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Visitare il quartiere La Chapelle a Parigi, una piccola India

Ogni buon turista che si rispetti, che abbia già avuto la fortuna di soggiornare nella capitale francese, avrà sicuramente visitato la Parigi commerciale, leziosa e certo un po' viziosa che anni di cinema ci hanno raccontato; la meravigliosa Parigi di Amelie, con i suoi ritmi cadenzati e stereotipati.

Per coloro però che non si accontentano, nascosto dietro l'ammasso di palazzi dai tetti in ardesia che sovrastano la città, esiste tutto un mondo di quartieri stranieri, una sorta di ghettizzazione della città, ben riuscita però a mio avviso!
Una fitta linea dicotomica divide la Parigi dei Parigini da quella di coloro che la vivono un po' ai margini, lontano dai riflettori e dagli obiettivi dei turisti. In particolare esiste un piccolo mondo colorato e variopinto, un'India in miniatura che di chic ha forse ben poco, ma dove certo non manca il luccichio, la festa ed il brio.

È poco più di una manciata di strade tutte assemblate disordinatamente tra di loro quasi a formare un mosaico, giusto un guizzo di felicità in una città soffocante, ma che vi lascerá per qualche ora un buon sapore in bocca, di cibo, di musica, di vitalità.
Prendete il metrò numero 2, linea blu, esattamente quello che passa anche per Montmartre. Ma andate avanti, evitate di scendere lì, ci sarete passati già un centinaio di volte e non ci sarà nessuna Nicol Kidman a ballare sotto il Moulin Rouge per voi e nessun Owen Wilson ad attendervi sotto la porta a mezzanotte, come da copione in Woody Allen.

Proseguite e scendete alla fermata Chapelle e imboccate la strada che trovate subito davanti a voi all'uscita della metro.
Verrete di colpo catapultati in una piccola Mombay, dove l uomo bianco è lo straniero e dove le donne sono abbigliate con ricchi sari di seta dai colori sfavillanti che, se avrete la fortuna di trovare una bella giornata a Parigi, vedrete brillare al sole.

Assiepati come formiche agli angoli delle strade ci sono carrettini di frutta e verdura dove piccoli omini accigliati, tentano di avere la meglio sul venditore dirimpettaio. È anche lì è tutto un tripudio di nuovi colori, odori e forme, dove anche il più semplice peperone potrebbe qui trasformarsi in un grosso essere arancione e verde, dalla commestibilità incerta. Se poco coraggiosi per assaggiare una di quelle prelibatezze, proseguite e fatevi trascinare dalla musica e dal profumo, delicatissimo, di un incenso che vi verrà sicuramente voglia di acquistare. Ci sarà sicuramente una grande gigantografia di Aishwarya Rai ad accogliervi alla porta, con tanto di bindi sbrilluciacante sulle fronte per indicarvi l'entrata per il negozio.

Troverete dolci signorine indiane vestite di tutto punto che fanno a gara per accapparrarsi il sari più bello e più scontato, il kajal dal nero più intenso, l'ultimo film bollywoodiano dalla trama facilmente indovinabile.
Un disordine quasi onirico invade quei piccoli pezzi di India a Parigi.
A dare la pace in tutto quel trambusto un piccolo altarino inneggiante il Dio Shiva, posto all'angolo del negozio, che pare anche lui un po' stanco di tutto quel rumore.

Da buoni osservatori non potrete non essere catturati da grosse insegne rosa fluorescente che ogni tanto incontrerete sulla via: i centri estetici indiani, che anche le donne dell'alta società parigina amano frequentare per moda o per la freschezza dei profumi al loro interno e per la pacata riservatezza delle estetiste, sono delle piccole oasi di piacere, dove i sogni diventano desideri. Allora vedrete quelle donne bianche tutte griffate uscire da quei saloni guardandosi i piedi oggi più attraenti grazie alla perfetta pedicure . È come se un'aurea nuova le avesse ringiovanite, sarà la nuova moda indiana della sopracciglia finissima fatte col filo o la delicatezza della pelle del corpo dopo una seduta di ceretta al caramello.

Ora si sarà fatta ora di pranzo e non c'è niente di meglio di un caldo piatto indiano per rinvigorire lo spirito e rinforzare gli animi. Parigi, con le sue mille sfaccettature, è una città che ti prova fortemente.

Il quartiere è pieno zeppo di ristorantini, un po' vecchio stile parigino, un po' India, con alle pareti fotografie malinconiche di una terra lasciata magari decenni addietro. La cucina indiana è tra le più ricche e variegate del mondo, un tripudio di sapori diversi, con mille spezie dal colore dei sari più raffinati. Rimarrete incantati dall armonia di tutte quelle fragranze, dal loro modo di giocare e assemblarsi insieme dentro la bocca. E non sará strano vedere indiani seduti al tavolo accanto al vostro mangiare con le mani. Se siete abituati alle brasserie di Parigi, dove il movimento più azzardato a tavola è il gesticolare sinuoso di una mano che tiene tra le dita una sigaretta, allora siete capitati proprio nel posto sbagliato, la Chapelle non è il quartiere che fa per voi.

Un'ultima passeggiata finale tra le vetrine adorne di colori, sarà solo l' atto finale di una visita emozionante e profonda e che vi lascerà incantati.
Allora forse ci penserà un enorme bus cittadino Parigino che passerà su quella stessa vostra strada a ricordarvi che non siete in India ma nella capitale della moda, del lusso e della cucina minimal.
In una città dove il colore predominante è il bianco panna, dove tutto è dipinto della STESSE sfumature, a dare colore ci pensa l'India, un piccolo magico pezzo di India.

Un momento particolare per vivere il quartiere de La Capelle, è quello che si svolge ogni anno l'ultima domenica di agosto o la prima di settembre: con grande partecipazione popolare viene celebrata qui la Fête de Ganesh. Questo festival di un giorno ricorda il signore Ganesha, figlio delle divinità Siva e Parvati, simbolo di amore e di conoscenza e dotato di una caratteristica testa di elefante. Una colorata processione segue la celebrazione religiosa che si svolge nel tempio di Sri Vinayakar Alayam Manicka, il più grande edificio religioso indù di tutta la Francia. Partendo dal n° 17 di rue Pajol una allegra parata si muove tra le strade di La Chapelle,  rivestendole di tutti i colori dell'India, con musiche, balli e distribuzione di dolci e bevande.

 Pubblicato da il 15/10/2014 - 5.389 letture - ® Riproduzione vietata

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