso e questa è già una buona ragione per tornare.
Parto così alla scoperta delle sue placide sponde con #inLombardia365 il progetto di 365 giorni che sta accompagnando il web alla scoperta della Lombardia attraverso influencer e instagramers nazionali e internazionali.

Abbiamo un intero weekend davanti a noi, ma gli angoli da scoprire non mancano e sappiamo già che a qualcosa dovremo rinunciare. Iniziamo intanto con Iseo, dove raggiungo il team presso l’Arsenale. Un tempo residenza di nobili famiglie medioevali, oggi l’edificio di riconosciuto valore architettonico, ospita esposizioni e mostre, come quella dell'artista Wolfgang Volz, conosciuto anche come il fotografo di Christo perché colui che da decenni affianca il grande artista bulgaro-americano in giro per il mondo. “Catching The Landscape” raccoglie le fotografie che raccontano l’opera di Christo, in un percorso che si snoda all’interno dell’Arsenale conducendo il visitatore nel mondo dell’artista. La mostra è a ingresso libero ed è stata peraltro prorogata fino al 25 settembre.
Riemersi dal borgo medievale di Iseo ci concediamo una passeggiata veloce lungolago, ammirando la luce calda del tramonto sulla sponda orientale del lago, un attimo prima di assaporare il profumo della notte…

Ma la serata non finisce qui e proseguiamo infatti nell’allegra atmosfera di Sarnico.
Sarnico è in realtà un pittoresco e tranquillo comune di poco più di 6000 abitanti, situato nel Sebino Meridionale sulla sponda occidentale del Lago d'Iseo, da sempre punto strategico perché terra di confine fra la il territorio bergamasco e quello bresciano. Siamo a fine luglio e come da tradizione, il paese ospita il Sarnico Busker Festival. 4 giorni di festa, in compagnia di 50 diverse compagnie di artisti internazionali che animano la piccola realtà di Sarnico e il dirimpettaio villaggio di Paratico. Un’occasione che ogni anno si ripete nel cuore dell’estate e che ha già raggiunto la decima edizione.

Spente le luci della festa, ci concediamo qualche ora di sonno, prima di ripartire alla volta degli altopiani che si estendono sopra il lago, a oltre 1000 m di quota. A bordo di aitanti fuoristrada percorriamo la strada panoramica di Ceratello-Bossico laddove la montagna fa capolino e incrocia lo sguardo col lago. Qui è praticamente impossibile non concedersi una sosta fotografica dove la vista si apre sulle placide acque lacustri che riflettono tutto il blu del cielo. Addentrandosi sempre più nel fitto della foresta, la strada si fa più dissestata e l’aria è più fresca. Dai finestrini si possono ammirare pascoli, abeti, radure e pozze d’acqua, ma c’è anche chi il sentiero decide di farselo a piedi e in questo senso il comune di Bossico ha molti percorsi alternativi da offrire.

Arrivati alla chiesetta del Colle di San Fermo, a 1250 metri s.l.m., abbiamo raggiunto la nostra meta, perché è qui che si trova l’Agriturismo La Selva, nientedimeno che una piccola malga dove ci aspettano polenta, formaggio e brasato, per gli amanti della carne. Peccato solo il cielo sia coperto da una leggera foschia perché c’è da sopra la Croce la vista sul lago pare essere eccezionale.
Il pomeriggio non tarda ad arrivare e così proseguiamo la marcia, rigorosamente motorizzati, alla volta di Riva di Solto, torniamo sulle sponde del lago dunque, in un piccolo comune dalla parte opposta rispetto alle cime del Trenta Passi. Incamminandoci da qui verso Castro, troviamo un certo numero di macchine in sosta e, poco più avanti, procedendo un centinaio di metri, a piedi si imbocca un tunnel.

E come succede nelle fiabe, dall’altra parte della galleria, ecco che spuntiamo fuori in un’ansa immacolata. Sembra quasi di aver aperto le porte di Narnia, eppure è tutto vero. Acqua turchese e cristallina incorniciata da pareti di roccia a strapiombo e una fitta vegetazione. Non mancano nemmeno file di ragazzini pronti a tuffarsi laddove l’acqua è più profonda. Ci troviamo nell’Orrido di Bogn, uno spettacolo mozzafiato tutto naturale e assolutamente da non perdere.

Infine, prima che cali la notte, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, Lovere, (Lòer) in dialetto locale. Arriviamo in piazza XIII Martiri che il sole è già basso e la passerella lungolago inizia già a colorarsi di rosa. Il nostro tour del borgo inizia dalla maestosa Basilica rinascimentale di Santa Maria in Valvendra, che custodisce l’organo dipinto da Ferramola con una meravigliosa annunciazione dai colori accesi e un solenne coro ligneo cinquecentesco. Non manca nemmeno un’importante scalinata in discesa fino all’ingresso, proprio come richiede la tradizione della zona. Facendo un salto indietro nel tempo per le antiche vie del borgo medievale passiamo da Piazza Vittorio Emanuele II, sormontata dalla Torre Civica, e iniziamo la discesa verso l’Accademia di Belle Arti Tadini, uno dei più antichi musei dell’Ottocento Lombardo, nato dalla generosità del conte Luigi Tadini. Della ricca collezione d’arte del conte vale la pena ricordare un altorilievo di Antonio Canova, nonché una raccolta di preziose porcellane, i dipinti di Lorenzo Veneziano, di Jacopo Bellini Giacomo Ceruti detto “il Pitocchetto”, Giandomenico Tiepolo e Francesco Hayez.

Il terzo e ultimo giorno del nostro tour ci attende, ma a darci il buongiorno è un bel temporale mattutino. Se siamo circondati da una fitta vegetazione verdeggiante, ci sarà un perché no? Decidiamo quindi di trovare rifugio nella storia della Chiesa di Santa Maria della Neve di Pisogne, soprannominata la “Cappella Sistina dei poveri”. Completamente affrescata internamente e, un tempo anche esternamente, dal Romanino, importante interprete della scuola lombarda rinascimentale. Uno dei gioielli indiscussi dell’arte sacra locale.

Calmato il cielo, è arrivata l’ora di fare capolino dal punto panoramico laddove le piramidi di erosione di Zone si mettono in posa davanti ai visitatori incuriositi. Siamo nella Riserva Naturale delle piramidi di erosione all’interno del Comune di Zone e davanti ai nostri occhi si stagliano pinnacoli di roccia alti fino a 30 metri scavati dagli agenti atmosferici e sormontati, come per magia, da massi arrotondati. Valgono assolutamente una sosta e forse meritano anche una bella passeggiata lungo il sentiero che si snoda tutto intorno.

Completiamo quasi il nostro cerchio con Monte Isola, l'isola lacustre più grande d'Europa, che a inizio estate è stata protagonista indiscussa dell’opera dell’artista bulgaro. Oggi si respira un’aria calma e pacata, ma l’isola è solita sbocciare almeno ogni cinque anni in occasione della Festa di Santa Croce. L’ultima si è tenuta lo scorso anno e, proprio come EXPO, si ripeterà nel 2020 e il fulcro della manifestazione è tradizionalmente il 14 settembre. La spiegazione storia che spinge ai festeggiamenti risale probabilmente al XIX secolo allor quando la popolazione fece un voto alla Santa Croce per essere scampata al colera. Da 200 anni ha luogo in due piccoli borghi medievali, Carzano e Novale che per l’occasione vengono addobbati con rami di pino, fiori di carta, luminarie e animati da spettacoli.
Ora abbiamo una ragione in più per tornare.
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 Pubblicato da il 24/10/2016 - 471 letture - ® Riproduzione vietata

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