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Cosa vedere e cosa visitare Palazzo del Quirinale

Palazzo del Quirinale, visitare le collezioni, il giardino e la residenza del Presidente della Repubblica

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In varie occasioni l'ex Presidente Napolitano ha definito il Palazzo del Quirinale “la casa di tutti gli italiani”, e ha aggiunto: “vorrei che vi sentiate qui come a casa vostra”. Certo non tutti hanno una casa di oltre 110 mila mq, in sesta posizione tra i palazzi più grandi del mondo, situata in cima al colle più alto di Roma ed affacciata sull’omonima piazza. E non tutti hanno fatto decorare e impreziosire la propria dimora da artisti del calibro di Pietro da Cortona, Carlo Maderno, Guido Reni e molti altri ancora. Quello del Presidente della Repubblica resta comunque un nobile pensiero, e in fondo tutti hanno la possibilità di visitare il Palazzo del Quirinale di domenica, quando mantiene il suo ruolo istituzionale ma si trasforma anche in un grande museo aperto a tutti gli italiani e ai cittadini del mondo.

Un pò di storia
La residenza ufficiale del Presidente della Repubblica ha alle spalle una storia molto più lunga della Repubblica stessa. È nato ben prima dell’Italia, nel 1583, ma già in epoca antica sorsero sul colle insediamenti e luoghi di culto, tra cui il Tempio del Dio Quirino (da cui il nome del Quirinale) e quello della Dea Salute. Fu il Medioevo a portare sul colle palazzetti gentilizi, chiese e torri al posto degli antichi templi, e tra il Quattro e il Cinquecento vi si stabilirono diverse dimore di nobili e prelati, come quella del cardinale Carafa. Proprio la sua villa con vigneti sarebbe diventata, qualche tempo dopo, il futuro Palazzo del Quirinale: nel 1550 venne presa in affitto dal cardinale Ippolito d’Este, che trasformò la vigna in uno splendido giardino con statue, sentieri e fontane, tanto da attirare le attenzioni di papa Gregorio XIII il quale decise a sue spese di ampliare anche la piccola villa su progetto del Mascarino. Ecco come nacque, intorno al 1583, l’elegante residenza che poi sarebbe appartenuta al Presidente della Repubblica Italiana.

Ulteriormente ingrandita dall’architetto Domenico Fontana per volere di papa Sisto V, che volle farne la sede pontificia estiva e si preoccupò anche della sistemazione della piazza, la residenza venne completata dai suoi successori. Fu Paolo V a dare al palazzo l’assetto attuale, e nel corso del Seicento si definirono meglio i confini dell’intero complesso del Quirinale, furono aggiunte le fortificazioni e si procedette ad una grande opera di decorazione interna sotto la direzione di Pietro da Cortona. Entro la prima metà del Settecento le ultime migliorie architettoniche erano state portate a termine.

Ma all’inizio del secolo successivo accadde qualcosa di inaspettato e importante, che avrebbe segnato per sempre la storia d’Italia e del Quirinale: le truppe napoleoniche occuparono Roma, deportarono in Francia papa Pio VII e scelsero proprio il Quirinale come residenza dell’imperatore. Poco importa se Napoleone non soggiornò mai nella Città Eterna: l’edificio doveva essere pronto ad accoglierlo coi giusti onori, e fu riadattato al gusto neoclassico su progetto dell’architetto Raffaele Stern, con la collaborazione di numerosi altri artisti. Per ironia della sorte fu lo stesso Stern, una volta rientrato a Roma papa Pio VII (nel maggio 1814), ad essere incaricato di cancellare ogni traccia dell’occupazione napoleonica. Ecco che comparvero i severi affreschi della Cappella Paolina e venne sistemata la Fontana dei Dioscuri. Pio IX fu l’ultimo pontefice a soggiornare al Quirinale, che dopo la breccia di Porta Pia e l’annessione di Roma al Regno d’Italia diventò la dimora della famiglia reale. Con la nascita della Repubblica Italiana nel 1946 il Quirinale divenne infine la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, e da allora l’architettura e gli arredi interni sono rimasti praticamente invariati, in un’ottica di valorizzazione e tutela di un grande patrimonio artistico e culturale.

Le Collezioni del Quirinale
Al di là del suo valore politico per lo Stato italiano, il Palazzo del Quirinale è un concentrato di arte e di storia e rappresenta una delle attrazioni più interessanti di Roma. Nei secoli grandi architetti, pittori e scultori hanno contribuito a plasmarlo secondo il gusto delle varie epoche, stratificando via via un’infinità di testimonianze preziose che continuano ad affascinare i visitatori di oggi.

All’inizio della visita ci si imbatte nello Scalone d’Onore progettato da Flaminio Ponzio all’inizio del Seicento, durante il pontificato di Paolo V. Sobrio ma maestoso, con una doppia rampa di accesso interrotta da un ampio pianerottolo che si affaccia sul giardino, lo scalone conduce alle sale del versante meridionale e a quelle dell’ala est. All’inizio del Settecento fu collocato lungo la parete del pianerottolo uno splendido frammento di un affresco di Melozzo da Forlì, originariamente situato nella chiesa dei Santi Apostoli. Altre pitture murali si trovano invece in cima alla rampa nord dello scalone, accanto al Salone delle Feste.

Dopodiché si passa di sala in sala tra opere d’arte di ogni genere e età, arazzi, dipinti antichi e moderni, orologi, mobili d’epoca e carrozze. Gli arazzi esposti al Quirinale sono 261, in gran parte realizzati tra il XVI e il XIX secolo, un centinaio dei quali fanno parte della serie napoletana delle Storie di Don Chisciotte. Tutti gli arazzi provengono dalle prestigiose collezioni degli Stati preunitari, e la maggior parte di essi giunse al Quirinale verso la fine dell’Ottocento, quando vennero sottratti dalle vecchie regge dei vari regnanti: ecco perché la vasta collezione rappresenta un patrimonio unico per qualità artigianale ed artistica, e testimonia l’amore per la bellezza e l’arte da parte del neonato Stato italiano. Dal 1995 il Palazzo ospita un Centro Operativo per la Manutenzione e il Restauro degli Arazzi che collabora con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Tra i dipinti antichi spiccano i quadri a soggetto sacro, eredità del periodo in cui i papi risiedevano al Quirinale. Un tempo erano così tanti da riempire ogni singola sala, anche quelle che di “sacro” avevano ben poco (come la stanza dedicata al biliardo), ma le requisizioni napoleoniche ridussero notevolmente la collezione, ulteriormente impoverita dopo l’abbandono dell’edificio da parte dei papi alla fine dell’Ottocento. Fortunatamente il Quirinale conservò alcuni capolavori, come l’Annunciazione di Guido Reni del 1610, la tavola col San Giovannino attribuita prima a Raffaello, poi a Giulio Romano e oggi a un pittore anonimo romano del XVI secolo, le sante realizzate da Simon Vouet all’inizio del Seicento e il Martirio dei Gesuiti ad opera di Jacques Courtois. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia raggiunsero il Quirinale anche molti ritratti, paesaggi, scene di vita quotidiana e nature morte, in modo che nessun angolo dell’edificio restasse spoglio ma trasmettesse piuttosto sfarzo e grandezza. Meritano particolarmente le opere di Sebastiano Ricci e le sei Storie di Enea realizzate da Corrado Giaquinto.

Ma non mancano i dipinti moderni, che i sovrani sabaudi hanno acquistato in giro per lo stivale nell’intento di sostenere l’arte e abbellire la propria dimora con pezzi originali. Del tardo Ottocento c’è la piccola tela Ordinanza firmata Giovanni Fattori, di ispirazione militare; il prefuturismo è rappresentato da Giacomo Balla e dalla sua opera Affetti del 1910, mentre il Volo su Vienna di Alfredo Gauro Ambrosi, del 1933, è un bell’esempio di lavoro futurista. E ancora De Chirico, Felice Casorati, Arturo Martini e vari esponenti della scuola romana come Alberto Ziveri e Mario Mafai. Da non perdere le magnifiche tele di Giuseppe Capogrossi realizzate nella prima metà del Novecento, intitolate Fiera (Saltimbanchi) e Dietro le quinte.

Ma il fascino del Quirinale, al di là delle vere e proprie opere d’arte, sta nell’eleganza dei saloni e nella cura dell’arredo. I mobili, in buona parte di manifattura francese, appartennero quasi tutti a Louise-Elisabeth, figlia di Luigi XV nonché moglie di Filippo di Borbone, e costituivano l’arredo dei palazzi di Parma e di Colorno e della residenza di Sala. Non mancano pezzi di origine italiana provenienti da dimore sabaude, come quelli realizzati dal grande ebanista Pietro Piffetti e giunti al Quirinale dal Palazzo Reale di Torino.
Nel Salone delle feste, nella Sala degli specchi e in quella degli arazzi, ovvero negli ambienti di rappresentanza della monarchia, si ammirano consoles con specchiere, buffets a due piani, sedie del Besarel e il cosiddetto Salottino giapponese con pannelli neri e oro provenienti dalla Venaria Reale di Torino, come prescriveva la moda dei mobili all’orientale.

Infine apprezzerete una straordinaria collezione di orologi provenienti dalle più prestigiose regge preunitarie italiane, e la bella collezione di carrozze che venivano utilizzate dalla corte sabauda. Insediato al Quirinale il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, si presentò subito l’esigenza di creare nell’ex palazzo pontificio un ambiente adatto ad ospitare carrozze, cavalli e corredi di scuderia. A tale scopo fu predisposto un grande fabbricato, oggi detto Fabbricato Cipolla dal nome dell’architetto, che oggi ospita la Galleria dei Finimenti e delle Livree, il Gabinetto Storico con i corredi di scuderia più pregiati, l'ufficio del Grande Scudiere e le carrozze, in gran parte costruite alla fine dell’Ottocento.

Dentro al Quirinale: le sale più belle e il giardino
Tra gli ambienti più affascinanti del Quirinale c'è il Salone dei Corazzieri, che grazie alle dimensioni maestose ospita molte attività di alta rappresentanza del Presidente della Repubblica. Realizzata da Carlo Maderno durante il pontificato di Papa Paolo V Borghese, la sala conserva il soffitto in legno a cassettoni originale dell'inizio del Seicento, e nella parte superiore delle pareti è decorata con un bel fregio affrescato. Risale al Seicento anche il grandioso portale che conduce alla Cappella Paolina, un altro gioiello del Quirinale dello stesso periodo, dotata di una splendida volta rivestita in stucco bianco e dorato realizzato da Martino Ferabosco ispirandosi alla Sala Regia del Vaticano. Si prosegue con la Sala delle Stagioni, la Sala delle Virtù con il fregio di Cesare Rossetti datato 1616 dedicato alle Virtù Cardinali, e la Sala del Diluvio affrescata da Antonio Carracci e da un anonimo pittore di ispirazione caravaggesca.

Poi la Sala delle Logge e la Sala dei Bussolanti, entrambe decorate dal genovese Bernardo Castello. La seconda ha una particolarità rispetto alle altre sale dell'appartamento di Paolo V, perché sulla parete sinistra si apriva un collegamento con il piccolo oratorio privato del Papa, collocato lungo la parete della Cappella Paolina.
Collegata alla Cappella Paolina è anche la Sala del Balcone, così chiamata perché comprende la cosiddetta Loggia delle Benedizioni, il balcone situato al di sopra del portale principale del Quirinale, lungo la facciata esterna, e progettato nella prima metà del Seicento dal Bernini per Papa Urbano VIII.

La Sala Gialla, insieme alla Sala di Augusto e alla Sala degli Ambasciatori, in origine faceva parte di una lunga galleria che a metà del Seicento venne dipinta da un gruppo di artisti guidati dal grande Pietro da Cortona. Venne suddivisa nelle tre sale attuali in epoca napoleonica, per ricavare alcuni ambienti di rappresentanza per l'imperatrice Maria Luisa, con la perdita di molti affreschi seicenteschi e la copertura delle finestre che si affacciavano sul cortile, ma il restauro del 2011 ha recuperato sia le finestre che gli affreschi, riportando luce e colore nel salone. Stesso trattamento di valorizzazione aveva avuto, nel 2005, l'adiacente Sala di Augusto.

... Pagina 2/2 ... Si prosegue nella grandiosa Sala d'Ercole, nell'ala che originariamente costituiva l'appartamento invernale del pontefice e che ospitò anche il re Umberto I alla fine dell'Ottocento. L'appartamento fu demolito nel 1940, con la perdita di un bel ciclo di affreschi, e oggi questa sala colpisce per le dimensioni imponenti e per il bel soffitto a cassettoni, ma non ha una destinazione specifica. Il nome deriva dal soggetto di uno degli arazzi, che rappresenta prorpio Ercole.
Molto elegante è la Sala del Bronzino, nel nucleo più antico del Quirinale (la palazzina di Gregorio XIII), di cui rappresenta l'ambiente più grande: viene usata dal Presidente della Repubblica per incontrare i Capi di Stato ospiti e le loro delegazioni, ed è così nominata per gli arazzi fiorentini delle pareti che ricalcano alcuni dipinti del Bronzino. Gli incontri a carattere ufficiale, tuttavia, il Presidente li tiene nel vicino Studio del Presidente, soprattutto le consultazioni per la formazione del Governo: era la sala da pranzo dell'imperatore in epoca napoleonica, e alla fine dell'Ottocento era lo studio personale di re Umberto I, comunicante con la camera da letto (oggi Sala di Druso).

Tra i luoghi più suggestivi c'è senza dubbio la Biblioteca del Piffetti, una sala che in età sabauda venne inglobata nell'appartamento della regina Margherita, destinata a Biblioteca e impreziosita dalla bella libreria dell'ebanista piemontese Pietro Piffetti. La sontuosa struttura in legno è protagonista della stanza, e il soffitto e il pavimento sono stati decorati in modo da intonarsi a quest'opera d'arte. Un piccolo passaggio, detto Passaggetto alla Sala della Musica, immette nella stanza successiva: ci si trova dunque nella Sala della Musica, così chiamata all'inizio del Novecento per la presenza di un fortepiano e di altri arredi a tema musicale.

Seguono la Sala della Pace, la Sala della Vittoria e la Sala delle Dame. Da vedere la Sala dello Zodiaco, che inaugura l'ala affacciata al giardino, dedicata ad ambienti di rappresentanza: in origine erano due stanze separate, ma in età napoleonica furono unite nell'ampio Salone dell'Imperatore, di cui si conserva un raffinato bassorilievo di Carlo Finelli; coi Savoia l'ambiente divenne Sala da pranzo giornaliera e si arricchì di dipinti, specchi e arazzi pregiati. Dal tema astrologico delle decorazioni viene il nome della sala. La sala comunica con la piccola Cappella dell'Annunziata, gioiello concepito come "cappella segreta" per Paolo V Borghese, realizzato nei primi anni del Seicento da Flaminio Ponzio e interamente decorato da Guido Reni con l'aiuto di Francesco Albani, Antonio Carracci e altri maestri dell'epoca.

Nella Sala degli Specchi si tengono alcune udienze del Capo di Stato e il giuramento dei giudici della Corte Costituzionale. Non rimane nulla dell'aspetto seicentesco, mentre del periodo sabaudo, quando la vecchia Camera da Pranzo divenne Sala da Ballo, restano gli specchi sfarzosi e i rivestimenti in oro bianco e porcellana delle pareti. Ma l'ambiente più sfarzoso di tutti è forse il Salone delle Feste, in cui avviene il giuramento del nuovo governo e dove si allestiscono i pranzi di Stato. Prima dell'età sabauda il Salone delle Feste era collegato al Salone dei Corazzieri dalla odierna Galleria dei Busti, così chiamata a partire dal 1958, quando vi furono collocati alcuni busti di marmo.

Terminate la visita con le Sale Rosse, che si affacciano sul pianerottolo dello Scalone d'Onore (dove la visita era cominciata), e con la cosiddetta Manica Lunga, ovvero il lato meridionale del complesso del Quirinale, cominciato durante il pontificato di Sisto V per ospitare gli alloggi della Guardia Svizzera e ingrandito nella seconda metà del Seicento su progetto di Gian Lorenzo Bernini. Ulteriormente ampliato da Alessandro Specchi, l'ambiente venne completato dall'architetto Ferdinando Fuga per volere di papa Clemente XII. Altri cambiamenti arrivarono in epoca sabauda. Ancora oggi il piano nobile della Manica Lunga ospita gli Appartamenti imperiali, sedici sale ancora oggi riservate agli ospiti in occasione di visite di Stato.

Dulcis in fundo un palazzo importante come quello del Quirinale, poteva non comprendere un sontuoso giardino? All’interno dell’edificio ce n’è uno di circa 4 ettari, che nei secoli è stato modificato a seconda del gusto dell’epoca e delle esigenze di chi si insediava a palazzo. Come già detto, all’inizio del Cinquecento si trattava dei vigneti di proprietà della famiglia Carafa, che vennero sistemati per la prima volta dal cardinale Ippolito d’Este nel 1550, quando prese in affitto la villa e decise di trasformarla in un’elegante residenza romana piena di collezioni antiquarie. Serviva un giardino degno, che venne progettato da Girolamo da Carpi e Tommaso Ghinucci ed era un intreccio di viali e vialetti, aiuole, fontane e raffinati padiglioni. Nel Settecento Benedetto XIV volle aggiungere una Coffee House, progettata da Ferdinando Fuga in posizione panoramica e destinata a diventare una sorta di salotto intellettuale, dove si incontravano le personalità più interessanti della cultura del tempo. In età sabauda, durante il regno di Umberto I, venne posizionata di fronte alla Coffee House la Fontana di Caserta, progettata dallo scultore Giulio Monteverde.

Visitare il Quirinale: orari, biglietti, concerti ed altre informazioni utili
È anche per valorizzare e condividere con gli italiani questo patrimonio di tutti che nei primi giorni di febbraio 2015 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto che il Quirinale fosse aperto alle visite pubbliche, così come che fossero utilizzate sale e spazi dell'edificio per mostre temporanee.
Apertura nei giorni di martedì e mercoledì, e dal venerdì alla domanica
Chiusura completa: il lunedì e il giovedì
Orario continuato, dalle 9:30 alle 16 (ultimo ingresso ore 14)
Biglietti: Percorso artistico istituzionale € 1,50 - Percorso tematico 10 euro (5 euro ridotto)

Le prenotazioni vanno fatte almeno 5 giorni prima della data prevista, e possono essere effettuate sul sito apposito, chiamando il numero 06-39967557, oppure recandosi all'Infopoint del Quirinale.
E' stata inoltre ampliata la parte visitabile dai cittadini, che comprende anche la Collezione delle carrozze, che in precedenza non era esposta al pubblico.

Chi non avesse la possibilità di recarsi a Roma sul colle del Quirinale per ammirare personalmente le meraviglie custodite al suo interno, potrà comunque compiere un tour virtuale attraverso la pagina web ufficiale del Quirinale cliccando qui.

Da non perdere i concerti alla Cappella Paolina, che da ottobre a giugno si tengono ogni domenica spaziando dalla musica classica a quella medievale, passando per proposte delle tradizione popolare, improvvisazioni e musica contemporanea.
L'occasione è perfetta per visitare la splendida Cappella che prende il nome del Papa Paolo V Borghese, progettata da Carlo Maderno all'inizio del Seicento e tuttora in uso per la Santa Messa di Natale e Pasqua alla presenza del Presidente della Repubblica. Le caratteristiche architettoniche e le proporzioni sono le stesse della Cappella Sistina in Vaticano.

Si accede al Palazzo dalla Porta Principale situata in Piazza del Quirinale. Per raggiungere la piazza, a breve distanza da Piazza Barberini, si può scendere alla fermata Metro A Barberini e risalire lungo la Via delle Quattro Fontane. Le linee bus che conducono al Quirinale sono la 64 e la 170.

Per prenotare le visite o per qualsiasi altra informazione visitate la pagina ufficiale del Palazzo del Quirinale.

 Pubblicato da il 29/08/2014 - 9.698 letture - ® Riproduzione vietata

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