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Tour lungo la Costa d'Alabastro in Alta Normandia

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Anche qui in Alta Normandia occorre mettersi l’animo in pace e pazientare senza prendersela troppo con il tempo che è bizzarro e piovoso ma anche incredibilmente mutevole e benevolo, tanto da regalare giornate dal sole abbacinante, in modo del tutto inaspettato. Ma una cosa è certa, che si viaggi con il bel tempo o inseguiti da cupi nuvoloni, la costa d’alabastro (o per dirla alla francese Côte d'Albâtre) non può che regalare scorci e vedute indimenticabili.

Si estende per circa 130 km nel nord della Francia, da Le Tréport a Étretat, ed è chiamata così proprio per il colore di quelle alte falesie che si precipitano nell’oceano e che qui si riflettono in un gioco infinito di colori dal verde al blu cobalto del mare.

Si può percorrere anche solo in un giorno se si vuole, ma resta una tappa imperdibile se si programma un viaggio alla scoperta delle bellezze della Normandia. Meglio seguire le strade costiere (D75, D68 e D79), tralasciando la D925 più veloce ma interna e non certo panoramica.

Lungo la costa infatti ci si muove tra una teoria senza fine di cittadine grandi e piccole, incastrate o incastonate a seconda dei pareri, tra falesie vertiginose dove il bianco avorio della roccia ricorda appunto l’alabastro. Alle spalle di queste verticalità, un tappeto di prati e spazi aperti dove giganti pale eoliche girano lente, assecondando un moto quasi ipnotico. I paesi come le spiagge che si aprono a ventaglio lungo la costa, quasi tutte immortalate dai maestri dell’impressionismo francese, sono simili ma ugualmente uniche.

Dieppe, porto strategico sulla Manica e per questo ripetutamente bombardato durante la seconda guerra mondiale, si presenta oggi come un vivace centro costiero, punteggiato di brasserie e locali dove è possibile mangiare pesce fresco a prezzi onesti. Se si vuole godere di una bella vista sulla città, la salita al castello val bene lo sforzo e regala un punto panoramico suggestivo soprattutto verso sera.

Se si ha tempo, si può prevedere una deviazione di pochi chilometri a nord di Dieppe, verso Plage de Puys, teatro dello sbarco di un contingente canadese nel ’42, oppure si può proseguire a sud verso Pourville con la sua spiaggia di ciottoli levigati che ha ispirato a Claude Monet l’omonimo quadro “La plage à Pourville, soleil couchant”.

A Varengeville-sur-mer si visita il suggestivo cimitero, arroccato sul bordo di una falesia, dove riposa Georges Braque, esponente del cubismo; commovente la sua tomba, dove si alternano silenziosi solitari turisti, incantevole la vetrata conservata nella chiesa di St-Valery adiacente al cimitero, opera dello stesso Braque.

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Più a sud si susseguono vere e proprie perle costiere: Veules-les-Roses, Saint-Valery-en-Caux, Veulettes-sur-mere e Les Petites Dallas, in passato località balneari alla moda grazie anche alla preferenza accordata loro dall’aristocrazia di fine ottocento e dall’entourage di pittori e scrittori romantici che qui amavano soggiornare; alberghi lussuosi, eleganti dimore e qualche casa antica rendono questi villaggi ancora pittoreschi nonostante i bombardamenti che li hanno colpiti durante la seconda guerra mondiale.

Più a sud si raggiunge Fécamp, un antico porto peschereccio, in passato tra i più importanti di Francia, incorniciato dalle falesie più alte di tutta la Normandia. Oggi l’abitato è diventato un importante centro turistico, frequentato per la spiaggia ma anche per i numerosi punti di interesse artistico culturale: i resti de La Trinité, l’antica chiesa abbaziale costruita per custodire un antico cofanetto contenente alcune gocce del Sangue di Cristo e le singolari geometrie del Palais Bénédictine che ospita la distilleria dell’omonimo liquore venduto in tutto il mondo.

Per una sosta indimenticabile in una bella giornata di sole, si consiglia la salita al vicino Cap Fagnet che permette di abbracciare con lo sguardo la città e un fronte d’alabastro senza fine.

Ultima tappa di questo viaggio è la bella Etretat , una località di villeggiatura ancora oggi estremamente alla moda, amata e raccontata da grandi artisti e universamente conosciuta per quella sua falesia dalla forma così bizarra da suggerire a Guy de Maupassant il paragone con una proboscide d’elefante, stiamo parlando della falesia d’Aval, vanto e simbolo d’Etretat.

 Pubblicato da il 08/06/2015 - 3.725 letture - ® Riproduzione vietata

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