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Lo Stato rinuncia a Budelli, l'isola sarda ora di un banchiere neozelandese

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***Aggiornamento del 23/10/2015 - Dopo un successivo contenzioso, che aveva visto Budelli riassegnata nuovamente all'ente di tutela, ieri il giudice per le esecuzioni fallimentari del tribunale di Tempio Pausania, ha nuovamente stabilito che l'Isola di Budelli è un bene privato di Michael Harte, e quindi l'Italia potrebbe perdere, definitivamente, questo piccolo lembo di paradiso. Unica speranza un nuovo decreto legge che rimandi, ad un altra sentenza, il destino di questa splendida isola del nord della Sardegna.***

Nuovo capitolo nella controversa storia di Budelli: l'isola dalla spiaggia rosa, situata nel cuore dell'arcipelago della Maddalena, è tornata infatti a essere di proprietà di Michael Harte. Il banchiere neozelandese aveva acquistato l'isola nel 2013 a un'asta giudiziaria per quasi tre milioni di euro, dopo che la società che ne era stata proprietaria fino ad allora era fallita. In occasione di questa acquisizione, non sono mancate le polemiche, soprattutto riguardo a questioni ambientali, e si sono verificate numerose proteste culminate in una petizione, #salviamobudelli, sottoscritta da centomila persone.


Dopo questa vendita, l'Ente Parco della Maddalena ha richiesto e ottenuto dal Tar della Regione Sardegna di esercitare il diritto di prelazione, ma il magnate neozelandese non è rimasto a guardare: si è rivolto, infatti, al Consiglio di Stato, a cui ha sottoposto un'istanza.

Veniamo agli ultimi sviluppi: la VI sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1854, ha fatto decadere la prelazione richiesta. Il motivo? L'Ente Parco non ha predisposto il piano di tutela dell'isola, che non è ancora stato approvato dalla Regione Sardegna.

La sentenza del Consiglio di Stato ha suscitato la reazione del mondo politico, a partire dal presidente dell'Ente Parco della Maddalena, Giuseppe Bonanno, che si dice fortemente deluso da questa decisione ma pronto a proseguire la battaglia per rendere Budelli bene pubblico. Bonanno si dichiara pronto a rivolgersi alla giustizia europea e afferma che la sentenza rappresenta una vera e propria ingiustizia. Il presidente si dice rammaricato anche perché questa vicenda rischia di protrarsi per lungo tempo, impedendo di mettere in atto un'appropriata strategia di tutela e valorizzazione dell'isola.

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Le motivazioni addotte dalla VI sezione del Consiglio di Stato riguardano il fatto che, per esercitare il diritto di prelazione, è fondamentale istituire un piano di tutela del parco, mai adottato dai richiedenti, che dunque perderebbero il diritto rivendicato. E non sarebbe neppure sufficiente stanziare la cifra necessaria, poiché per farlo bisognerebbe esercitare regolarmente la prelazione.

Bonanno non è l'unico a far sentire la sua voce: a mostrarsi risentiti sulla sentenza sono anche Loredana de Petris, presidente del Gruppo Misto-Sel, e Luciano Uras, senatore di Sel, secondo i quali non è concepibile che il nostro Paese svenda le sue bellezze paesaggistiche e culturali, e che si uniranno alla battaglia per far sì che l'Ente Parco della Maddalena possa acquisire Budelli. Al coro di proteste si unisce Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'ambiente e promotore della petizione #salviamobudelli, che invoca l'intervento del Parlamento sulla spinosa questione.

Ma non tutti sono rimasti delusi dalla sentenza, anzi: il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, ricordando che l'intero arcipelago è di proprietà privata fin dall'Ottocento, non ha mostrato grosse preoccupazioni sulla vicenda giudiziaria, poiché la tutela dell'isola permane per via dei vincoli che la proteggono. Non solo, ma sembra che proprio Harte abbia dato la sua disponibilità ad avviare opere di riqualificazione del territorio: il sindaco confida dunque nella maggiore tempestività degli interventi che di solito si verifica nel privato, piuttosto che nel pubblico.

Anche Legambiente è dello stesso avviso, sostenendo che l'acquisto dell'isola sarebbe una spesa inutile, visto che la tutela del luogo prescinde dal suo proprietario, e che anziché comprare Budelli si potrebbe investire nella bonifica dei suoi fondali.

 Pubblicato da il 24/10/2015 - 5.220 letture - ® Riproduzione vietata

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