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La Settimana Santa a Cuglieri

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Come accade spesso nell’Italia che ha conosciuto la dominazione spagnola, anche in Sardegna i riti che riguardano la Quaresima, la Pasqua e la Settimana Santa sono particolarmente sentiti. A Cuglieri (provincia di Oristano) della Quaresima sino alla Pasqua i cerimoniali sono organizzati dalle confraternite e dalle arciconfraternite del paese in una ritualità dove fede e folkore si abbracciano per creare atmosfere uniche.

La Quaresima copre sei venerdì, escludendo quello subito precedente la Pasqua, durante i quali il rito prevede lo svolgersi della Via Crucis (in sardo Sas Rughes) lungo le vie del paese. A Cuglieri le confraternite hanno il compito di organizzare e accompagnare i fedeli per le Viae Crucis.

Il quarto venerdì, di responsabilità dei confratelli della Madonna del Carmelo, è quello dove molti paesani preparano le Nennere: piatti con germogli di grano portati come omaggio dai fedeli per addobbare i sepolcri sparsi per il paese durante il Mercoledì Santo. La preparazione di questo piatto consiste nel stendervi i semi di grano inumiditi e riporlo, dall’interno di un sacco, in una stanza buia, affinché i germogli non inverdiscano. Al centro del piatto si è soliti sistemarvi una candela o altri germogli, magari di fava o lenticchia. Il richiamo alla simbologia cristologica è chiaro: come Cristo morto resuscita il giorno di Pasqua, così i semi, apparentemente inoperosi, rinascono a nuova vita.

Lavabo, Sas Chilcas
Al termine della celebrazione mattutina della messa del Giovedì Santo ha luogo un particolare rito: il sacerdote toglie la pianeta (il paramento liturgico tipicamente utilizzato per la messa) e intona il Miserere dopo aver indossato la stola viola, mentre i priori e le prioresse delle confraternite svestono gli altari dagli addobbi e rovesciano sugli stessi, in segno di lutto, i candelabri e crocefissi.

Nel pomeriggio avviene poi il primo incontro delle confraternite, ognuna recante le proprie statue e le proprie croci nere mentre dodici fra i confratelli della Misericordia – rappresentanti i dodici apostoli – camminano in processione con in mano una fiaccola (atza in cuglieritano). Dopo essersi incontrate per le vie del paese secondo turni predefiniti, le confraternite si riuniscono per formare un corteo e recarsi in Basilica per la Missa in coena Domini, in memoria dell’ultima cena. Durante la messa si assiste al Lavabo: a imitazione di quanto fece Cristo, fra le confraternite vengono scelti dodici membri (un tempo i dodici prescelti fra i componenti della Misericordia) e questi porgono il piede destro nudo al sacerdote che lo lava con un mazzetto di lavanda profumata bagnata nell’acqua benedetta, lo asciuga con un panno e lo bacia. Dopo la messa, a notte inoltrata, le confraternite sfilano per la processione cosiddetta de sas Chilcas, ovvero visitano i vari sepolcri del paese. Si tratta di un momento tipico della religiosità sarda: si vuole che la madre di Cristo, travolta dal dolore, abbia vagato alla ricerca del corpo del figlio e la processione ne ricorda la sofferenza e il disperato girovagare.

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Il Venerdì Santo: la processione di corsa e la deposizione dalla croce
A partire dalla mattina del Venerdì Santo inizia, dalle dieci, il rito della crocifissione, in cuglieretano de s’ingravamentu. Nella chiesa della Vergine delle Grazie viene aperta la nicchia che conserva la lettiga e il Crocefisso snodato che poi, nella cappella di San Domenico, viene affisso a una croce dai priori dell’Addolorata. La croce in questione è chiamata sa Rughe Maistra e viene trasportata sino alla cappella del Santo Crocifisso, per essere esposta all’adorazione dei fedeli. La Rughe Maistra è poi issata alla croce penitenziale vera e propria, la Contrarughe. Un uomo con le vesti della confraternita dell'Addolorata fa voto di portare la croce penitenziale: verso le undici il penitente inizia il suo percorso con la croce in spalla. Gli altri penitenti lo seguono ma presto la processione prende un ritmo frenetico: a causarlo sono le donne che hanno avuto, tra il venerdì santo e quello dell’anno precedente, lutti in famiglia. Esse portano un lume a olio e seguono la croce, ma tale lume va deposto in una fossa davanti alla scalinata della Basilica prima che la croce venga sollevata.

Durante il pomeriggio del venerdì le confraternite si ritrovano nella Chiesa della Madonna delle Grazie dove due confratelli impersonano le figure bibliche di Nicodemo e di Giuseppe di Arimatea, portando in processione gli strumenti della deposizione e il panno di lino bianco che ricoprirà le piaghe di Cristo. Nicodemo e Giuseppe di Arimatea si approssimano alla statua della Madonna, come a chiederle il permesso di deporre Gesù dalla Croce e salgono per levare la corona di spine dal capo di Gesù per deporla sul capo della Madonna. Provvedono poi a passare il panno di lino sotto le braccia e la testa del Crocifisso e si inizia a togliere i chiodi che vengono poi presentati a Maria. Il corpo di Cristo viene innalzato davanti alla folla e alla Madonna, poi è adagiato nel feretro e ricoperto con un velo.

Domenica di Pasqua: i fiori benedetti
Dopo i tradizionali riti del Sabato, giunge la Pasqua. Peculiarità di Cuglieri è la benedizione dei bouquet di fiori che sono preparati il pomeriggio del giorno precedente con violette selvatiche e foglie di arancio. Sono riposti a decorazione dei fanali e dei crocefissi portati in processione. I confrati fanno poi rientro nelle rispettive sedi, dove si spartiscono i mazzi di viole per portarli ciascuno a casa propria, dove li aspetta un festoso pranzo pasquale.

Settimana Santa di Cuglieri
Dove: Cuglieri (OR).
Quando: dal 10 al 17 aprile 2017.

Qui le altre località dove vedere i RIti della Settimana Santa in Italia


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 Pubblicato da il 13/03/2017 - - ® Riproduzione vietata

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